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Giochi d'azzardo, verso il divieto della pubblicità

Vietata la pubblicità di tutti i giochi finalizzati alla riscossione di denaro. Lo prevede l'ultima bozza del decretone sulla salute del ministro Renato Balduzzi.

Secondo quanto apprende l'Agi, nel nuovo testo resta la stretta sulla vendita di prodotti del tabacco e sui videopoker ma sono inserite misure più pressanti per "prevenire fenomeni di ludopatia". In particolare "sono vietate le comunicazioni commerciali audiovisive e radiofoniche, dirette o indirette, che inducano all'acquisto di prodotti o alla partecipazione ad attività di gioco, quali lotterie, concorsi a premio, scommesse sportive, newlot o ad attività, anche online, comunque denominate finalizzate alla riscossione di somme di denaro, la cui vincita sia determinata esclusivamente dal caso".

La pubblicità ai giochi e ai giochi d'azzardo è vietata "all'interno di programmi radiotelevisivi rivolti ai minori nei venti minuti precedenti e successivi degli stessi e nell'intera fascia oraria dalle 16 alle 19.30". Vietate le pubblicità sull'argomento anche "sulla stampa giornaliera e periodica destinata ai minori e nelle sale cinematografiche in occasione della proiezione di film destinati prevalentemente alla visione dei minori". Stop anche alla pubblicità "sui mezzi di trasporto pubblico e nei luoghi frequentati prevalentemente dai minori".

Nel nuovo testo sarebbero scompare la disposizione di non installare videopoker in un raggio di 500 metri da scuole, centri giovanili o chiese (compensata però da una serie di misure che rafforzano i poteri dei sindaci, ad esempio, sull'apertura delle sale giochi), ma sono previste multe per i concessionari di pubblicità da 10mila a 50mila euro e in casio di recidiva "si applica una sanzione da euro 50mila a euro 100mila. Alla terza violazione la concessione è sospesa" per due anni. "Qualora l'attività di gioco, anche online, avvenga in mancanza delle prescritte autorizzazioni o concessioni governative la violazione del divieto è punita con la sanzione pecuniaria da euro 150mila a euro 300mila e comporta l'impossibilità per tutti i soggetti coinvolti di ottenere" autorizzazioni o concessioni per 5 anni.

"Se fosse vero lo stop alle pubblicità dei giochi d'azzardo in tv o su qualsiasi altro mezzo di comunicazione sarebbe un'ottima notizia. Oramai da più di un anno mettiamo in guardia da questi spot, che dovrebbero essere considerati come quelli sul fumo e sugli alcolici". Lo afferma in una nota Luca Borgomeo, presidente dell'associazione di telespettatori cattolici Aiart. "Certo, basterebbe che le emittenti si rifiutassero di trasmetterli, quanto meno nel prime time - continua Borgomeo - E la Rai potrebbe essere la prima emittente ad applicare questa moratoria".

Il decreto sulla sanità giungerà domani sul tavolo del Cdm: si presenterà più snello (si passerà da 27 a non più di una ventina di articoli) e sarà sottoposto alla lente di ingrandimento di più dicasteri con la possibilità di
modifiche anche dell'ultimo momento. Tra le "questioni aperte" c'è quella delle bibite gasate con la tassa straordinaria per tre anni per i produttori di bibite analcoliche con zuccheri aggiunti, che dovrebbe saltare.

© Avvenire, 4 settembre 2012

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