Ripartiamo dal Lavoro
Incontro di riflessione e dibattito
RIPARTIAMO DAL LAVORO
Incontro di riflessione e dibattito con
Mons. Arrigo Miglio
Presidente commissione CEI per i problemi sociali e del lavoro
Mercoledì 3 febbraio 2010
Ore 16.00
Sala convegni Consorzio ASI
Via delle Dalie n. 5 – Modugno Zona Industriale
L’iniziativa si pone a coronamento di un lungo percorso di approfondimento e confronto sul tema della crisi economica avviato nell’ambito di questo Ufficio a partire dallo scorso mese di maggio.
L’obiettivo che sin dal principio ci ha animato è stato quello di riflettere insieme sull’attuale crisi, sulle sue conseguenze a livello locale e sul modo in cui essa interpella la coscienza di ogni credente e la comunità ecclesiale nel suo complesso.
Nel percorso sono stati ascoltati e attivamente coinvolti esponenti dell’associazionismo di categoria, del sindacato e delle diverse istituzioni competenti.
Sul piano dell’analisi il quadro che è emerso è particolarmente grave.
I primi ad essere colpiti dalla crisi sono stati i lavoratori precari ai quali non sono stati rinnovati i contratti in scadenza.
In un anno, secondo i dati INPS di Bari, il numero di ore di cassa integrazione nella nostra provincia si è più che raddoppiato, passando dal milione del 2008 agli oltre 2 milioni del 2009.
Il numero di domande di disoccupazione a requisiti ridotti – per chi cioè ha totalizzato almeno 75 giornate di lavoro nel precedente anno – si è più che quintuplicato, passando dalle mille domande del 2008 alle oltre 5 mila del 2009.
Secondo Bankitalia la disoccupazione in Puglia nel quarto trimestre 2008 ha raggiunto il 12%.
Quella giovanile, secondo gli ultimi dati Eurostat, ha sfiorato il 32%.
Nel settore produttivo si registra un calo degli ordinativi che mediamente va dal 30 al 50% con picchi che raggiungono anche il 70% (come nel caso del settore delle macchine per movimento terra).
Oggi sono dunque a rischio migliaia di posti di lavoro e molte imprese dichiarano che non ce la faranno a sopravvivere, strette come sono tra il crollo delle commesse, la mancanza di liquidità e la difficoltà di accedere al credito.
A nessuno può sfuggire che i posti di lavoro distrutti nel nostro tessuto produttivo, che per la maggior parte è fatto di piccole e piccolissime imprese, difficilmente saranno ricreati domani.
Che fare allora?
Sappiamo che la crisi non è congiunturale ma strutturale.
Gli interventi perciò devono agire, allo stesso tempo, nell’immediato, per fronteggiare l’emergenza e dare risposte concrete a chi è in difficoltà, e nel medio-lungo periodo, per costruire sin d’ora il dopo-crisi.
Su questo anche la Chiesa, in quanto parte viva e profetica della società, specialmente attraverso il laicato, è chiamata a dare il proprio contributo.
Nei sei incontri realizzati finora, per esempio, oltre ad approfondire le dimensioni e le conseguenze dell’attuale crisi nei diversi settori del sistema produttivo locale, ci siamo soffermati in particolare sul tema della bilateralità e su quello della cooperazione produttiva tra le piccole imprese e tra la piccola e la grande impresa.
Entrambi i temi, infatti, ci sono apparsi di fondamentale importanza perché si scontrano con quello che è forse il principale problema del nostro territorio: la difficoltà a collaborare e a “fare sistema”.
Altro tema più volte affrontato è stato quello della formazione continua e in particolare il rapporto tra scuola e impresa.
Come si può osservare, molti dei problemi che abbiamo davanti sono non tanto di natura economica quanto di natura culturale.
Essi richiedono perciò una presenza nel mondo del lavoro non esclusivamente sindacale: una presenza eminentemente formativa che sulle principali tematiche riguardanti la vita produttiva sappia allargare la partecipazione a tutti i soggetti interessati e alle diverse componenti della società.
Ci piacerebbe che il convegno, ascoltando l’autorevole voce di Mons. Miglio a partire dalla sua esperienza di Vescovo della Diocesi di Ivrea, proseguisse in questa riflessione e, in questo modo, contribuisse ad esprimere attenzione e vicinanza concreta da parte della nostra Chiesa locale nei confronti di un mondo del lavoro oggi così duramente provato.

