
Iniziazione alla vita cristiana: la Chiesa di Bari-Bitonto rinnova i percorsi di catechesi per famiglie, bambini e ragazzi
COMUNICATO STAMPA
Iniziazione alla vita cristiana: la Chiesa di Bari-Bitonto rinnova i percorsi di catechesi per famiglie, bambini e ragazzi
Alcuni chiarimenti dell’Arcidiocesi sul progetto «Un intero villaggio»: nuovi itinerari per vivere i sacramenti di Battesimo, Cresima ed Eucaristia.
Bari, 13 ottobre 2026 – All’inizio di un nuovo anno pastorale che prevede importanti novità, l’Arcidiocesi di Bari-Bitonto precisa che il progetto di rinnovamento dei percorsi di iniziazione alla vita cristiana, dal titolo «Un intero villaggio», è un ripensamento complessivo del modo di vivere, trasmettere e comunicare la fede[1]. La posta in gioco non è quella di un ritocco dei calendari dei sacramenti, né un tentativo di ovviare al “problema” delle chiese vuote. Piuttosto, come scrive l’Arcivescovo, mons. Giuseppe Satriano, a tutte le comunità ecclesiali della Diocesi: «È una provocazione rivolta all’intera pastorale. Ci domanda quale Chiesa desideriamo essere e quale volto di comunità vogliamo consegnare alle nuove generazioni». E aggiunge: «Esorto tutti a rimetterci in cammino, non ciascuno per conto proprio, ma insieme, perché solo un’intera comunità può generare e accompagnare alla fede»[2].
Un cammino, non un calendario. Battesimo, Confermazione (o Cresima) ed Eucaristia sono un unico dono di grazia che ogni fedele e ogni comunità cristiana sono chiamati a riscoprire e rinarrare.[3] Non si tratta, infatti, di tre traguardi da raggiungere uno dopo l’altro, tanto meno dopo un periodo di “preparazione” a riceverli, come purtroppo per tanto tempo si è pensato il catechismo. La nuova sequenza, in realtà, non è nuova: essa, infatti, recupera l’ordine più antico e autentico della tradizione cristiana, con la celebrazione della Cresima che si colloca (seppure a distanza di qualche anno) in continuità con il Battesimo e in tensione verso l’Eucaristia. Lo stesso Catechismo della Chiesa Cattolica li presenta in questa successione[4]. Nel Congresso eucaristico nazionale, celebrato nel 2005 a Bari, abbiamo annunciato che «Senza la domenica non possiamo vivere», riscoprendo l’Eucaristia domenicale come centro e culmine della vita cristiana. Scrive l’Arcivescovo ai genitori: «Non limitatevi a “portare i vostri figli a Messa”, ma accompagnateli perché imparino, insieme a voi e all’intera comunità, a vivere dell’Eucaristia, costruendo con il Signore un modo nuovo di abitare la vita»[5]. Ora i tempi sono maturi per nuove prassi che realizzino questa consapevolezza e la declinino nella vita ordinaria delle parrocchie. Lo spostamento dei sacramenti è una conseguenza del progetto, non il suo cuore.
Il cuore: l’incontro con Cristo e con l’intera comunità che genera alla fede.
Il progetto parte dal kerygma, l’annuncio semplice che Gesù Cristo ama ciascuno personalmente e lo accompagna con il suo Spirito perché la sua vita sia piena. E vuole condurre ognuno alla scoperta del carisma, quel dono ricevuto di cui si assume consapevolezza messo a servizio di una Chiesa sempre in costruzione e per il bene dell’umanità. Per questo, la Chiesa diocesana intende superare il modello della catechesi come “lezione” e dei sacramenti come momenti da preparare con un’istruzione nozionistica, ricalcando un modello scolastico (superato anche dalla scuola stessa).
Tre percorsi, tre luoghi del Vangelo. Il primo itinerario si chiama “Nazareth” e ha come ambientazione principale la casa. Si rivolge alle famiglie con bambini piccoli, da coinvolgere nei primi anni dopo la celebrazione del battesimo dei figli. Al compimento del settimo anno di età, i genitori sono invitati ad un percorso di riscoperta del dono battesimale, mentre nei bambini si inizia a favorire una prima familiarità con la preghiera e con la comunità.
Il secondo itinerario si chiama “Siloe” e pone al centro l’arte dell’incontro, con protagonisti i bambini dagli 8 agli 11 anni e i loro genitori. In tre anni, dedicati alla Fede, alla Speranza e alla Carità, essi sono accompagnati a costruire relazioni di fiducia, a guardare in modo nuovo la vita, a condividere la fraternità. In questo percorso si celebrano i sacramenti: la Riconciliazione e la Cresima (tra l’Anno della Fede e quello della Speranza) l’Eucaristia (dopo l’Anno della Carità), non come traguardi che chiudono il cammino, ma come doni e consegne che lo accompagnano per tutta la vita (per una vita che voglia davvero essere cristiana). Una precisazione doverosa: la Riconciliazione (o Confessione) non è un sacramento dell’iniziazione cristiana, ma per motivi pedagogici e dopo un consulto con gli organi della Santa Sede competenti in materia (Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti) si è stabilito di celebrarla prima della Cresima. Durante tutti e tre gli anni saranno previste celebrazioni penitenziali con le famiglie per educare al ‘senso del peccato’ (liberandolo dagli equivoci del ‘senso di colpa’) e alla bellezza del perdono.
Il terzo itinerario ci chiama “Emmaus” e ha come ambientazione la strada. È pensato per i preadolescenti, per rileggere la propria vita con le domande e i cambiamenti tipici della loro età alla luce del Vangelo e dell’Eucaristia. La Comunione, infatti, è il sacramento che si continua a celebrare per tutta la vita (non ha molto senso la ‘Prima Comunione’ se poi non ce n’è una seconda, una terza… e se non diventa pane del cammino per chi crede in Gesù).
Tempi e gradualità. L’anno pastorale 2026-2027 è dedicato alla formazione delle comunità, alla costituzione delle équipe parrocchiali e all'avvio del nuovo itinerario per chi inizia quest’anno, mentre prevede norme transitorie per chi ha già iniziato il percorso tradizionale e diventa ordinario dal 2028-2029. Nessuno sarà lasciato indietro: chi è già in cammino lo porterà a termine secondo le indicazioni della propria parrocchia.
Il catechista non è solo, e non è più solo «insegnante». Il suo servizio diventa quello di mediatore e facilitatore di un processo che coinvolge la Parola, la liturgia, la vita comunitaria e il servizio, dentro un’équipe di operatori pastorali (catechisti, educatori, coppie di sposi, animatori liturgici, operatori della carità e rappresentanti delle realtà associative). Le esperienze già attive in parrocchia, come ACR e AGESCI, non vengono cancellate ma integrate e rilette alla luce del progetto.
Spiega don Mario Castellano, vicario per la Pastorale: «Negli Orientamenti pastorali l’Arcivescovo scrive: “Siamo chiamati, come Chiesa locale, a fermarci e riflettere sulla maniera con cui introduciamo e accompagniamo ogni nostro fratello e sorella nella scoperta o riscoperta della fede battesimale”[6]. Parole che delineano l’impegno di ogni comunità cristiana a riscoprire come prima ed essenziale caratteristica il suo essere iniziatica. L’intera comunità è soggetto, protagonista e responsabile dei processi iniziatici: per questo il principio che guida il ripensamento è “Ci vuole un intero villaggio”. Non è più sufficiente una semplice lezione di catechismo: il catechista diventa mediatore e facilitatore di un processo integrale, e gli stessi eventi sacramentali non sono momenti da preparare con una catechesi nozionistica, ma tappe, tempi di sosta e di ripartenza».
Andare incontro, non aspettare. Negli anni del Cammino sinodale la Chiesa si è messa in ascolto, dentro e fuori dai recinti ecclesiali. Da quell’ascolto è emersa l’esigenza condivisa che sia la comunità ad andare incontro a ragazzi e famiglie, e non il contrario. Il progetto vuole offrire strumenti concreti per farlo. Il percorso di formazione per parroci, catechisti ed équipe è già avviato, con incontri diocesani, vicariali e parrocchiali. Le parrocchie più piccole saranno sostenute a livello vicariale e potranno valutare esperienze interparrocchiali.
Il progetto integrale, i materiali, il calendario della formazione e le risposte alle domande più frequenti sono disponibili su www.uninterovillaggio.it.
[1] https://uninterovillaggio.it/wp-content/uploads/2026/09/Arcidiocesi-di-Bari-PROGETTO-INIZIAZIONE-CRISITANA_def.pdf
[2] https://uninterovillaggio.it/wp-content/uploads/2026/09/lettera-comunita-per-web_compressed.pdf
[3] cfr. CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Radicati e costruiti in Cristo. Linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, pag.7.
[4] Cfr. CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, I sacramenti dell’iniziazione cristiana, Parte seconda, sezione seconda, capitolo I.
[5] https://uninterovillaggio.it/wp-content/uploads/2026/09/Lettera-ai-genitori-per-web_compressed.pdf
[6] https://www.arcidiocesibaribitonto.it/news/profezia-di-speranza-comunita-sulla-via-del-vangelo
