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Martirio. Beati il vescovo di Orano e i monaci di Tibhirine uccisi in Algeria

Riconosciuto il loro martirio. Nei decreti autorizzati dal Papa anche una nuova santa spagnola, e, tra i beati, due suore italiane. Diventa venerabile la francese Anna-Maria Maddalena Delbrêl e don Ambrogio Grittani, sacerdote diocesano e fondatore delle Oblate di San Benedetto Giuseppe Labre. Era nato a Ceglie del Campo (Bari) l’11 ottobre 1907 e morto il 30 aprile 1951 a Molfetta (Bari).

La Chiesa avrà presto una nuova santa, 23 nuovi beati e due nuovi venerabili. Il via libera alla pubblicazione dei relativi decreti è stata data dal Papa al cardinale Angelo Amato prefetto della Congregazione delle cause dei santi ricevuto ieri, 26 gennaio. La Chiesa avrà dunque una nuova santa spagnola Nazaria Ignazia March Mesa, fondatrice della Congregazione delle Suore Misioneras Cruzadas de la Iglesia (Madrid 10 gennaio 1889 - Buenos Aires Argentina 6 luglio 1943).

I martiri di Algeria

A spiccare nell'elenco diffuso oggi, 27 gennaio, sono in particolare i nomi dei martiri di Algeria. Sono il vescovo di Orano Pietro Claverie, dell’Ordine dei frati predicatori (domenicani), e altri 18 tra religiosi e religiose uccisi in odio alla fede nel paese nordafricano nell'arco di due anni: dal 1994 al 1996. L'uccisione del vescovo di Orano, avvenuta il 1 agosto 1996 si pone al termine di una lunga scia di sangue che era iniziata due anni prima. All'interno di essa si colloca anche il rapimento e l'uccisione dei sette monaci di Tibhirine. Un cammano di fondamentalisti li sequestrò nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996. Erano tutti di nazionalità francese e proprio con la Francia i sequestratori aprirono una trattativa che non portò a nulla. Il 21 maggio successivo viene annunciata la loro uccisione e nove giorni dopo vennero fatte ritrovare le teste mozzate dei sette religiosi.

Venerabile Anna-Maria Maddalena Delbrêl

La figura di questa laica francese Anna-Maria Maddalena Delbrêl vissuta nel secolo scorso è legata a un percorso di fede che vide questa adolescente, nata in una famiglia cattolica nel 1904, aderire alla cultura positivista, contraria ad ogni forma di religione, tanto da farle dichiarare a soli 17 anni il proprio ateismo convinto con la frase "Dio è morto". Ma all'età di 20 anni avvenne un episodio che la porterà a cambiare radicalmente vita e prospettiva: un suo amico deciderà di entrare nei domenicani e per lei questa fu una decisione che la mise in crisi. Inizierà un percorso di conversione, che la porterà a schierarsi accanto agli ultimi e agli emarginati a Ivry-sur-Seine, un centro abitato ricco di industrie e considerato un nucleo forte del comunismo francese. Lì opererà per oltre 30 anni fino alla morte avvenuta nel 1964. Oggi il decreto che ne riconosce le virtù eroiche e la possibilità di chiamarla venerabile.

Tra i nuovi beati anche due suore italiane

Accanto ai martiri dell'Algeria, il Papa ha dato il suo benestare al riconoscimento del miracolo attribuito all'intercessione di tre venerabili, che permetterà loro di essere proclamati beati. Due sono suore italiane: Clelia Merloni, fondatrice dell’Istituto delle Apostole del Sacro Cuore di Gesù (Forlì 10 marzo 1861 - Roma 21 novembre 1930) e Maria Crocefissa dell'Amore Divino (al secolo Maria Gargani), fondatrice delle Apostole del Sacro Cuore (Morra Irpino 23 dicembre 1892 - Napoli 23 maggio 1973). Le altre due nuove beate sono la francese Alfonsa Maria Eppinger (al secolo: Elisabetta), fondatrice della Congregazione delle Suore del Santissimo Salvatore (9 settembre 1814 - 31 luglio 1867) e la laica romena Veronica Antal, dell’Ordine francescano secolare uccisa in odio alla fede il 24 agosto 1958 a Hălăuceşti (Romania).

Un venerabile italiano

Oltre al riconoscimento delle virtù eroiche della francese Delbrêl, vi è anche il decreto relativo a quelle del nuovo venerabile don Ambrogio Grittani, sacerdote diocesano e fondatore delle Oblate di San Benedetto Giuseppe Labre. Era nato a Ceglie del Campo (Bari) l’11 ottobre 1907 e morto il 30 aprile 1951 a Molfetta (Bari).

Enrico Lenzi

© Avvenire, sabato 27 gennaio 2018

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