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Il dialogo Cattolico-Ortodosso: quali provocazioni per la Teologia e la Pastorale dei Sacramenti?

Presentazione libro

A 35 anni dalla firma del documento Fede, Sacramenti e Unità della Chiesa della Commissione internazionale di dialogo cattolico-ortodosso, avvenuta proprio a Bari (Oasi S. Maria – Cassano, 1987), si vuole tornare su quell’evento che incise nella storia della nostra diocesi.

Bari non fu semplicemente una location che accolse i lavori, ma si rese partecipe del dialogo e gli argomenti di discussione entrarono nella riflessione diocesana circa la teologia e la pastorale dell’amministrazione dei sacramenti di iniziazione cristiana.

Alla luce del recente studio di don Alfredo Gabrielli, direttore dell’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, si potrà così approfondire un tema che coinvolge il futuro della Chiesa. Presbiteri, diaconi e laici sono invitati.

 

Mercoledì 1 Giugno, ore 20.00, Parrocchia Sacro Cuore - Bari

 

Ne parleranno:

 

  • don Alfredo Gabrielli, autore ed ecumenista

 

  • p. Giovanni Distante, priore della Basilica di S. Nicola

 

  • don Mario Castellano, liturgista

 

con la partecipazione di S.E. mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto

 

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Il dialogo cattolico-ortodosso sul rapporto tra fede, sacramenti e unità della Chiesa. Il Documento di Bari

di don Alfredo Gabrielli

Cittadella Editrice, Assisi 2022

Circa trentacinque anni fa la nostra diocesi fu protagonista internazionale (per due anni consecutivi) di una sessione plenaria di dialogo teologico tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica. Essa non fu semplicemente la location che ospitò i lavori, ma grazie ad alcune scelte operate da mons. Magrassi la nostra Chiesa interagì e contribuì alla riuscita dei lavori che si trovavano in una fase molto delicata. Risulta d’obbligo, quindi, fare memoria e conoscere questo tassello importante della storia ecumenica della nostra diocesi e del contributo portato al dialogo internazionale.

 


 

Per qualsiasi informazione sul testo e sulla sua reperibilità, o per eventuali presentazioni e catechesi, contattare direttamente l’autore: alfredo.gabrielli@hotmail.it

Dalla quarta di copertina

Spesso chi guarda da lontano il movimento ecumenico si chiede cosa abbiano prodotto decenni di dialogo teologico; i risultati raggiunti dalle commissioni non sono conosciuti oppure non entusiasmano e si dimenticano. Ma cosa accade in tanti anni di lavoro su di un testo? Quest'opera vuole aiutare il lettore a comprendere cosa ci sia alle spalle di un processo di dialogo ecumenico, in particolare quello altamente significativo che ha portato la Commissione mista cattolico-ortodossa ad approvare il documento comune Fede, sacramenti e unità della Chiesa. Gli esperti potranno trovare informazioni acquisite da materiale inedito di archivio e la pubblicazione integrale dei documenti redazionali; gli appassionati saranno introdotti nei complessi fattori che ruotano attorno al dialogo cattolico-ortodosso. Risulterà, così, come un documento di dialogo possa insegnare molto più di quanto sembri.

 

Alfredo Gabrielli, presbitero dell’arcidiocesi di Bari-Bitonto, è docente di Ecumenismo nell’Istituto di Teologia ecumenico-patristica “San Nicola” della Facoltà Teologica Pugliese e nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Sabino” di Bari. Ha collaborato all’edizione di diverse pubblicazioni per progetti di ricerca e di formazione dell’Istituto “San Nicola”. Attualmente è direttore diocesano e incaricato regionale dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso.

 

Prefazione di Mons. Andrea Palmieri

Segretario della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa

 

È con grande piacere che presento l’opera di don Alfredo Gabrielli, dottore in teologia ecumenica e direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo dell’Arcidiocesi di Bari - Bitonto, incentrata sul documento della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, dal titolo Fede, sacramenti e unità della Chiesa, conosciuto anche come il “Documento di Bari”, in quanto approvato e pubblicato al termine della sessione plenaria tenutasi a Bari nel 1987.

L’originalità di questo ampio e dettagliato lavoro consiste nel non limitarsi ad un’analisi ed interpretazione del testo come è stato fissato nella redazione finale, ma nell’introdurre il lettore nell’intero processo dialogico conclusosi con l’approvazione del documento. Attraverso la consultazione di materiale, in gran parte inedito, custodito negli archivi privati di alcuni dei membri cattolici della Commissione mista, quali monsignor Mariano Magrassi, padre Emmanuel Lanne, monsignor Pierre Duprey e monsignor Eleuterio Fortino, e, in parte, in quello del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei cristiani, don Alfredo ricostruisce oltre che l’iter redazionale del testo ed il contesto ecclesiale ed ecumenico nel quale il dialogo teologico si è svolto, anche il cammino, talvolta sofferto, compiuto dalla Commissione mista. In tal modo, egli non solo chiarisce alcune dinamiche del dialogo cattolico-ortodosso spesso sconosciute ai non addetti ai lavori, ma anche mostra con chiarezza come il lavoro della Commissione mista sia strettamente legato alle contemporanee vicende ecclesiali, ai condizionamenti provenienti dalle questioni tuttora irrisolte tra le Chiese, alla sensibilità dei singoli partecipanti, al clima di fiducia che si crea tra di loro e a molti altri fattori di natura non teologica. L’esperienza vissuta dell’avvicinamento reciproco tra le parti coinvolte è dunque essenziale per capire pienamente il documento e valutarlo adeguatamente.

                Il giudizio di don Alfredo sul documento di Bari è sostanzialmente positivo. Seguendo la metodologia adottata sin dal principio, i membri della Commissione mista sono riusciti ad elaborare in comune un documento su temi di grande importanza quali il rapporto tra fede e sacramenti e la relazione tra sacramenti, specialmente quelli dell’iniziazione cristiana, e l’unità della Chiesa, mostrando così su tali questioni l’esistenza di un significativo consenso tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Allo stesso tempo, egli non nasconde i limiti del documento, per lo più connessi a questioni non chiarite completamente o non affrontate affatto, tra le quali il superamento della dialettica tra contenuto di fede e formulazione dogmatica, la definizione di un criterio per riconoscere la legittimità di differenti discipline liturgiche e pastorali sviluppatesi in Oriente ed Occidente, e soprattutto la questione del mancato riconoscimento della validità dei sacramenti celebrati dai cattolici. La consapevolezza che queste problematiche continuano in modo più o meno esplicito ad essere presenti anche nei successivi documenti del dialogo cattolico-ortodosso è il segno, per alcuni, del fallimento del dialogo teologico, che sembra non condurre ad alcun risultato concreto, mentre, per altri, è piuttosto un incoraggiamento a proseguire nel dialogo stesso perché il consenso già raggiunto si allarghi sempre di più. Mi sembra di poter affermare che con il suo volume, il quale si conclude con delle interessanti osservazioni metodologiche sui lavori della Commissione mista, don Alfredo si schiera apertamente tra coloro che sostengono la necessità del dialogo teologico.

Un punto dolente poi di tutti i dialoghi ecumenici è la mancata ricezione dei risultati raggiunti. Spesso accade che i documenti elaborati dalle Commissioni miste siano poco conosciuti e che per questo non incidano né sulla consapevolezza teologica né sulla prassi pastorale delle Chiese. Anche i documenti del dialogo cattolico-ortodosso corrono il rischio di essere ignorati o comunque di venire presto dimenticati. Bisogna pertanto essere grati a don Alfredo per aver messo nuovamente al centro dell’attenzione non solo degli esperti di ecumenismo, ma anche dei teologi e degli operatori pastorali, il documento di Bari, con la speranza che si riavvii la riflessione sui temi in esso contenuti, tra i quali la vexata quaestio dell’ordine dei sacramenti dell’iniziazione cristiana che meriterebbe di essere maggiormente approfondita sulla base dei dati messi in luce dal dialogo ecumenico. È auspicabile infine che questo libro, nel quale rigore scientifico e passione per la causa dell’unità dei cristiani si coniugano armoniosamente, sia di incentivo per ulteriori studi sul dialogo cattolico-ortodosso perché essi possano allo stesso modo favorire la rilettura di documenti altrettanto significativi.