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«Costruire gli Stati Uniti d'Europa»

A pochi giorni dall’attesissimo vertice di Bruxelles, il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro esprime la fermissima convinzione che «l’Europa ha bisogno di istituzioni politiche comuni che permettano di conseguire tutti quegli obiettivi che nessuna nazione separatamente può raggiungere».

Così infatti recita il documento finale della manifestazione tenutasi ieri alla Università Gregoriana "Costruiamo gli Stati Uniti d’Europa", promossa dal "cartello" che riunisce Cisl, Acli, Coldiretti, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Confartigianato e Mcl.

Nel documento si sottolinea che «l’attuale crisi finanziaria e monetaria è il frutto di un deficit politico» della Ue, ed è possibile uscirne offrendo risposte «all’altezza dei problemi». È necessario perciò il richiamo ai valori che hanno animato i padri fondatori della Comunità, all’indomani di una guerra spaventosa.
Il Forum avverte la necessità di aprire nella UE «un autentico momento neocostituzionale» attraverso un trasferimento di poteri dagli Stati nazionali alle istituzioni europee in materia di regolazione monetaria, di politica fiscale e di bilancio, estera e di difesa. La ricetta indicata è basata sul binomio «federalismo» e «sussidiarietà», nel rispetto delle «libertà economiche e sociali delle persone e dei corpi intermedi».
Il Forum chiede anche «istituzioni più democratiche, legittimate e rese autorevoli dal voto degli elettori, il rafforzamento del Parlamento europeo, l’evoluzione dei canali di rappresentanza per le Regioni e per le rappresentanze sociali». Di fronte alle Cassandre che preconizzano un ritorno alle monete nazionali, l’associazionismo cattolico avverte che «un ritorno al passato sarebbe disastroso».

Per il Forum «è necessario mettere al centro dell’iniziativa Europea lo sviluppo economico e il lavoro», salvaguardare «i risparmiatori e gli investitori dalle scorribande speculative», «rendere sostenibile il rimborso del debito dei singoli Stati», «rafforzare i fondi di investimenti», «dare solidità al sistema bancario», sostenere l’inserimento lavorativo dei giovani. Dar vita agli "Stati Uniti d’Europa" significa, «costruire una comunità di popoli che crede nella possibilità di affermare un umanesimo universale», che come insegna la Caritas in Veritate trae linfa dalle radici cristiane.

In conclusione il segretario della Cisl, Raffaele Bonnani, ha evidenziato che «la sussidiarietà non può essere non essere il baricentro di una rinnovata presa di coscienza personale e collettiva, sociale e politica» in vista della costruzione democratica degli Stati uniti d’Europa aperti all’economia sociale di mercato e alla partecipazione. Per questo ha auspicato che il dibattito si sviluppi in tutta Italia che si possano tessere «rapporti forti» con altre realtà sociali e politiche, italiane e internazionali, per riuscire a rilanciare «un forte movimento europeista in Italia ed in tutto il vecchio continente».

«L’unica cosa buona da fare nell’attuale contesto – ha detto il presidente di Confcooperative, Luigi Marino, aprendo i lavori – è organizzare bene uno Stato federale europeo, una grande nave, invece che darsi spintoni per affrettarsi su poche zattere che vanno alla deriva». Il compito precipuo dell’Europa nell’era della globalizzazione, secondo Marino, è quello di riaffermare il valore della persona e di una democrazia aperta al mercato, ma non schiava del mercato e della grande finanza.

«Non vogliamo fare gli Stati Uniti solo per salvare l’euro – ha ricordato il presidente dell’Udc, Rocco Buttiglione –. Al contrario abbiamo fatto l’euro come tappa verso la costruzione degli Stati uniti d’Europa». Il capogruppo del Pdl all’Europarlamento, Mario Mauro, ha sollecitato una svolta culturale ispirata anche alla sussidiarietà, il presidente di Mpv, Carlo Casini, il riconoscimento del valore della persona fin dal concepimento.

Pier Luigi Fornari
 
© Avvenire, 26 giugno 2012
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