Arcivescovo

S.E. Francesco

Cacucci

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“La porta bella”… La Comunità Cristiana tra storia e profezia

Giornata Diocesana di Formazione per gli Operatori Pastorali
Sabato 17 novembre
ore 9.30-18.30
Politecnico · Aula Magna “Attilio Alto”, Bari

 

Con la sua decisione di incontrare nella nostra città i Patriarchi delle altre Chiese, Papa Francesco in quella occasione ci ha ricondotti “nella stanza superiore” dove i discepoli “insieme ad alcune donne e a Maria, la madre di Gesù, e ai fratelli di lui” attendevano insieme il dono dello Spirito che li avrebbe portati sulle strade del mondo ad annunciare il Risorto.

Facendo tesoro dell’esperienza vissuta lo scorso luglio e portando nel cuore quell’immagine di popolo raccolto intorno al successore di Pietro viene spontaneo riprendere tra le mani il libro degli Atti degli Apostoli perché, offrendoci il cammino della Chiesa nascente, può aiutare a fare sintesi del cammino già fatto e a comprendere quello da fare.

L’intento non è quello di riproporre il modello di Chiesa descritto negli Atti, ma leggere quelle pagine come una guida per comprendere chi siamo e cosa siamo chiamati ad essere come Chiesa. Il libro, infatti, non racconta solo la storia della prima comunità cristiana, ma offre anche le coordinate di una Chiesa che è possibile realizzare se si resta fedeli al Vangelo e docili all’azione dello Spirito. Sono pagine che, mentre raccontano la storia, presentano un sogno, il progetto di Dio per la sua Chiesa.

Francesco Cacucci, Arcivescovo

 

  • Destinatari: Catechisti, animatori della liturgia, operatori caritas, animatori missionari, operatori pastorale familiare, operatori pastorale giovanile, educatori, animatori vocazionali, operatori mondo sociale e del lavoro, operatori di oratorio, operatori della comunicazione e sale della comunità, docenti.
  • Costi: La quota di partecipazione è di 5 € da corrispondere direttamente all’inizio della giornata.
  • Info e iscrizioni: Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro il 10 novembre 2018, tramite apposito modulo elettronico. È possibile frequentare un solo laboratorio. All’atto dell’iscrizione bisognerà indicare anche una seconda scelta.

Per ulteriori informazioni mandare una mail a: pastorale@odegitria.bari.it; oppure telefonare al numero di Cell. 328 0229330

 

Programma

  • 9.30 Arrivi e accoglienza
  • 10.00 Introduzione: don Mario Castellano, Direttore dell’Ufficio Pastorale Diocesano
  • 10.30 Incontro con l'Arcivescovo e presentazione della traccia pastorale del nuovo anno
  • 11.30 Pausa
  • 12.00 Dibattito
  • 13.00 Pranzo al sacco
  • 14.30 Workshop: animati dai direttori e responsabili degli Uffici di Curia
  • 17.30 Preghiera ecumenica con la presenza di Frère Alois Loeser, Priore di Taizé, presso la Parrocchia San Marcello in Bari.

 

Workshop

 

Camminare insieme

Soggetto della missione è la comunità e non il singolo. Nessun annunciatore, neppure il più carismatico, è legittimato ad annunciare senza un contesto comunitario in cui è in qualche modo inserito e sul cui mandato opera: è sempre la comunità che annuncia. Una comunità che vive innanzitutto e che annuncia quello che vive o almeno che cerca di vivere. Com’è possibile predicare la carità, se questa non è esperita o almeno ricercata, come fatica quotidiana, nelle nostre comunità? Come saremmo credibili?

 

 

Nei luoghi del quotidiano

Si tratta della missione dell’incontro quotidiano, nei luoghi in cui si vive, ci si muove e si opera. Non una Chiesa che va alla ricerca di forme stravaganti di annuncio. Ma una comunità di credenti capaci di far sentire il profumo della propria fede nei luoghi quotidiani del loro vivere. Una Chiesa che esce nella carne di quei cristiani che molto semplicemente cercano di vivere il Vangelo nei contesti in cui si trovano a vivere, nelle scelte che fanno, nelle parole che dicono, in ciò che sperano e in ciò che perseguono, scelte che interrogano e che suscitano domande. Dal nostro vivere quotidiano appare quel Vangelo in cui crediamo? Le nostre scelte concrete parlano di Vangelo?

 

 

Con il coraggio di guardare e toccare

L’annuncio nasce dal coraggio di guardare e di toccare. Ci si ferma a guardare, a perdere tempo. Si ha il coraggio di fissare i volti, di vedere la loro sofferenza e di lasciarsene interrogare. Si ha il coraggio di toccare, di prendere per mano l’uomo e di aiutarlo a rialzarsi. Siamo capaci di tenere gli occhi aperti? Di non distogliere lo sguardo per non vedere? In un mondo in cui ci si costruisce alibi per non guardare, alibi con cui proteggersi dall’altro “importuno”, siamo capaci di mantenere vigile lo sguardo sull’altro e sul suo bisogno? Siamo anche noi capaci di sporcarci le mani nel toccare colui che è nel bisogno?

 

 

Nel suo Nome

Non molte parole ma una sola Parola: il Nome del Signore Gesù. Un nome che spesso seppelliamo sotto tanta zavorra, sotto tante parole che non dicono più niente, dimenticando di parlare di Gesù, di annunciare un volto, una persona, non un sistema filosofico o un programma etico. Il cuore di ciò che ci è stato affidato, come credenti, è una persona: Gesù Cristo che per noi è la rivelazione più chiara del volto del Padre. Abbiamo il coraggio di andare all’essenziale? Siamo ancora capaci di parlare di Gesù?

 

 

Come balsamo che da vita

Dire e fare qualcosa che ridà vita all’uomo che la riceve. La parola del Vangelo, anche quando è esigente, non può che essere parola che rigenera, che ridà vigore, che apre gli orizzonti, che incoraggia a vivere, che dà speranza. Non si tratta di annunciare vie facili. Il Vangelo è esigente, ma siamo capaci di far comprendere che quell’esigenza è per la vita, che non è il capriccio di un Dio che ci vuole gettare un laccio, che gode nel vederci assoggettati, ma piuttosto una parola che egli ci offre perché le nostre vite diventino più belle e più libere?

 

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