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Aborto. Papa Francesco benedice le campane della vita, «la voce dei non nati»

I loro rintocchi intendono ricordare il valore della vita, in ogni frangente, per essere monito verso un mondo distratto dall’egoismo

Sono campane che hanno un nome ben preciso. Si chiamano “La voce dei non nati”. E i loro rintocchi intendono ricordare il valore della vita, in ogni frangente, per essere monito verso un mondo distratto dall’egoismo. È con questo spirito che ha preso il via in Polonia l’iniziativa delle campane per la vita che si sta diffondendo anche in altri Paesi.

Ieri mattina il papa Francesco, prima dell’udienza generale, ne ha benedette alcune destinate all’Ecuador e all’Ucraina, poi ne ha fatto cenno nel saluto ai pellegrini polacchi. «Per queste nazioni e per tutti – ha detto il Pontefice – siano segno di impegno in favore della difesa della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale. Che il loro suono annunci al mondo il “Vangelo della vita”, desti le coscienze degli uomini e il ricordo dei non nati». Quindi l’affidamento «alla vostra preghiera ogni bambino concepito, la cui vita è sacra e inviolabile».

Già nell’udienza generale del 23 settembre 2020, papa Francesco aveva parlato delle campane e aveva lanciato un appello: «La sua voce risvegli le coscienze dei legislatori e di tutti gli uomini di buona volontà in Polonia e nel mondo».

Più volte il Pontefice ha denunciato la piaga dell’aborto. Nel volo di ritorno dalla Slovacchia, lo scorso 15 settembre, aveva definito l’aborto «un omicidio. L’aborto… senza mezze parole: chi fa un aborto, uccide».

E aveva aggiunto: «A chi non può capirlo io farei due domande: è giusto uccidere una vita umana per risolvere un problema? Scientificamente è una vita umana. Seconda domanda: è giusto affittare un sicario per risolvere un problema?».

Poi, il 27 settembre, ricevendo in udienza la Pontificia Accademia per la vita, aveva fatto riferimento allo «scarto dei bambini che non vogliamo ricevere e con quella legge dell’aborto che li rimanda al mittente, li uccide. Oggi questo è diventato un modo normale, un’abitudine bruttissima». L’iniziativa delle campane è promossa dalla Fondazione polacca “Sì alla vita” dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. Sulla campana sono incise le parole del beato Jerzy Popieluszko, ucciso nel 1984 durante il regime comunista: «La vita di un bambino inizia sotto il cuore della madre». E poi si legge anche il quinto Comandamento: «Non uccidere».

© Avvenire, Redazione Catholica giovedì 28 ottobre 2021

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