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"Noi crediamo che San Nicola, che sente le preghiere dei cristiani orientali e occidentali, sta davanti al Signore chiedendogli di unire insieme le Chiese"

Intervento del metropolita Hilarion, di Volokolamsk, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne della Chiesa del Patriarcato di Mosca per la presentazione del libro “La traslazione delle reliquie di San Nicola da Bari in Russia”. Basilica San Nicola di Bari, mercoledì 19 dicembre 2018

Presso la Pontificia Basilica di San Nicola di Bari, mercoledì 19 dicembre, in occasione della festa liturgica di san Nicola, il metropolita Hilarion di Volokolamsk, presidente del Dipartimento delle relazioni esterne della Chiesa del Patriarcato di Mosca ha presentato la pubblicazione “La traslazione della reliquia di San Nicola il Taumaturgo da Bari in Russia (21 maggio – 28 luglio 2017)”, curata dallo stesso metropolita in collaborazione con l’arcidiocesi di Bari-Bitonto. Alla presenza di autorità civili e religiose e di una nutrita delegazione russa, l’opera – redatta sia in lingua russa sia in italiana – è un prezioso e minuzioso resoconto documentale e fotografico di quello che è stato considerato "un evento di portata storica dal Patriarca Kirill”.


"Siamo stati ispirati a scrivere questo libro dall’arrivo delle ossa del Santo e abbiamo voluto descrivere tutto il percorso che esse hanno fatto e hanno vissuto dall’inizio fino al loro ritorno a Bari”, ha affermato il metropolita Hilarion.
“Così come San Nicola – ha aggiunto – unisce i popoli di Oriente ed Occidente, anche questo evento ha in qualche modo unito tutti i popoli delle regioni di provenienza. Quando le reliquie di San Nicola sono state trasportate a Mosca e San Pietroburgo più di due milioni di persone hanno potuto venerarle. Ma se le reliquie fossero rimaste più a lungo, il numero di pellegrini sarebbe salito a 10 o forse 20 milioni”.

Nel suo intervento, l'Arcivescovo di Bari-Bitonto mons. Francesco Cacucci ha voluto sottilineare una duplice valenza e significato dell'incontro in Basilica: non solo una memoria di un evento storico, quello della traslazione di una reliquia di San Nicola a Mosca e San Pietroburgo nel 2017, ma anche un voler rinsaldare l’amicizia con la Chiesa ortodossa russa. “Da quel momento – ha proseguito Cacucci – gli incontri si sono moltiplicati. Abbiamo avuto modo lo scorso anno di incontrarci per conferirgli la laurea ad Honorem da parte della Facoltà teologica pugliese, e noi ne siamo molto onorati".

L'Arcivescovo ha voluto anche ringraziare il metropolita perché ha risposto favorevolmente alla richiesta di eseguire un concerto legato alle sue musiche, alle sue composizioni. "Anche questo - ha proseguito -  è un momento che rinsalda la nostra amicizia e permette di guardare al futuro”.

 Alla fine della presentazione, alle 19.30, è stato eseguito il concerto con musiche del metropolita Hilarion, da parte dell’orchestra sinfonica della città metropolitana di Bari con il coro “Florilegium Vocis”, il coro della Polifonica barese “Biagio Grimaldi” e l’Ars Cantica Choir di Milano. Il concerto è stato diretto dal maestro Michele Nitti. "Sono delle opere scritte per coro e orchestra ed eseguite in lingua latina", ha dichiarato Hilarion. La prima opera ad essere eseguita è stata lo "Stabat Mater": "queste parole hanno ispirato tanti compositori a scrivere musica" - ha continuato. L'altra opera eseguita è stata una sinfonia ispirata dalle parole dei Salmi.

Nel contesto della presentazione, il metropolita Hilarion ha fatto anche un intervento relativo alle difficili relazioni con la nascente Chiesa ucraina:“San Nicola è giunto a noi per sostenere il nostro popolo, per rafforzare la nostra fede. Perché nessuna tentazione che oggi ci viene proposta tramite qualche dialogo intellettuale o qualche decisione politica, così come tutto ciò che sta accadendo attorno alla nostra patria, possa distruggere il fondamento spirituale della vita del nostro popolo ... Oggi la Chiesa ortodossa russa, nonché l’intera ortodossia, stanno vivendo dei tempi difficili a causa della tesa situazione politica ed ecclesiale in Ucraina. I vescovi e i preti della canonica Chiesa ortodossa ucraina vengono perseguitati per la loro fedeltà all’unità della Chiesa. Vengono interrogati e perquisiti dai servizi segreti. Con tutti i mezzi si cerca di costringerli a partecipare a radunamenti arbitrari che mirano a creare una nuova struttura ecclesiastica spaccata dalla Chiesa russa. Però l’episcopato, il clero e i fedeli stanno fermi a guardia dell’unità ecclesiastica non cedendo alla minaccia. Abbiamo tanto bisogno dell’aiuto del grande servo di Dio San Nicola, venerato come patrono dei viaggiatori che subiscono diverse privazioni nel loro cammino. In questo viaggio affrontiamo tante sfide e tentazioni, però noi crediamo e speriamo che San Nicola non abbandonerà le nostre Chiese e i nostri popoli e non ci lascerà senza il suo aiuto e la sua protezione. Lo stesso vale per il difficile cammino dell’unità dei cristiani. San Nicola riavvicina la Chiesa cattolica e ortodossa, cosa che si sente in modo particolare qui a Bari, città che ha il ruolo di ponte tra occidente ed oriente”.

 
Testo completo dell'intervento del Metropolita

Eccellenza Reverendissima,

Gentili Signore, egregi Signori,

Cari padre, fratelli e sorelle,

Oggi, il giorno della festa di San Nicola il Taumaturgo, arcivescovo di Myra, presentiamo qui un libro, edito in collaborazione tra il Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, l’arcidiocesi di Bari-Bitonto e la casa editrice “Conoscenza” per ricordare un evento storico: la traslazione di una parte delle reliquie di San Nicola da Bari in Russia nel maggio-luglio 2017. Nel libro, pubblicato sia in russo che in italiano, si tratta delle tappe principali della traslazione delle reliquie in Russia. Oltre a tantissime fotografie, vi sono inclusi anche i testi più importanti che illustrano il significato storico e spirituale di questo evento dell’anno scorso. Tra questi testi un posto particolare occupano discorsi ed omelie di Sua Santità il Patriarca Kirill, pronunciate a Mosca e San Pietroburgo durante le celebrazioni ed incontri, svoltisi in occasione della traslazione delle reliquie di San Nicola.

E’ altamente simbolico che la presentazione del libro, dedicato a questo evento, si svolga a Bari, nella stessa Basilica dove ormai da 930 anni, senza mai lasciarla prima del 2017, sono custodite le prodigiose reliquie del grande santo di Dio.

L’odierna presentazione è un’ottima occasione per ricordare ancora una volta forse il più importante evento ecclesiastico dello scorso anno, tanto più che tra noi qui sono presenti molti suoi partecipanti immediati: soprattutto monsignor Francesco Cacucci, l’arcivescovo di Bari-Bitonto, l’ex rettore della Basilica di San Nicola padre Ciro Capotosto, il  collaboratore del Pontificio consiglio per l'unità dei cristiani padre Hyacinthe Destivelle, rappresentanti delle autorità civili di Bari che hanno accompagnato le reliquie in Russia. Tutti loro hanno potuto evidenziare la venerazione di tutto il popolo nei confronti San Nicola, il quale ha onorato la Russia con il suo benedetto arrivo.

Sapete bene che durante la permanenza delle reliquie del Santo in Russia le ha venerate un enorme numero di fedeli. Basti dire che a Mosca e a San Pietroburgo, secondo i dati ufficiali, sono state venerate da 2 milioni 392 mila persone provenienti non solo dale regioni russe, ma anche dall’Ucraina, Bielorussia, Moldavia e altri paesi. Sicuramente coloro che desideravano di venerare le reliquie erano molti di più. Circa 14 mila volontari accordavano ai pellegrini tutto l’aiuto necessario. Si può dire con certezza che la traslazione delle reliquie di San Nicola è stato il primo evento nella storia delle relazioni bilaterali tra il Patriarcato di Mosca e la Chiesa cattolica che era noto tra i più diversi settori della nostra società e che ha visto la loro partecipazione.

La traslazione delle reliquie di San Nicola in Russia è diventata possibile grazie ad un altro evento eccezionale nella storia delle relazioni tra le due chiese, ossia l'incontro di Papa Francesco e il patriarca Kirill a L’Avana il 12 Febbraio 2016. Come sottolineato da Sua Santità il Patriarca Kirill nell’omelia durante la Divina Liturgia nella cattedrale della Santissima Trinità nella Lavra di Sant’Alessandro Nevsky a San Pietroburgo il 28 luglio 2017, alla presenza di una delegazione della Chiesa cattolica romana con a capo il cardinale Kurt Koch, la traslazione temporanea delle reliquie di San Nicola in Russia ha contribuito al riavvicinamento tra la le nostre Chiese più di tutta la diplomazia ecclesiastica, siccome a questo evento ha partecipato la Chiesa intera, e tutto il paese sapeva che è stato reso possibile grazie all’accordo raggiunto durante l’incontro a l'Avana. Cogliendo l’occasione, vorrei esprimere ancora una volta la più profonda gratitudine a Sua Santità Papa Francesco, a monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, a  padre Ciro e a tutti coloro che hanno fatto il loro contributo al fine di dare la possibilità di venerare la grande reliquia a milioni di fedeli ortodossi.

Nella dichiarazione comune del Papa e del Patriarca è stata messa in evidenza la comune tradizione spirituale delle Chiese d'Oriente e d'Occidente, una delle espressioni più importanti della quale è la venerazione dei santi: "Condividiamo la comune Tradizione spirituale del primo millennio del cristianesimo. I testimoni di questa Tradizione sono la Santissima Madre di Dio, la Vergine Maria, e i Santi che veneriamo" (punto 4). La testimonianza più eloquente di queste parole dei Primati della Chiesa cattolica romana e della Chiesa ortodossa russa è stata la benedetta visita in Russia del santo più venerato dai fedeli ortodossi, le cui reliquie riposano nell’Occidente cattolico.

La venerazione di San Nicola ebbe un ruolo enorme nel rapporto tra la Russia antica e Roma ancora nel Medioevo. Questa venerazione giunse in Russia da Bisanzio dopo il Battesimo della Russia, ma divenne particolarmente diffusa verso la fine del XI secolo, proprio a causa della traslazione delle reliquie del santo da Myra a Bari. Secondo gli studiosi, l’introduzione della festa occidentale della Traslazione delle reliquie di San Nicola nella Chiesa russa potrebbe aver avuto luogo circa l’anno 1092, cioè pochi anni dopo l’introduzione di questa festa da parte del Papa Urbano II.

E’ emblematico che la traslazione delle reliquie di San Nicola da Bari in Russia ha coinciso con il 100° anniversario delle sollevazioni rivoluzionarie, che segnarono l'inizio del cammino del Calvario della Chiesa russa e del popolo russo. Quest’anno invece ricordavamo i tragici eventi della fucilazione della famiglia reale a Ekaterinburg nel luglio 1918. L’ultimo imperatore russo fu chiamato Nicola in onore del santo Taumaturgo. Nel 1892, essendo ancora erede al trono di Russia  lui visitò la Basilica del suo santo patrono. Su suo ordine, il giorno della festa della Traslazione delle reliquie di San Nicola a Bari, il 9 maggio 1913 vi si svolse il solenne inizio dei lavori di costruzione della Rappresentanza della Chiesa ortodossa russa.

Come ha detto Sua Santità  il Patriarca di Mosca e tutta la Russia Kirill nella sua omelia durante la Divina Liturgia a San Pietroburgo il 28 luglio, "Proprio per la volontà del Signore nell'anno di ricordo degli eventi fatali nella storia della nostra Patria, San Nicola è venuto in Russia, la stessa Russia che lo ama così tanto…San Nicola è giunto a noi per sostenere il nostro popolo, per rafforzare la sua fede, perché  nessuna tentazione che oggi ci viene presentata tramite qualche dialogo intellettuale oppure qualche decisine politica, così come tutto ciò che sta accadendo intorno alla nostra Patria, non possa distruggere il fondamento spirituale della vita del nostro popolo”.

Oggi la Chiesa ortodossa russa, nonché l’intera ortodossia, stanno vivendo dei tempi difficili a causa della tesa situazione politica ed ecclesiale in Ucraina. I vescovi e i preti della canonica Chiesa ortodossa ucraina vengono perseguitati per la loro fedeltà all’unità ecclesiastica: vengono interrogati dai servizi segreti, le loro case vengono perquisite; loro stessi vengono minacciati, ricattati e privati del diritto di libera circolazione per il  paese. Con tutti i mezzi si cerca di inclinarli a partecipazione a radunamenti arbitrari che mirano a creare una nuova struttura ecclesiastica, spaccata dalla Chiesa russa. Però l’episcopato, il clero e i fedeli stanno fermi alla guardia dell’unità ecclesiastica, non cedendo alle minacce e alle attrattive dei “principati”, delle “potestà” e dei “dominatori di questo mondo di tenebra” (Ef 6:12).

Abbiamo tanto bisogno dell’aiuto del grande santo di Dio San Nicola come di colui che è venerato come il patrono dei viaggianti  che subiscono diverse avversità e privazioni nel loro cammino. Il cammino storico delle Chiese e dei popoli è un viaggio nel tempo, e in questo viaggio affrontiamo varie sfide e tentazioni. Però noi crediamo e speriamo che San Nicola non abbandonerà né noi, né le nostre Chiese e i nostri popoli e non ci lascerà senza il suo aiuto e la sua protezione.

Lo stesso vale per il difficile cammino all’unità dei cristiani. San Nicola, venerato sia in Oriente che in Occidente, ravvicina la Chiesa ortodossa e quella cattolica, il che si sente in modo particolare qua, a Bari – una città che ha un ruolo particolare del ponte tra l’Oriente e l’Occidente grazie alla permanenza delle reliquie del santo di Dio in questa Basilica.

Vorrei ricordare le parole, pronunciate dal Patriarca Kirill alla veglia nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca il 21 maggio, il giorno dell’arrivo delle reliquie da Bari: “Crediamo che San Nicola, venerato nell'Oriente e nell'Occidente, interceda in  preghiera davanti a Dio per tutti noi. Oggi siamo ancora divisi, poiché i problemi teologici ereditati dall'antichità non ci permettono di riunirci. Tuttavia, secondo la visione profetica di molti uomini santi, se il Signore vorrà  unire tutti i cristiani, ciò  non accadrà grazie ai loro propri sforzi, non grazie a qualche passo della diplomazia ecclesiastica o qualche accordo teologico, ma solo se lo Spirito Santo riunirà tutti coloro che confessano la fede nel Nome di Cristo. E noi crediamo che San Nicola, che sente le preghiere dei cristiani orientali e occidentali, sta davanti al Signore, tra l’altro chiedendogli di unire insieme le Chiese”.

Queste e altre belle parole di Sua Santità, nonché di Sua Eminenza il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani e di Sua Eccellenza monsignor Francesco Cacucci, dedicate al ruolo di San Nicola nella vita delle nostre Chiese e al suo significato nel contesto dell’unità cristiana, sono incluse nel libro che viene presentato oggi. Sono convinto che la sua pubblicazione diventerà un altro passo nel cammino di rafforzamento e ulteriore sviluppo di collaborazione tra le nostre due Chiese.

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