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Francesco saluta Bartolomeo I: insieme per la pace in Ucraina

Nei saluti dopo la catechesi, Francesco, in occasione della festività di Sant'Andrea, ha ricordato il patrono della Chiesa di Costantinopoli e fratello di Pietro. Rivolgendosi al patriarca ecumenico prega per l'unità della Chiesa e un mondo senza guerre. Nel messaggio, il Pontefice chiede “il pieno ripristino della comunione": l'unità di tutti non è solo volontà di Dio, ma anche una priorità urgente nel mondo attuale

Nel giorno in cui la Chiesa ricorda Sant’Andrea, fratello di Simon Pietro e patrono della Chiesa di Costantinopoli, Papa Francesco ha espresso, nei saluti che hanno seguito la catechesi dell’udienza generale di questa mattina, il suo speciale affetto “al caro fratello il patriarca Bartolomeo I e all’intera Chiesa di Costantinopoli”, dove si è recata come di consueto una delegazione della Santa Sede.

“L’intercessione dei Santi fratelli apostoli Pietro e Andrea - è l’auspicio del Pontefice - conceda presto alla Chiesa di godere pienamente della sua unità e la pace al mondo intero, specialmente in questo momento alla cara e martoriata Ucraina, sempre nel nostro cuore e nelle nostre preghiere”. Che Sant’Andrea “ci insegni a cercare il Messia in ogni momento della nostra vita e ad annunciarlo con gioia a tutti coloro che ci circondano”, ha poi affermato Francesco ai pellegrini in lingua spagnola.

Il messaggio del Papa a Bartolomeo I

“Il pieno ripristino della comunione tra tutti coloro che credono in Gesù Cristo è un impegno irrevocabile per ogni cristiano, poiché l’’unità di tutti’ non è solo volontà di Dio, ma anche una priorità urgente nel mondo attuale”, ha scritto poi Francesco in un messaggio rivolto allo stesso Bartolomeo I, in cui si sottolinea come l’incontro della Chiesa di Roma con la Chiesa di Costantinopoli in occasione delle loro rispettive feste patronali sia “un’espressione della profondità dei vincoli che ci uniscono e un segno visibile della speranza a noi cara di una comunione sempre più profonda”.

Non solo accordi firmati, ma fedeltà alla volontà del Padre

Inviando i suoi saluti anche al Santo Sinodo, “nonché al clero e ai fedeli laici che partecipano alla Divina Liturgia nella chiesa patriarcale di San Giorgio” e lieto di essere rappresentato dalla delegazione della Santa Sede al Fanar, il Papa ribadisce che sebbene grande attenzione sia stata giustamente posta sulle ragioni storiche e teologiche che sono alle origini delle divisioni tra le due Chiese, “questo esame comune deve proseguire e svilupparsi in uno spirito che non sia polemico né apologetico, bensì caratterizzato da dialogo autentico e apertura reciproca”. In particolare si è “chiamati a lavorare per il ripristino dell’unità tra cristiani non solo attraverso accordi firmati, ma anche attraverso la fedeltà alla volontà del Padre e il discernimento dei suggerimenti dello Spirito”.

L'impegno nel dialogo interreligioso

Chiesa Cattolica e Patriarcato Ecumenico stanno già lavorando insieme in molti ambiti per il “bene comune della famiglia umana”, come la salvaguardia del creato, la difesa della dignità di ogni persona, combattendo le forme moderne di schiavitù e promuovendo la pace, ma “uno degli ambiti più fecondi di questa cooperazione è il dialogo interreligioso”. In particolare il Pontefice ha ricordato con gratitudine il recente incontro con Bartolomeo nel Regno del Bahrein: e ha ribadito come il dialogo e l’incontro siano l’unico cammino percorribile per superare i conflitti e tutte le forme di violenza”.

La solidarietà alle vittime dell'attentato a Istanbul

A tale riguardo la preghiera di Francesco è per le vittime dell’attentato che ha colpito Istanbul di due settimane fa, in cui sono morte 6 persone e ferite 81. “Affido alla misericordia di Dio Onnipotente”, scrive il Papa, “coloro che hanno perso la vita o sono stati feriti nel recente attacco nella sua città, e prego perché Egli converta i cuori di quanti promuovono o sostengono queste azioni malvage”.

Michele Raviart - Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, mercoledì 30 novembre 2022

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