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Discernimento vocazionale in ordine al Ministero del Diaconato permanente

Si ritiene utile fornire alcune preliminari informazioni circa il discernimento vocazionale ed il cammino per il Ministero del Diaconato permanente:
  1. Prima di essere presentato al Vicario episcopale, è necessario che il candidato abbia svolto un servizio ministeriale sistematico nella comunità parrocchiale di provenienza per almeno due anni;
  2. La presentazione del candidato deve avvenire unicamente attraverso un sacerdote, parroco o non, nei mesi  precedenti il periodo di discernimento vocazionale;
  3. Il periodo di discernimento vocazionale inizia dal Gennaio dopo la presentazione;
  4. Il limite di età per iniziare il cammino diaconale, è stabilito: per un celibe, dal 21° al 60° anno di età; per un coniugato, dal 35° al 60° anno di età con  sette anni di vita matrimoniale già alle spalle;
  5. E’ necessario il consenso della moglie per iniziare il cammino diaconale;
  6. Il candidato sia espressione della comunità che riconosce in lui la vocazione al Diaconato permanente;
  7. Il candidato sia di buona culturale generale ed abbia un minimo di conoscenza biblica;
  8. L’accettazione alla frequenza del corso è comunque sempre subordinata al consenso dell’Arcivescovo;
  9. Il corso comporta: la frequenza a due lezioni settimanali ( dalle 18.00 alle 20.30 ) per quattro anni presso l’Oasi di S. Martino; la frequenza all’Istituto Superiore di Scienze Religiose per le discipline attinenti al corso per il diaconato permanente; alcune giornate di studio e preghiera fuori sede ( periodi di tre giorni di seguito e per due volte l’anno ); un anno di esperienze pastorali.

La chiamata al Ministero è certamente personale, ma è espressione della comunità intera in cui si è inseriti. Guidate dallo Spirito santo, infatti la persona e la comunità sono in grado di cogliere i segni della chiamata.

I sacerdoti parroci, i sacerdoti collaboratori, i religiosi e i diaconi inseriti nel ministero parrocchiale, siano attente guide spirituali di accompagnamento nel discernimento vocazionale, oltre la stessa comunità che esprime il candidato.

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