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«Il peccato dei suoi membri, l'unica vera insidia per la Chiesa»

"L'unica insidia di cui la Chiesa può e deve aver timore è il peccato dei suoi membri".

Lo ha affermato Benedetto XVI nel discorso pronunciato in piazza di Spagna in occasione della Festa dell'Immacolata Concezione. La Vergine con il suo sì ha reso possibile la Redenzione e ora "il dragone, sconfitto una volta per sempre nel Cielo, rivolge i suoi attacchi contro la Chiesa nel deserto del mondo. Ma in ogni epoca - ha sottolineato - la Chiesa viene sostenuta dalla luce e dalla forza di Dio, che la nutre nel deserto con il pane della sua Parola e della santa Eucaristia. E così in ogni tribolazione, attraverso tutte le prove che incontra nel corso dei tempi e nelle diverse parti del mondo, la Chiesa soffre persecuzione, ma risulta vincitrice. E proprio in questo modo la Comunità cristiana è la presenza, la garanzia dell'amore di Dio contro tutte le ideologie dell'odio e dell'egoismo".

Resta però il problema delle infedeltà degli uomini di Chiesa. "Mentre infatti Maria è Immacolata, libera da ogni macchia di peccato, la Chiesa è santa, ma al tempo stesso - ha osservato il Pontefice - è segnata dai nostri peccati".

L'ANGELUS
"Fin dal II secolo in Oriente e in Occidente, la Chiesa invoca e celebra la Vergine che col suo sì ha avvicinato il Cielo alla terra, diventando generatrice di Dio e nutrice della nostra vita". Lo ha ricordato il Papa nel breve discorso che ha preceduto l'Angelus di oggi, dedicato alla festa dell'Immacolata e concluso dall'invito a rivolgere "la nostra fervida preghiera a Colei che intercede presso Dio, perché ci aiuti a celebrare con fede il Natale del Signore ormai vicino".

In attesa di compiere questo pomeriggio, com'è consuetudine, l'omaggio a Maria Immacolata in Piazza di Spagna, il Papa ha proposto una riflessione sulla figura di Maria che risplende nella Chiesa, in quanto essa continua la sua funzione materna verso gli uomini di oggi. "Maria è benedetta fra le donne - ha spiegato infatti citando il venerabile Beda - perché con il decoro della verginità ha goduto della grazia di essere genitrice di un figlio che è Dio". E, ha scandito Benedetto XVI, "anche a noi è donata la pienezza della grazia che dobbiamo far risplendere nella nostra vita, perché il Padre del Signore nostro Gesù Cristo, come scrive san Paolo, ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale e ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati predestinandoci a essere per lui figli adottivi". "Questa figliolanza - ha poi concluso - la riceviamo per mezzo della Chiesa, nel giorno del Battesimo" e anche "la Chiesa è, dunque, la vergine madre di tutti i cristiani".

© Avvenire, 8 dicembre 2011

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