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Prima chiamata 28 settembre. Al via i Sabati per il futuro e la sostenibilità

Saturdays for Future: al via la grande iniziativa per favorire un consumo e una produzione sostenibili

Adesso c’è una data per trasformare l’idea lanciata a giugno sulle pagine di Avvenire in un’iniziativa concreta. La giornata che darà il via alla mobilitazione nazionale sarà il 28 settembre, il primo sabato per il futuro. A fine mese, dunque, partiranno i Saturdays for Future, promossi dal portavoce del-l’ASviS Enrico Giovannini e dal presidente del comitato scientifico di NeXt Leonardo Becchetti con l’obiettivo di far diventare il penultimo giorno della settimana, quando gran parte delle persone fa la spesa, quello della sensibilizzazione e dell’impegno per la produzione e il consumo responsabili a favore dello sviluppo sostenibile. Il progetto prende spunto dalla campagna globale sul clima 'Fridays for Future', che sta coinvolgendo milioni di giovani in tutto il mondo, e si basa sulla convinzione che per vincere la sfida della sostenibilità serve il contributo di ogni cittadino.

Ecco perché l’invito a cambiare le abitudini di spesa, migliorandole grazie a un aumento del livello di consapevolezza nelle scelte, viene rivolto a tutti: dai consumatori alle aziende, passando per le associazioni. Con i 'sabati sostenibili' si punta anche a dare concretezza al Goal 12 dell’Agenda 2030 ('Rendere le attività di consumo e produzione responsabili'). In preparazione all’evento del 28 settembre è stato creato un sito internet apposito su cui è possibile informarsi sugli eventi, proporre appuntamenti da organizzare sull’intero territorio nazionale.

Si è deciso di partire con i Saturdays for Future proprio il giorno successivo al prossimo sciopero globale degli studenti per la lotta al cambiamento climatico con l’intento di sfruttare un trend positivo. La piattaforma www.saturdaysforfuture. it è a disposizione di chi vuole contribuire a sostituire i modelli di produzione e di consumo dannosi con sistemi coerenti con uno sviluppo sostenibile. Dal 20 settembre, inoltre, sempre sul sito sarà disponibile gratuitamente il corso e-learning dell’Asvis sull’Agenda 2030 e i 17 obiettivi fissati dalle Nazioni Unite. È chiaro che a giocare un ruolo decisivo sono in particolare le organizzazioni, le associazioni imprenditoriali e i sindacati che vogliono coinvolgere i loro iscritti per realizzare iniziative volte alla promozione di sistemi all’avanguardia.

Si auspica un ruolo attivo anche delle imprese produttrici di beni e servizi che intendono rendere più sostenibili i processi produttivi e migliorare la trasparenza delle informazioni rivolte ai consumatori. Così come si chiamano in causa le realtà legate alla Grande distribuzione organizzata (Gdo) e le Botteghe del commercio equo e solidale che vogliono valorizzare le buone pratiche di sostenibilità nei confronti dei loro clienti. Pure i media, infine, sono invitati a contribuire al successo della mobilitazione nazionale garantendo spazi adeguati alla portata dell’iniziativa.

Luca Mazza

© Avvenire, giovedì 12 settembre 2019

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