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Napolitano scrive alle famiglie

In un messaggio a Famiglia Cristiana, il Presidente esalta il ruolo della famiglia per il "rinnovamento del Paese e lo sviluppo di "una società aperta e solidale".

Caro Presidente,

     nell’ambito delle iniziative per gli 80 anni di Famiglia Cristiana abbiamo preparato un numero speciale nel quale ci piacerebbe poter ospitare un suo intervento. Per una significativa coincidenza, quest’anno si incrociano due ricorrenze, i 150 anni dell’Unità d’Italia e i nostri 80 anni. Due appuntamenti che per noi si legano in uno slogan: “Rilanciamo la famiglia Italia”. La famiglia è chiamata, oggi piùche mai, a garantire la coesione nazionale e sociale di un Paese che sta attraversando una difficile stagione. Ma è proprio nella comunità familiare e nella sua capacità di dar vita a una positiva alleanza tra generazioni che si possono trovare le risorse per affrontare e superare le difficoltà del presente.

     Signor Presidente, in noi sono ancora vivi il ricordo della squisita sensibilità con la quale ci ha accolto in visita al Quirinale e l’eco delle sue parole di sostegno e apprezzamento per il nostro lavoro. Quasi a continuare quel dialogo, siamo di nuovo a chiederle di rivolgere un invito alle famiglie italiane, perché non si lascino travolgere dalla rassegnazione. E, aiutate da una politica più attenta, continuino a progettare e costruire il futuro. Colgo l’occasione per rinnovarle la mia stima e testimoniarle l’apprezzamento dei lettori di Famiglia Cristiana, che in lei vedono un punto di riferimento sicuro e credibile. E il rigoroso e coerente garante della nostra Carta costituzionale.

Don Antonio Sciortino


Caro direttore,

      desidero ringraziarla per l’invito, che accolgo volentieri, a rivolgere – sul numero speciale che dedicatealle famiglie italiane – un appello a “non lasciarsi travolgere dalla rassegnazione” e a contribuire a “progettare e costruire il futuro”. Come ben ricorda, nell’esercizio del mio mandato ho sempre ritenuto di dover mettere l’accento su quel che può unire il Paese, e indubbiamentel’impegno pubblico per la famiglia costituisce un punto di riferimento essenziale della convivenza civile e della coesione sociale. Proprio perché consideriamo la famiglia una straordinaria risorsa sia per il rinnovamento etico di cui ha bisogno il Paese, sia per lo sviluppo di una società aperta e solidale, occorreaffrontare e superare le difficoltà arrecate dalla crisi economica proprio e in particolare alle famiglie già provate da antichi squilibri.

     Sono ben noti i temi da affrontare per elevare la condizione materiale e morale della famiglia italiana: combinare vita lavorativa e vita familiare nella parità di doveri e di impegni; sostenere il desiderio di paternità e maternità; elevare il tasso di occupazione per dare maggiore sicurezza ai più giovani; favorire i genitori nella cura e nell’educazione dei figli; assistere le famiglie che vivono conflitti e gravi disagi.

     Non può che auspicarsi lo sviluppo, su questi temi, di un confronto costruttivo nella ricerca di risposte che non dividano ma impegnino le istituzioni rappresentative dello Stato democratico nel solco dei valori e dei princìpi costituzionali. Confido che utili contributi e proposte positive vengano da realtà come quella che voi rappresentate, e da ogni altra componente della società civile.

 

 

© Famiglia Cristiana, 2 novembre 2011

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