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Famiglia e annuncio nel primo Sinodo indetto da Francesco

Dal 5 al 19 ottobre 2014 l'Assemblea straordinaria: le sfide pastorali ed evangelizzazione il tema su cui lavoreranno i vescovi. Padre Lombardi: è il modo in cui il Papa intente portare avanti il percorso e la riflessione della comunità

Il primo Sinodo del pontificato di papa Francesco sarà dedicato alla famiglia. E sarà un Sinodo straordinario, modalità finora utilizzata solamente altre due volte, nel 1969 (sinodo sulle conferenze episcopali) e nel 1985 (sui 20 anni del Concilio). L’annuncio è stato dato ieri con un comunicato della Sala stampa vaticana che sottolinea la data (dal 5 al 19 ottobre 2014) e il tema: «Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell’evangelizzazione».

Il Pontefice ha così dato corso all’intenzione, già diverse volte annunciata di inquadrare la "questione famiglia" in un discernimento complessivo, affidandolo all’organismo sinodale. Ieri il portavoce vaticano, Padre Federico Lombardi, ha definito «molto importante» l’indizione di questo Sinodo. «È il modo – ha spiegato – in cui il Papa intende portare avanti la riflessione e il cammino della comunità della Chiesa, con la partecipazione responsabile dell’episcopato delle diverse parti del mondo. È giusto che la Chiesa si muova comunitariamente nella riflessione e nella preghiera e prenda gli orientamenti pastorali comuni nei punti più importanti – come la pastorale della famiglia – sotto la guida del Papa e dei vescovi. L’indizione del Sinodo straordinario indica chiaramente questa via». In sostanza pare di capire che il Sinodo avrà un orizzonte più ampio della questione dei divorziati risposati. «Il problema – aveva detto il Papa il 16 settembre scorso incontrando i sacerdoti romani – non si può ridurre soltanto» al fatto se si possa «fare la Comunione o no, perché chi pone la questione soltanto in quei termini non capisce qual è il vero problema».

E infatti l’ultima parte della dichiarazione di padre Lombardi fa riferimento alle notizie provenienti dalla diocesi di Friburgo (Germania), in merito alla eventuale riammissione dei divorziati ai sacramenti. «In questo contesto – ha fatto notare il direttore della Sala Stampa vaticana – proporre particolari soluzioni pastorali da parte di persone o di uffici locali può rischiare di ingenerare confusione. È bene mettere in rilievo l’importanza di condurre un cammino nella piena comunione della comunità ecclesiale». In sostanza un modo elegante per prendere le distanze da quello che è un documento di un ufficio pastorale di una singola diocesi.
La decisione del Papa giunge a qualche giorno di distanza dalla prima riunione del Consiglio dei cardinali (ai quali nella conferenza stampa sul volo di rientro da Rio de Janeiro Francesco aveva preannunciato di voler sottoporre la questione) e dopo la partecipazione di Francesco alla riunione del Consiglio ordinario della segreteria generale del Sinodo, conclusasi ieri. L’assemblea straordinaria del Sinodo, a norma di statuto, si riunisce «se la materia da trattare esige una rapida definizione». Vi prendono parte i patriarchi, gli arcivescovi maggiori, i metropoliti delle Chiese Metropolitane sui iuris delle Chiese Orientali Cattoliche; i presidenti delle singole Conferenze episcopali nazionali e delle Conferenze episcopali di più nazioni, costituite per quelle nazioni che non hanno una Conferenza propria; tre religiosi in rappresentanza degli Istituti religiosi clericali, eletti dall’Unione dei superiori generali e i capi dei Dicasteri della Curia Romana. In tutto circa 150 persone.

Mimmo Muolo

© Avvenire, 9 ottobre 2013

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