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Il Papa: il mondo è malato di crudeltà

È ripresa stamani l'udienza generale del mercoledì. Al centro del discorso di Francesco il recente viaggio apostolico in Polonia in occasione della Gmg. «Ad Auschwitz e Birkenau ho sentito la presenza di tutte le anime che sono passate di là». Un pensiero per la ragazza uccisa dalla meningite

Papa Francesco in Aula Paolo VI o Aula Nervi

Dopo la pausa di luglio, è ripresa stamani l’udienza generale del mercoledì, che si è tenuta in Aula Paolo VI come di consueto nei mesi estivi. Al centro del discorso del Papa il recente viaggio apostolico in Polonia, che ha avuto tra gli scopi la Giornata mondiale della gioventù a Cracovia. Ecco una sintesi dei principali punti toccati da Francesco.

Un pensiero per Susanna, morta di meningite.

"Un ricordo pieno di affetto va a Susanna, la ragazza romana di questa diocesi che è deceduta subito dopo aver partecipato alla Gmg, a Vienna. Il Signore, che certamente l'ha accolta in cielo conforti i suoi familiari ed amici" ha detto papa Francesco, raccogliendo l'applauso dei fedeli.

I Giovani speranza per il mondo.

Francesco ha parlato dei giovani partecipanti alla Gmg, a 25 anni dal primo incontro voluto da Giovanni Paolo II, come di “una nuova generazione di che dona la fraternità” come segno di speranza al mondo. "Io non so come fanno: parlano lingue diverse, ma riescono a capirsi! E perché? Perché hanno questa volontà di andare insieme, di fare ponti di fraternità. Sono venuti anche con le loro ferite, con i loro interrogativi, ma soprattutto con la gioia di incontrarsi; e ancora una volta hanno formato un mosaico di fraternità".

Il popolo polacco e i valori fondanti.

Questo viaggio è stato anche una visita apostolica al popolo polacco “la cui storia è legata alla croce di Cristo”. La saggezza, ha detto il Papa, è equilibrio fra tradizione e innovazione, fra memoria e futuro. E la Polonia oggi “ricorda a tutta l’Europa che non può esserci futuro per il continente senza i suoi valori fondanti". Tra questi c’è la misericordia, di cui sono stati speciali apostoli proprio due polacchi: santa Faustina Kowalska e san Giovanni Paolo II.

Il silenzio di Auschwitz.

Anche questo viaggio apostolico ha avuto per orizzonte il mondo. “Un mondo chiamato a rispondere alla sfida di una guerra a pezzi che lo sta minacciando” ha ribadito Francesco. E ha ricordato uno dei momenti più toccanti del viaggio in Polonia: il grande silenzio della visita muta nei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. “Ho sentito la presenza di tutte le anime che sono passate di là” ha rivelato il Papa. “Ho sentito la compassione di Dio che alcune anime sante hanno saputo portare in quell’abisso”. “Ho compreso più che mai il valore della memoria, non solo come ricordo di eventi passati ma come monito e responsabilità per l’oggi e il domani, perché il seme dell’odio e della violenza non attecchisca nei solchi della storia”.

Un mondo malato di crudeltà.

Ancora oggi ci sono tanti uomini e donne che soffrono per le guerre. “Tanti fratelli e sorelle nostre”. “Guardando quella crudeltà in quel campo di concentramento – ha detto il Papa - ho pensato subito alle crudeltà di oggi che gli assomigliano”. Non una crudeltà così concentrata come in quel posto ma diffusa “dappertutto” nel mondo. “Questo mondo che è malato di crudeltà, di dolore, di guerra, di odio, di tristezza” ha detto Francesco. “Per questo chiedo la preghiera che il Signore ci dia la pace”.

Ringraziamenti.

A conclusione dell’udienza il Papa ha ringraziato le autorità e l’episcopato polacco e “tutti coloro che in mille modi hanno reso possibile questo evento”. “Ringrazio i giovani volontari e anche i media”, ha detto, "quelli che lavorano nei media". “Grazie per aver fatto che questa giornata si vedesse in tutto il mondo”. Un pensiero è poi andato alla giornalista Anna Maria Giacobini morta improvvisamente mentre era in servizio a Cracovia. Per lei ha chiesto una preghiera.

Uu augurio al Brasile per le Olimpiadi.

Al termine dell'udienza il Papa ha espresso un augurio particolare al Brasile che ospita le Olimpiadi 2016: "Che questa sia un'opportunità per superare i momenti difficili e impegnarsi nel lavoro di squadra". "In un mondo che ha sete di pace e riconciliazione - ha detto - mi auguro che lo spirito dei giochi olimpici aiuti a raggiungerle. Il premio non è una medaglia ma qualcosa di molto più prezioso: la solidarietà fondata su riconoscimento che tutti siamo membri dell'unica famiglia umana".

© Avvenire, 3 agosto 2016

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