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Settimana Santa: sabato. Con Maria in attesa della Risurrezione

Nel giorno del silenzio e della meditazione, in cui non si celebra il sacrificio eucaristico, lo sguardo va alla fede e al coraggio della Madre dolorosa. E Paul Claudel

Sabato Santo è il giorno del silenzio, della preghiera, del raccoglimento. E dell’attesa, in preparazione alla grande Veglia in cui si celebra la Risurrezione di Cristo. È aliturgico, cioè privo di celebrazioni del sacrificio eucaristico prima della gioia della Domenica di Pasqua. Ma rappresenta anche, per eccellenza, il giorno di Maria. Si ricorda il suo legame indissolubile con il Figlio, il suo dolore di Madre che però non ne offusca la fede incrollabile, non ne fiacca la speranza. La Vergine del Sabato Santo rimane salda nell’ora del dubbio, non fugge di fronte al buio, sa e testimonia che Dio non tradisce le sue promesse. Per dirla con san Paolo nella Lettera ai Romani, mostra che «la speranza non delude» (Rm 5,5).

Da Jacopone da Todi a Paul Claudel

L’immagine di Maria ai piedi della croce, il suo dolore di Madre davanti alla devastante sofferenza del Figlio ha ispirato poeti e artisti. Basti pensare allo Stabat Mater attribuito al beato Jacopone da Todi. Il drammaturgo e diplomatico francese Paul Claudel (1868-1955) noto soprattutto per “L’annuncio a Maria”, nella sua ispirata e poetica “Via Crucis” racconta così il dolore di Maria davanti alla Passione del Signore: «(....) Ella accetta. Accetta, ancora una volta. Il grido strozzato in gola, l’urlo è contenuto nel cuore forte e torchiato. Ella non dice parola e guarda Gesù: la Madre guarda il Figlio, la Chiesa il Redentore. La sua anima si slancia a lui con violenza, come il grido di un soldato morente. Sta ritta davanti a Dio e gli dà a leggere la sua anima, aperta come un libro. Non c’è nulla nel suo cuore che si rifiuti o s’arrenda. Neppure una fibra, nel suo cuore trafitto, che non accetti e consenta. Come Dio stesso che è là, ella è presente. Ella accetta e guarda il Figlio che ha concepito nelle sue viscere. Non dice nulla e adora il Santo dei Santi (....)».

Riccardo Maccioni

© Avvenire, venerdì 30 marzo 2018

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