Norme liturgiche per i fotografi
durante le Celebrazioni Liturgiche
I. Il senso del celebrare
L'uomo d'ogni tempo, d'ogni cultura e d'ogni religione ha sempre celebrato i momenti importanti della sua vita e ha sempre custodito la memoria degli eventi significativi della sua storia. Tale attività è talmente importante da costituire uno dei primi e più evidenti segni della civiltà di un popolo. L'uomo incominciò a celebrare gli eventi della sua vita e della sua storia, e cioè a caricarli di significati al di là del semplice accadere; a riconoscere negli eventi quei semi di speranza che porteranno il loro frutto oltre le barriere del qui e dell'ora.
Celebrare è vivere (o ri-vivere) comunitariamente l'evento, esultare insieme per una gioia, soffrire insieme per un dolore. Una celebrazione che non raccolga coloro ai quali si rivolge, fallisce uno dei suoi scopi primari.
Come le persone celebrano le date importanti della propria vita, e una città o uno Stato celebrano le date decisive della propria storia, così anche la fede. Ogni religione celebra i momenti più significativi della propria origine e del proprio mistero.
La fede cristiana celebra anch'essa l'evento che l'ha costituita e il mistero che l'alimenta. Questo evento, questo mistero hanno un nome: Gesù Cristo. La fecondità e la fruttuosità della celebrazione sacramentale sono date dal ruolo insostituibile della comunità cristiana che accoglie e aggrega a sè il credente e lo rende partecipe del mistero di morte e risurrezione di Cristo Signore.
II. La chiesa: luogo della celebrazione
La comunità cristiana ha i suoi luoghi dove riunirsi: le chiese, dove la comunità diventa assemblea convocata dal suo Signore e riunita nel suo Spirito: casa dell' “Ecclesia", casa di Dio tra gli uomini, dove Dio ama lasciarsi incontrare, per comunicare la vita ai suoi figli.
La chiesa è segno della presenza di Dio in mezzo al suo popolo e in essa si celebrano le diverse presenze sacramentali di Cristo, mediante le quali la comunità cresce come Corpo di Cristo. Tutta la vita della comunità e dei singoli cristiani fa riferimento alla chiesa: la nascita e la morte, la malattia e l'amore, la festa e il lutto, la penitenza e l'esultanza, tutto vi trova eco fedele e puntuale. La chiesa-edificio deve essere idonea ad accogliere tutte le diverse manifestazioni della vita dell'uomo e della comunità. La chiesa è il luogo nel quale si riunisce la comunità cristiana per ascoltare la parola di Dio, per innalzare a Dio preghiere d'intercessione e di lode e soprattutto per celebrare i santi misteri e anche per custodire il Santissimo Sacramento dell'Eucaristia.
Tutto nella chiesa deve favorire la preghiera dell'assemblea: la centralità dell'altare, la dignità delle immagini, la disposizione dei simboli, l'articolazione degli spazi, la luminosità dell'aula, le condizioni climatiche. Anche la preghiera e la riflessione personali possono trarre vantaggio dai simboli e dai 'luoghi' delle celebrazioni presenti in permanenza in una chiesa vuota e silenziosa: il fonte battesimale dove il cristiano è rinato nell'acqua e nello Spirito Santo; l'ambone, luogo della Parola e della teofania; l'aula stessa, testimone muta, eppur eloquente, delle gioie e dei dolori della vita di molte generazioni. L'edificio sacro è dunque immagine speciale della Chiesa, tempio di Dio, edificato con pietre viventi.
Il centro di ogni chiesa è il suo altare. Intorno all'altare si riunisce il popolo santo per partecipare al sacrificio del Signore e ristorarsi al celeste convito; è segno di Cristo, sacerdote, vittima e altare del suo stesso sacrificio. L'importanza della parola di Dio esige che vi sia nella chiesa un luogo adatto dal quale essa venga annunciata, e verso il quale, durante la Liturgia della Parola, spontaneamente si rivolga l'attenzione dei fedeli. La liturgia della Parola non è più soltanto un'introduzione al mistero: è mistero essa stessa. Per questo ha bisogno di un suo luogo per la celebrazione. Questo luogo è l'ambone.
Il Battistero e il fonte battesimale è l'altra grande presenza simbolica dello spazio cultuale cristiano. Sorgente d'acqua viva, grembo materno e tomba, lavacro e fontana "d'acqua zampillante per la vita eterna"; tutto questo è il fonte battesimale per il cristiano. In esso l'uomo liberato dal potere delle tenebre viene rigenerato alla vita divina perché possa chiamarsi ed essere realmente figlio di Dio, la morte viene vinta e riscattata nella vita, i figli della dispersione diventano popolo di Dio. La sua è una presenza che non deve passare inosservata. Essa deve ridestare continuamente, nel cristiano, la memoria e la consapevolezza della sua nascita alla vita e della sua vocazione.
III. Indicazioni di comportamento
Ruolo del fotografo nella celebrazione
La liturgia è azione sacra, nella quale si celebrano i misteri del Signore. Tutto deve favorire il clima interiore di fede e di preghiera e insieme la partecipazione dei fedeli, sia personale che comunitaria.
Il fotografo è quindi uno che partecipa al rito celebrato; è quindi chiamato a svolgere all'interno di esso un "ministero", cioè un servizio.
Senza distogliere l'assemblea fotograferà alcuni momenti celebrativi, a seconda del rito così come sarà indicato in seguito, quale ricordo-memoria dell'evento che il credente sta vivendo, come inserimento nella vita ecclesiale o come adesione-risposta al piano di Dio nella propria vita.
Il fotografo, consapevole di questo ministero, per svolgerlo in modo autentico sarà animato da spirito di servizio e disponibilità evitando atteggiamenti di arroganza e vanità.
Per una completa professionalità egli curerà la formazione per ciò che concerne l'ambito liturgico oltre quello specifico del suo lavoro. Dal suo comportamento trasparirà quindi un adeguato rispetto verso coloro che professano la loro fede in Cristo Gesù, morto e risorto per ogni uomo.
Indicazioni generali
Le norme che seguono, lungi dal diventare una limitazione al vostro lavoro, vogliono essere un aiuto perché le celebrazioni si svolgano con serietà e a voi venga garantito il giusto rispetto per la vostra professione.
La diffusione sempre maggiore degli strumenti di ripresa presso il pubblico (fotocamere digitali, videotelefonini, videocamere) spesso è causa di situazioni di confusione e di disturbo durante lo svolgimento delle celebrazioni in quanto più persone contemporaneamente si trovano a voler ritrarre i ricordi del momento. È auspicabile pertanto che vengano disposte delle limitazioni e sia privilegiata la scelta di operatori professionisti che abbiano sottoscritto il presente accordo.
1. È dovere degli operatori contattare per tempo il parroco o il sacerdote responsabile della chiesa per gli opportuni accordi e con loro prendere visione del luogo e della disposizione delle persone e i video-operatori nell'azione rituale. Qualora gli operatori trovassero l'illuminazione della chiesa insufficiente, inadeguata o male posizionata per le riprese video e/o fotografiche, si troverà di comune accordo una soluzione valida alla soddisfazione delle reciproche esigenze.
Prima che inizi la celebrazione, il fotografo prenda accordi con il sacerdote celebrante, in modo da intervenire con le fotografie solo nei momenti previsti e che verranno appresso descritti.
2. Va tenuto presente che la celebrazione non è "cerimonia" esteriore o uno spettacolo ma è "azione sacra per eccellenza, in quanto azione di Cristo e della Chiesa, sua sposa" (cfr. Cost. sulla Liturgia del Conc. Vat. II). Durante il suo svolgimento il fotografo deve agire con la più grande discrezione e con il massimo rispetto, per non attirare l'attenzione su di sé e per non distogliere l'assemblea "da una partecipazione attiva, consapevole, comunitaria e soprattutto interiore” (n.14). Un corretto comportamento e un adeguato abbigliamento esprimano tale dovuto rispetto.
3. Durante le celebrazioni gli operatori devono occupare un posto concordato in precedenza con il responsabile del luogo, e possibilmente fuori dal presbiterio. Vanno evitati il più possibile gli spostamenti da una parte all'altra della chiesa. Spesso creano confusione e disagio, specialmente se sono fatti di corsa passando ripetutamente davanti all'altare e in mezzo all'assemblea. Se è necessario muoversi, bisogna farlo passando lungo le pareti laterali e alla fine dei posti riservati ai fedeli.
4. Sempre durante il rito il fotografo eviterà con cura chiacchiere inutili e commenti con il suo eventuale aiutante.
5. L'uso del flash è da adottare con la massima discrezione. L'orientamento è che siano evitate luci fisse di alto potenziale, camere fisse per riprese o altri strumenti analoghi. Questo ingenera infatti non poco disagio e confusione nei fedeli e la riduzione della celebrazione ad una sorta di "spettacolo".
Il fotografo avrà quindi previa conoscenza del luogo sacro, della potenzialità elettrica disponibile al fine di predisporre l'illuminazione più adeguata. Nello svolgimento del servizio di ripresa è consentito l’utilizzo:
- nr. 2 stativi per lampade (nel caso di presenza sia di operatore fotografico che video uno stativo a testa; vietati ombrelli e diffusori di grandi dimensioni), possibilmente fuori dal presbiterio.
- nr. 2 lampade da 500 watt;
Non è ammesso l’uso di cavalletto per macchina fotografica e telecamera. Il posizionamento e l’utilizzo di ulteriori attrezzature tecniche andranno comunque concordate con il celebrante.
6. Fotografare gruppi di parenti e amici all'interno della chiesa è consentito dopo le celebrazioni, purché venga conservato il decoroso rispetto per i luoghi sacri (in particolare si escluda il presbiterio).
7. Gli operatori cureranno di non lasciare in vista valigie o sacche; per il deposito dell'attrezzatura dovrà essere utilizzato un luogo che non sia d' impedimento all'azione rituale.
8. A documentare la celebrazione del matrimonio sarà ammesso un solo fotografo e/o un video-operatore incaricato dagli sposi, nonché eventuali collaboratori. Nessuno potrà imporre agli sposi un proprio fotografo o video-operatore. Altre persone si asterranno dall'eseguire riprese sia video sia fotografiche. Il parroco, da parte sua, dando debita informazione alle famiglie, farà in modo che parenti e amici non intervengano autonomamente facendo foto e video, disturbando la celebrazione.
Qualora in parrocchia vi siano due o più operatori professionisti dovrà essere garantito un avvicendamento dei loro servizi nelle diverse celebrazioni durante l'anno.
9. Il fotografo e il video-operatore siano in possesso del tesserino professionale rilasciato dalla Curia Vescovile. Gli operatori provenienti da altre Diocesi potranno svolgere il servizio in ragione dell'autorizzazione concessa dalla Diocesi di provenienza e comunque nell'osservanza delle presenti norme.
Qualora venisse scelto un operatore privo del tesserino professionale rilasciato dalla Curia Vescovile (oppure un parente), è dovere del sacerdote responsabile della chiesa fornire al medesimo operatore le presenti norme ed assicurarsi che egli vi si atterrà.
10. Il tesserino professionale viene rilasciato dalla Curia Vescovile a coloro che hanno partecipato alla presentazione di queste norme, dal competente ufficio, sarà vidimato ed eventualmente rinnovato ogni tre anni; il servizio per la pastorale liturgica della Curia Vescovile potrà eventualmente revocarlo prima della scadenza per gravi inadempienze del presente regolamento.
11. Il fotografo non dimentichi, soprattutto se è credente, che anch'egli, durante la celebrazione, è chiamato a prendervi parte attivamente con un comportamento corretto. In tal modo egli potrà offrire una buona testimonianza di fede, e anche suscitare e sostenere la partecipazione dei fedeli.
L'elenco dei fotografi che hanno sottoscritto le presenti norme verrà conservato presso l'ufficio del servizio per la pastorale liturgica per l'opportuna informazione alle parrocchie.
Qualora si ritenga necessario, l’Ufficio Liturgico diocesano e le Associazioni di categoria organizzeranno degli incontri di aggiornamento e di verifica (una volta all’anno) per favorire l’attuazione del presente regolamento.
Il presente regolamento viene sottoscritto dal singolo operatore che si impegna ad accettarne le regole. Le associazioni firmatarie provvederanno a raccogliere le adesioni e a consegnare l'elenco e i rispettivi aggiornamenti alla curia diocesana. Sarà opportuno promuovere incontri fra i rappresentanti dell'ufficio liturgico diocesano e le strutture locali delle associazioni nazionali firmatarie per favorire l'attuazione del presente regolamento, e organizzare eventuali corsi formativi, utili ad adattare e integrare le disposizioni qui riportate per giungere in quella sede a renderle normative.
Successivamente la curia potrà fornire alle parrocchie per l'opportuna informazione l'elenco dei fotografi che hanno aderito all'iniziativa.
Possono sottoscrivere il presente regolamento tutti gli operatori professionisti associati alle associazioni firmatarie. Gli operatori di cui sopra si faranno garanti per l'osservanza delle disposizioni suddette nei confronti dei loro collaboratori.
Indicazioni circa i vari momenti della celebrazione
1. Durante i riti di introduzione
I riti d'introduzione comprendono il saluto iniziale del sacerdote, l'atto penitenziale, il "Gloria" (o inno di glorificazione), l'orazione del sacerdote, detta "colletta".
Lo scopo di questi riti è che i fedeli, riuniti insieme, formino una comunità (cfr. Ist. gen. del Messale, n.24).
Dal buon avvio di questo primo momento dipende molto dello svolgimento seguente della celebrazione. Occorre avere molta avvertenza, sia da parte del sacerdote celebrante, sia di coloro che svolgono un "servizio" nella celebrazione, affinché si crei subito un clima di raccoglimento, attenzione e partecipazione. Ciò non sempre è facile se si pensa che molti "invitati" si sentono piuttosto spettatori curiosi che non fedeli partecipi dell'azione sacra.
Dopo aver ripreso per il Battesimo: l'ingresso alla porta della Chiesa; per la Cresima e l'Eucaristia: la processione d'ingresso; per il matrimonio: l'ingresso degli sposi e il reciproco saluto, è bene che il fotografo eviti di fare riprese, specialmente durante l'atto penitenziale.
E' questo un momento in cui si esige il silenzio e il raccoglimento per riconoscere e confessare i propri peccati, condizione indispensabile, questa, per essere degni di celebrare l'Eucaristia.
2. Durante la liturgia della parola.
Dopo i riti introduttivi inizia la liturgia della parola. E' un momento molto importante perché "nelle letture che poi vengono spiegate nell'omelia, Dio parla al suo popolo, gli manifesta il mistero della redenzione e della salvezza e offre un nutrimento spirituale" (cfr. Ist. gen. del Messale, n.33).
E' dalla parola di Dio che prendono significato i sacramenti.
Per questo è necessario che tutti i fedeli presenti ascoltino senza distrazione la parola di Dio, per poter dare ad essa la propria risposta di fede e di preghiera e per comprendere bene il senso e il valore di ciò che si sta compiendo.
Il fotografo, in questo momento non farà fotografie e non si muoverà per la chiesa, in modo da consentire un ascolto religioso del messaggio che si proclama e una risposta corale ad esso.
3. Durante il rito del sacramento che si celebra
Dopo l'ascolto della Parola si svolge la liturgia del sacramento:
- momenti del rito del Battesimo: preghiera e invocazione sull'acqua, rinuncia a Satana, professione di fede, battesimo, unzione con il sacro crisma, consegna della veste bianca e del cero acceso.
- momenti del rito della Cresima: presentazione dei cresimandi, rinnovazione delle promesse battesimali, imposizioni delle mani, crismazione, preghiera universale.
- momenti del rito del matrimonio: la memoria del Battesimo e l’aspersione degli sposi e dei fedeli, le tre domande rivolte agli sposi per accertare davanti all'assemblea la sincerità delle loro intenzioni e la consapevolezza degli impegni che stanno per assumersi, l'espressione del consenso, la benedizione e lo scambio degli anelli, la preghiera dei fedeli.
E' comprensibile e legittimo che a questo punto si scatti qualche foto come ricordo del momento sacramentale. Il vero professionista lo farà tuttavia con delicatezza e sobrietà.
4. Durante i riti offertoriali.
Il rito della preparazione dell'altare e la presentazione dei doni (impropriamente chiamato "offertorio") è un momento di relativa "calma". Tutti infatti siedono, in un atteggiamento di meditazione e di riposo.
Lo spazio di tempo è relativamente breve, tuttavia si potrà scattare qualche foto.
5. Durante la preghiera eucaristica.
Dopo i cosiddetti "riti offertoriali" inizia la parte più importante della celebrazione. E' la "preghiera eucaristica" che inizia con le parole del sacerdote: "Il Signore sia con voi... In alto i cuori... e conclude con l'acclamazione "Per Cristo, con Cristo, e in Cristo…
E' la "preghiera di azione di grazie e di santificazione" (Ist. gen. del Messale, n.54) che il sacerdote dice a nome di tutta la comunità per ringraziare Dio e nella quale il pane e il vino diventano il corpo e il sangue di Cristo e quindi si rinnova e si offre il sacrificio di Gesù.
E' un momento che esige la massima partecipazione interiore e il più grande raccoglimento.
Perciò non è bene fare fotografie.
6. Durante i riti di comunione.
Seguono un insieme di riti chiamati "di comunione". Iniziano con la recita comunitaria del "Padre nostro" che è l'orazione che caratterizza i cristiani; c'è poi la preghiera per la pace e lo scambio del gesto destinato ad esprimerla; si fa quindi la comunione di coloro che celebrano il Sacramento: genitori, padrini, cresimandi, fanciulli, sposi e tutti i fedeli presenti che desiderano comunicarsi. Tutto si conclude con l'orazione dopo la comunione e la benedizione.
Il fotografo potrà riprendere lo scambio di pace e il momento della comunione. Eviterà però d'intervenire dopo la comunione, nel momento di silenzio che la segue, lasciando che quanti si sono comunicati si raccolgano nella preghiera e non siano disturbati o distratti da altre preoccupazioni.
7. Conclusione
La celebrazione termina con l'Orazione finale e la benedizione.
Sarà possibile scattare qualche fotografia (nel rito del matrimonio durante le firme), nel congedo e all'uscita dalla chiesa. Evitare di sostare in chiesa alla fine della celebrazione per non creare confusione. Foto di gruppo e dei saluti si facciano fuori dall'ambiente sacro.
N.B. Il Parroco o il Rettore della Chiesa vigilerà che i servizi e le fotografie siano contenuti nei limiti delle norme pastorali. Si asterrà sempre da ogni forma di partecipazione e di commercio o di trattativa con i prestatori d'opera, salvo la richiesta di compenso per eventuali danni recati alla chiesa.
[Puoi scaricare queste norme in un comodo opuscolo pronto per la stampa: clicca qui]

