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Povertà. Case fredde, niente giochi e poco cibo, in Italia aumentano i bambini «senza»

Save the Children: povertà assoluta per 1 milione di minori

Ci vogliono i «superpoteri» di un bambino per resistere a situazioni di precarietà e superare condizioni di vita difficili: case fredde e poco illuminate, a volte senza giochi e senza cibo a sufficienza. In Italia vivono così migliaia di bambini, e tutti insieme, i disagi dell'infanzia portano al dato di quasi un minore su 3 a rischio di povertà ed esclusione sociale. È Save the Children a scrutare dentro una realtà impietosa, diffondendo, alla vigilia della Giornata mondiale dei diritti dei bambini e delle bambine (il prossimo 20 novembre) i dati nel nuovo Atlante dell'Infanzia (a rischio) «Bambini, Supereroi» (lo pubblica per la prima volta Treccani) e disponibile nelle librerie da inizio dicembre.

In Italia i bambini di quattro famiglie povere su 10 soffrono il freddo d'inverno perché vivono in case non riscaldate rischiando così di contrarre bronchiti o malattie cardiovascolari: un dato di ben 15 punti superiore alla media europea (39% contro 24,7%). Non solo: più di un minore su 4 abita in appartamenti umidi, con tracce di muffa alle pareti e soffitti che gocciolano (25,4% contro il 17,6% della media europea) mentre l'abitazione di oltre un bambino su 10 in famiglie a basso reddito non e' sufficientemente luminosa.

Le povertà economiche ed educative dei genitori possono lasciare il segno sulla vita dei bambini anche al momento della nascita. Tra le donne senza alcun titolo di studio o con solo la scuola elementare, la quota di chi non effettua visite di controllo durante la gravidanza (5,4%) o di chi lo fa solo dopo la dodicesima settimana (11,2%) è 3-4 volte superiore rispetto a quella delle madri con livelli di istruzione elevati (1,8% e 2,6%) .

Dal dossier emerge anche che nel nostro Paese un bambino su 20 non riceve un pasto proteico al giorno e non possiede giochi a casa o da usare all'aria aperta; più del 13% non ha uno spazio adeguato dove fare i compiti e non può permettersi di praticare sport o frequentare corsi extrascolastici. Un bambino su 10 non può indossare abiti nuovi o partecipare alle gite scolastiche e quasi uno su 3 non sa cosa voglia dire trascorrere una settimana di vacanza lontano da casa. ll 7% deve rinunciare a festeggiare il compleanno.

Secondo dati Istat, oggi più di 1,1 milioni di minori vivono in povertà assoluta, una condizione che tra il 2005 e il 2015 ha visto triplicare la sua incidenza sulle famiglie con almeno un minore, passando dal 2,8% al 9,3%. La povertà assoluta è diffusa soprattutto nel Mezzogiorno, dove colpisce più di una famiglia con bambini su 10 (10,9% contro l’8,6% di famiglie in povertà assoluta al Nord), mentre nelle regioni settentrionali questa condizione investe in modo particolare le famiglie immigrate, che rappresentano il 41% delle famiglie in povertà assoluta al Nord.

Pochi investimenti

Per affrontare la questione della povertà, l'Italia, secondo gli ultimi dati Eurostat sulla spesa sociale in Europa per il 2013, destina una quota di spesa sociale destinata a infanzia e famiglie pari alla metà della media europea (4,1% rispetto all'8,5%), mentre i fondi destinati a superare l'esclusione sociale sono pari appena allo 0,7%, contro una media europea dell'1,9%. La mappa 'Efficacia del welfare' mette inoltre in evidenza che gli interventi di welfare messi in campo dal nostro Paese per il 2014 sono riusciti a ridurre il rischio di povertà per i minori di 18 anni di soli 10 punti percentuali (dal 35% al 25%). Un risultato che ci pone tra gli ultimi nel Vecchio Continente, davanti solo a Romania e Grecia, considerando che mediamente in Europa gli interventi sociali in favore di famiglie e minori riescono a ridurre il rischio di povertà del 15,7%

Minori nelle aree ad alta pericolosità sismica

Sono 5,5 milioni ii bambini e ragazzi sotto i 15 anni che vivono in aree ad alta e medio-alta pericolosità sismica. Si tratta di un territorio che copre circa il70%delle province italiane, che comprende 45 città sopra i 50.000 abitanti che ospitano 900mila minorenni sotto i 15 anni. Lo spiega la mappa del "Pericolo sismico", elaborata per Save the Children dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che associa i dati demografici relativi alla popolazione di 0-14 anni per provincia alle aree considerate ad
alta pericolosità.

Bambini senza

«L’infanzia in Italia è un tesoro che va protetto, soprattutto se si considera che i bambini nel nostro Paese sono sempre meno, sottolinea Save the Children». Il 2015 ha fatto registrare il record negativo di nati registrati all’anagrafe: 485.780 bambini, un livello di guardia mai oltrepassato dall’Unità d’Italia. Il tasso di natalità, pari a 8 nati ogni 1.000 residenti nel 2015, si sta abbassando di anno in anno dal 2008, quando era pari a 9,8 su 1.000. Anche i minorenni sono sempre meno. Il loro peso specifico sul totale della popolazione è sceso dal 17% del 2009 al 16,5% attuale (poco più di 10 milioni di bambini e ragazzi da 0 a 17 anni).

Cerchiamo di essere accanto ai bambini e agli adolescenti nei luoghi che segnano la loro crescita. E di ascoltarli. Perché da loro possiamo comprendere quali sono le reali priorità da affrontare. Come dimostrano, del resto, i laboratori sui superpoteri che abbiamo realizzato con 130 ragazzi e ragazze tra i 14 e i 22 anni impegnati nel Movimento Sottosopra», spiega Save the Children .Dai laboratori emerge che «se i ragazzi potessero vestire i panni di veri e propri Supereroi, utilizzerebbero i loro SuperPoteri per dar voce ai propri bisogni inespressi, per risolvere i problemi e il disagio che affliggono l’infanzia e per rendere il mondo un posto più giusto e senza discriminazioni».

Annalisa Guglielmino

© Avvenire, mercoledì 16 novembre 2016

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