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Inaugurazione e presentazione Icona San Vittoriano Martire

Domenica 26 Marzo, presso la Chiesa Immacolata in Adelfia, sarà inaugurata e presentata la nuova icona di San Vittoriano, martire, venerato nella suddetta parrocchia, che custodisce le reliquie del suo corpo.

Programma:

  • ore 18.30: Santa Messa dedicata al Patrono, San Vittoriano, in occasione della sua nascita al cielo, presieduta da don Mimmo Minafra, parroco e iconografo;
  • ore 19.30: presentazione della Icona da parte dell’artista, sac. Mimmo Minafra, e presentazione storica dell'opuscolo Storia di un'immagine, storiografia del Santo Vescovo e Martire di Cartagine a cura di Francesco Ferrante e Michele Nitti
  • Benedizione e intronizzazione dell'icona

 

Brevi cenni storici su San Vittoriano
Vittoriano nacque a metà del V secolo (tra il 440 e il 450 d.C.) ad Adrumeto, l’odierna Sussa, sulla costa orientale della Tunisia, da una nobile famiglia, la più ricca nel territorio dell’Africa. Quando il padre di Vittoriano era governatore di Adrumeto, l’Africa settentrionale era occupata dai Vandali di Genserico, il quale, essendo ariano e negando la divinità di Cristo iniziò a perseguitare i cristiani. Dopo la morte di Genserico, suo figlio Unnerico inizialmente rallentò le persecuzioni contro i Cattolici e nominò Vittoriano proconsole di Cartagine, ma poi, a partire dal 480 Unnerico, vedendo rifiorire il cristianesimo, avviò una nuova e più cruenta azione persecutoria contro i cattolici: espulse tutti i vescovi e preti, impose la chiusura di tutte le chiese e infierì contro chiunque non si fosse convertito all’arianesimo. Unnerico inviò un messaggio al proconsole Vittoriano, il quale godeva di ottima reputazione ed era conosciuto come fervente cristiano, chiedendogli di abbandonare la sua fede. Il Vescovo Victor Vitensis, che all’epoca fu un testimone diretto e contemporaneo dei fatti, riferisce che Vittoriano si oppose con decisione alla richiesta di Unnerico che, inferocito per questa risposta, ordinò che Vittoriano fosse imprigionato e torturato. Dopo aver subito feroci supplizi che Victor Vitensis definisce inenarrabili, il 23 marzo del 484 Vittoriano fu fatto decapitare.

 

San Vittoriano a Canneto
San Vittoriano è oggi venerato nella Chiesa dell’“Immacolata” di Adelfia, dove sono custodite le reliquie del suo corpo. Le reliquie, come dimostra un’autentica del 27 marzo 1736, furono donate da papa Clemente XII al principe del Marocco don Lorenzo Bartolomeo Traiano in occasione della sua conversione al cristianesimo. Nel mese di maggio del 1736, il principe del Marocco a sua volta donò il corpo santo a Donna Petronilla Guglielmini, principessa di Canneto, moglie di Gian Giuseppe Gironda. Nel Luglio del 1753 Gian Giuseppe Gironda donò le reliquie di S. Vittoriano alla Chiesa di SS. Maria della Stella in terra di Canneto di Bari, dove giunsero il 23 luglio del 1753, accolte con grande gioia e fede dal popolo e dall’arciprete don Nicola Macina.

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