Arcivescovo

S.E. Giuseppe

Satriano

IN AGENDA

“Facendo teologia insieme”: una sfida culturale e sociale per il Sud

Nel discorso del 2 marzo 2026 alla Facoltà Teologica Pugliese, Papa Leone XIV ha rilanciato un’espressione che racchiude un intero programma ecclesiale: “Facendo teologia insieme”. Un invito che non riguarda soltanto il metodo accademico, ma il modo stesso di abitare la storia

Se le prime due direttrici del discorso — l’allargamento degli orizzonti e la formazione alla sinodalità — delineano lo stile, è nella terza che emerge con maggiore forza la posta in gioco: la teologia come risposta alle sfide sociali di un territorio concreto.

Una fede dentro la storia

Il Papa non si limita a un richiamo generico alle difficoltà. Nomina situazioni precise: la crisi del lavoro, il fenomeno dell’emigrazione, le molteplici forme di oppressione e ingiustizia. È uno sguardo che parte dalla realtà del Mezzogiorno, ma che si apre a dinamiche più ampie, che attraversano l’intero Paese e il Mediterraneo.

In molte aree del Sud, la mancanza di opportunità lavorative spinge intere generazioni a lasciare la propria terra. L’emigrazione giovanile non è solo un dato economico: è una ferita culturale e spirituale. Svuota i territori, impoverisce il tessuto sociale, indebolisce la fiducia nel futuro. Accanto a questo, persistono fenomeni di sfruttamento, marginalità, criminalità organizzata e nuove povertà che assumono forme sempre più complesse.

Il Papa riconosce che la “ricchezza della storia” e la “diffusa religiosità del popolo” non bastano, da sole, a trasformare queste situazioni. Una tradizione viva può diventare risorsa, ma può anche ridursi a consolazione privata o a folclore se non si traduce in responsabilità sociale.

Una teologia critica e profetica

È qui che entra in gioco la formazione teologica. Leone parla di un pensiero “critico e profetico”, capace di disinnescare le logiche della rassegnazione e dell’indifferenza.

Essere critici significa imparare a leggere le cause profonde delle ingiustizie: i meccanismi economici che generano esclusione, le dinamiche culturali che alimentano sfiducia, le strutture che perpetuano disuguaglianze. La teologia, dialogando con le scienze sociali e con l’economia, può offrire categorie di discernimento che aiutano a non fermarsi alla superficie dei fenomeni.

Essere profetici significa andare oltre l’analisi e indicare orizzonti nuovi. La profezia biblica non è evasione spirituale, ma parola che interpella la coscienza collettiva, denuncia ciò che disumanizza e annuncia possibilità di cambiamento. In questo senso, la teologia non è neutrale: prende posizione a favore della dignità della persona, del lavoro giusto, della solidarietà, della legalità.

Disinnescare la rassegnazione

Uno dei rischi più grandi nei contesti segnati da difficoltà strutturali è la rassegnazione: “qui le cose non cambieranno mai”. A questa si affianca l’indifferenza, che porta a chiudersi nel privato e a considerare irrilevante l’impegno civile.

Quando il Papa parla di “disinnescare” queste logiche, utilizza un’immagine forte. Significa intervenire prima che la sfiducia diventi cultura dominante. La formazione teologica può contribuire a questo processo formando pastori e operatori capaci di:

  • accompagnare le comunità nella lettura credente della realtà;
  • promuovere percorsi di partecipazione e corresponsabilità;
  • sostenere iniziative sociali, educative e culturali radicate nel territorio.

In altre parole, la teologia diventa un investimento sul capitale umano e spirituale di una regione. Non produce solo titoli accademici, ma genera mentalità, visioni, reti di collaborazione.

Un investimento culturale per il futuro

Definire la formazione teologica “un investimento culturale per il futuro” significa riconoscerne il valore pubblico. In un tempo in cui l’istruzione è spesso valutata solo in termini di produttività immediata, il Papa richiama una dimensione più profonda: formare coscienze capaci di pensiero critico e di impegno etico.

Per il Sud, questo può tradursi in una classe dirigente — ecclesiale e civile — più consapevole, meno incline al compromesso con logiche di potere ingiuste, più attenta al bene comune. Una teologia incarnata nel territorio non sostituisce le politiche economiche, ma può orientare mentalità e scelte, alimentando una cultura della legalità, della solidarietà e della speranza.

Nel suo discorso alla Facoltà Teologica Pugliese, Papa Leone non propone una teologia ripiegata su se stessa. Indica piuttosto un cammino in cui il pensiero della fede si lascia provocare dalle ferite del territorio e diventa forza trasformativa.

“Fare teologia insieme”, in questo orizzonte, significa assumere la responsabilità di pensare e costruire il futuro, dentro la storia concreta di un popolo.

3 marzo 2026 – Solennità Beata Vergine Odegitria

Tommaso Cozzi

Responsabile Servizio di Pastorale Sociale e del Lavoro Arcidiocesi Bari-Bitonto

Membro del CdA della Facoltà Teologica Pugliese

Prossimi eventi