Storia
L’aumento della popolazione di Triggiano con lo sviluppo edilizio nella zona San Lorenzo dopo l’Ospedale Fallacara con numerose costruzioni di edilizia economica popolare spinse l’arcivescovo Magrassi a istituire, il 25 giugno 1999, una nuova parrocchia. Nei primissimi tempi le attività pastorali seguirono quelle della parrocchia Santa Maria Veterana. Immediatamente dopo si trovò una prima sistemazione provvisoria a cui seguì una serie di iniziative per avere una sede accogliente oltre al salone e alle aule catechistiche. Nel 2004 è stata realizzata una dignitosa struttura in legno benedetta il primo novembre 2005 dall’arcivescovo Francesco Cacucci.
Il progetto della nuova chiesa, che sorge lungo viale Gramsci, si sviluppa attorno a due pareti curve che racchiudono l'aula liturgica, pensate fin dall'inizio come un "abbraccio accogliente" per l'assemblea dei fedeli. La facciata, rivestita in pietra locale, è scandita da un portico basso e da una torre campanaria leggermente distaccata dal corpo principale, che si eleva come segnale riconoscibile lungo la strada. Un rosone sopra il portale d'ingresso convoglia la luce naturale nell'aula, il cui impianto è organizzato attorno ai due fuochi liturgici dell'altare e dell'ambone. A destra dell'ingresso trova posto la cappella feriale, con la custodia eucaristica e lo spazio per la riconciliazione; il fonte battesimale è collocato in un ambiente esposto a sud, illuminato da un'ampia vetrata. Accanto alla chiesa, un edificio più basso e lineare ospiterà gli spazi per le attività pastorali e la casa canonica.
Con la consacrazione, avvenuta il 5 settembre del 2026 con la concelebrazione eucaristica presieduta dall'Arcivescovo di Bari-Bitonto mons. Giuseppe Satriano, la comunità parrocchiale lascia dopo oltre vent'anni la struttura provvisoria in legno per una casa stabile, frutto della tenacia di generazioni di fedeli, del sostegno dei parroci che si sono succeduti e dell'accompagnamento dei pastori dell'Arcidiocesi. Un traguardo che la comunità si prepara a vivere non solo come inaugurazione di un edificio, ma come segno tangibile di una fede che, prima ancora che nelle pietre, è cresciuta nelle persone.
