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Quaresima di carità 2019

«Signore, non imputar loro questo peccato» At 7, 60

Questi versetti risuonano particolarmente incisivi in questo tempo storico che stiamo vivendo e soprattutto in questa Quaresima, tempo liturgico forte e denso di significati per la fede.

Stefano muore chiedendo perdonando per  coloro che gli fanno del male.

Il martire non è un eroe che va coraggiosamente incontro alla morte, ma uno che ama e vive la vita, con tutte le lotte e le contraddizioni che essa comporta. Il martire è colui che vive perdonando e avendo a cuore i fratelli. Nessuno escluso! Neanche i suoi uccisori!

L’esistenza e l’esempio dei martiri, vissuti secondo lo stile di Gesù, convertono i cuori, anche quello indurito del giovane Saulo, innescando in lui quel processo di conversione che lo guiderà a diventare il grande testimone, apostolo che conosciamo.

Non ci capiti di pensare che questo accade solo ai santi!

Contraddiremmo la chiamata alla vita cristiana. Sarebbe inutile celebrare questa Quaresima!

Questo tempo di combattimento spirituale, di scelta concreta di vivere veramente alla maniera di Gesù, possa far scaturire un cambiamento di vita, soprattutto verso chi incontreremo e verso chi ci ritroveremo accanto?!

In sintonia col cammino annuale di tutta la Diocesi ci permettiamo di indicare alcune proposte che potranno essere integrate dai percorsi delle Comunità parrocchiali:

  • Auspichiamo, innanzitutto, che la Caritas parrocchiale possa promuovere momenti di riflessione su come “tradurre” la proposta pastorale diocesana in segni concreti di carità, tenendo conto del rapporto intergenerazionale dei giovani con le famiglie, non dimenticando che la prima forma di carità è costituita dalle nostre relazioni…
  • A partire dalla meravigliosa esperienza di perdono che contempliamo nel martirio di Stefano, sarebbe opportuno che i gruppi giovanili presenti in parrocchia cogliessero l’occasione per incontrare dei “testimoni di perdono”. Nelle nostre Comunità certamente sono presenti fratelli e sorelle che, anche in maniera umile e silenziosa, hanno contribuito perdonando a fermare o rallentare le “spirali” del male. Invitare i testimoni a raccontare la loro storia che ci ricorda la nostra comune chiamata alla santità.
  • Sarebbe opportuno che ciascuno, in maniera personale o comunitaria, provasse a conoscere meglio la storia di un martire, specialmente contemporaneo, non solo tra i fratelli cattolici ma anche tra gli ortodossi e i protestanti.
  • All’interno del plico contenente il sussidio liturgico-pastorale consegnato lo scorso 19 febbraio, avete trovato un piccola targa indicante alcuni dati di fratelli migranti che spinti dal desiderio di realizzare il sogno di una vita migliore hanno invece trovato sofferenza e morte. Ad ognuna della 126 parrocchie della nostra Diocesi affidiamo in maniera particolare uno di loro.*

Ciascuno di questi fratelli può aiutarci in due modi:  innanzitutto chiedendo la loro intercessione e preghiera al Padre, di cui già certamente contemplano il Volto; in secondo luogo, possono essere occasione di provocazione: per i giovani ad osare nella vita; per  gli adulti ad essere più accoglienti e miti, consapevoli che ognuno di questi migranti potrebbe essere nostro figlio, e per la Comunità a non essere chiusa in se stessa. Siamo figli di un solo Dio Padre, che ciascuno chiama come ha imparato e quindi fratelli tra noi, senza distinzione di colore, sesso, religione, nazionalità!

Vi chiediamo di esporre la piccola targa in un luogo visibile presso il quale ciascuno possa sostare per una preghiera personale o per la riflessione di tutta la Comunità. Inoltre, la Caritas parrocchiale in modo particolare, si faccia promotrice all’interno della comunità di un’iniziativa, una proposta di preghiera o un gesto concreto per condividere la memoria di questi fratelli.

  • Sarebbe opportuno soffermare su di loro come sui tanti nostri fratelli poveri, disoccupati, detenuti, ammalati, giovani in difficoltà, vittime di dipendenze l’attenzione in un momento della Via Crucis.
  • Ci permettiamo anche di darvi alcuni suggerimenti di lettura su alcuni testi del Santo Padre per la riflessione comunitaria:
  1. Messaggio per la Quaresima 2019
  2. Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune, sottoscritto durante il Viaggio apostolico di Sua Santità Francesco negli Emirati Arabi Uniti 3-5 febbraio 2019).
  3. Discorso preparato per la V Giornata mondiale di preghiera contro la tratta di persone.

Tutti questi testi  (disponibili sul sito www.caritasbaribitonto.it)  ci indicano temi idonei a scegliere da che parte stare, “alla maniera di Gesù”.

  • La IV domenica di Quaresima (31 marzo) in tutta la diocesi celebreremo la Quaresima di Carità. Pur immaginando le tante necessità parrocchiali, vi chiediamo di non trascurare questa forma di partecipazione e di comunione che permette di provvedere, secondo l’indicazione di Padre Arcivescovo, a sostenere le diverse iniziative della Caritas diocesana.

Quanto raccolto potrà giungere nei seguenti modi:

- in Curia presso l’Economato diocesano;

- tramite bonifico: IBAN IT40Z0311104007 00000000 7986 Arcidiocesi Bari-Bitonto/Caritas diocesana – Causale: Quaresima di Carità 2019;

- tramite ccp: 000011938701 Arcidiocesi Bari-Bitonto/Caritas diocesana – Causale: Quaresima di Carità 2019.

 

Vi chiediamo di raccontarci le diverse iniziative realizzate, anche con testi brevi, scrivendo a opr@caritasbaribitonto.it

 

*Fonti :

1) Articolo Ilsole24ore, 20 giugno 2018, Immigrazione: scopri quanti sono e dove vivono i rifugiati europei

https://www.infodata.ilsole24ore.com/2018/06/20/immigrazione-scopri-quanti-vivono-rifugiati-europei/?refresh_ce=1

2) Mappa – corriere (2016): https://www.cartadiroma.org/news/leuropa-dei-muri-e-del-filo-spinato-sul-corriere-una-mappa/

3) Lista migranti: http://unitedagainstrefugeedeaths.eu/wp-content/uploads/2014/06/ListofDeathsActual.pdf

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