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«Pregate per il mio successore». San Pietro gremita all'ultima udienza

Un commosso saluto alle migliaia e migliaia di fedeli giunti da ogni parte d'Italia e del mondo per prendere parte all'ultima udienza prima del suo commiato, domani. "C'è in me una grande fiducia, il Signore mi ha guidato. Non abbandono la Croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Pregate per il mio successore"

 

Piazza San Pietro gremita di almeno 150mila persone per Benedetto XVI, che intorno alle 10.30 è arrivato a bordo della papamobile e ha salutato i fedeli accorsi per l'ultima udienza generale. Sono decine di migliaia le persone venute da ogni parte del mondo per salutare il Papa.

La papamobile si è fermata quando da un'ala della folla gli hanno avvicinato un bambino. Ratzinger lo ha preso in braccio per alcuni secondi, baciandolo sulla testa. Tutti i settori sono stati attraversati dalla papamobile, che ha compiuto un ampio giro nel perimetro della piazza vaticana.

La piazza è affollata di bandiere dagli Usa alla Polonia, dall'Egitto alla Cina, dalla Bolivia alla Germania.


Il Papa ha ringraziato tutti coloro che sono venuti a San Pietro, ha ringraziato "Dio, che guida e fa crescere la Chiesa". Poi ha detto: "Sento di portare tutti nella preghiera, in un presente che è quello di Dio, dove raccolgo ogni incontro, ogni viaggio, ogni visita pastorale. Tutto e tutti raccolgo nella preghiera per affidarli al Signore".
In questo momento, c’è in me una grande fiducia, ha aggiunto il Papa, che ha ripercorso con la memoria quando, il 19 aprile di quasi otto anni fa, ha accettato di assumere il ministero petrino. "Signore, che cosa mi chiedi?", è la domanda che si era posto in quella occasione, "se Tu me lo chiedi, sulla tua parola getterò le reti, sicuro che Tu mi guiderai. E il Signore mi ha veramente guidato, mi è stato vicino, ho potuto percepire quotidianamente la sua presenza. E’ stato un tratto di cammino della Chiesa che ha avuto momenti di gioia e di luce, ma anche momenti non facili; mi sono sentito come san Pietro con gli Apostoli nella barca sul lago di Galilea: il Signore ci ha donato tanti giorni di sole e di brezza leggera, giorni in cui la pesca è stata abbondante; vi sono stati anche momenti in cui le acque erano agitate ed il vento contrario, come in tutta la storia della Chiesa e il Signore sembrava dormire. Ma ho sempre saputo che in quella barca c’è il Signore e ho sempre saputo che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua e non la lascia affondare; è Lui che la conduce, certamente anche attraverso gli uomini che ha scelto, perché così ha voluto. Questa è stata ed è una certezza, che nulla può offuscare. Ed è per questo che oggi il mio cuore è colmo di ringraziamento a Dio perché non ha fatto mai mancare a tutta la Chiesa e anche a me la sua consolazione, la sua luce, il suo amore".

"Un Papa non è mai solo", ha detto ratzinger. Poi ha ringraziato i cardinali, i collaboratori, la Chiesa di Roma, i fratelli nell’episcopato e nel presbiterato, le persone consacrate e l’intero Popolo di Dio, tutti coloro che nelle ultime settimane hanno inviato lettere e messaggi, dai capi di Stato alle persone più semplici. "Queste persone mi scrivono come fratelli e sorelle o come figli e figlie, con il senso di un legame familiare molto affettuoso".

"In questi ultimi mesi, ho sentito che le mie forze erano diminuite, e ho chiesto a Dio con insistenza, nella preghiera, di illuminarmi con la sua luce per farmi prendere la decisione più giusta non per il mio bene, ma per il bene della Chiesa. Ho fatto questo passo nella piena consapevolezza della sua gravità e anche novità, ma con una profonda serenità d’animo. Amare la Chiesa significa anche avere il coraggio di fare scelte difficili, sofferte, avendo sempre davanti il bene della Chiesa e non se stessi".

"La mia decisione di rinunciare all’esercizio attivo del ministero, non revoca questo. Non ritorno alla vita privata, a una vita di viaggi, incontri, ricevimenti, conferenze eccetera. Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo presso il Signore Crocifisso. Non porto più la potestà dell’officio per il governo della Chiesa, ma nel servizio della preghiera resto, per così dire, nel recinto di san Pietro. San Benedetto, il cui nome porto da Papa, mi sarà di grande esempio in questo. Egli ci ha mostrato la via per una vita, che, attiva o passiva, appartiene totalmente all’opera di Dio".
Infine, il Papa ha concluso chiedendo di ricordarlo davanti a Dio e di pregare per i Cardinali, chiamati al compito di eleggere il nuovo Papa, "e anche per il nuovo Successore dell'Apostolo Pietro".

VALLINI: ROMA VUOLE MOLTO BENE AL PAPA
E' stato proprio il vicario del papa a Roma, il card. Agostino Vallini a voler ribadire, ai microfoni della Radio Vaticana, tutta la vicinanza al pontefice da parte della 'sua' docesi. "Non potevamo fare diversamente, è un'esigenza del cuore e della fede. - ha spiegato il porporato - Non dimentichiamo che il Santo Padre è il vescovo di questa diocesi. Roma, peraltro, vuole molto bene al Papa, sente verso di lui un trasporto particolare così che, certo, all'ultimo atto pubblico non poteva mancare".

Il card. Vallini è tornato anche a parlare della scelta del pontefice che, ha ricordato, ha lasciato "un po' sgomenti" tutti e non solo nella Chiesa. Ma "riflettendo a distanza anche di poche ore, - ha detto il card. Vallini - si è capita la grande portata di questa scelta, dettata certo dalla rettitudine e dalla grande fede di Papa Benedetto che, con il crescere dell'età e guardando alle esigenze della Chiesa, ha ritenuto di prendere una decisione assolutamente nuova. Lui, però, non va via dalla Chiesa, lui rimane prega e continua d esercitare la sua funzione di Pastore orante".

© Avvenire, 27 febbraio 2013

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