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Andare incontro all’umanità

“L’impegno missionario è il servizio più prezioso che la Chiesa può rendere ad ogni singola persona alla ricerca delle ragioni profonde per vivere in pienezza la propria esistenza” (Benedetto XVI, messaggio per la Giornata Missionaria 2011)

Così intesa, la Giornata Missionaria Mondiale elimina alcune interpretazioni parziali, se non addirittura errate, a volte udite o forse dette anche da noi: diventa così una preziosa opportunità per riscoprirci missionari, a servizio di tutti, in un impegno duraturo e non a tempo, non limitato ad una sola giornata.

Cambia la concezione della missione, non più legata solo alla partenza di alcuni più volenterosi di altri per terre lontane, anche se ciò suscita in noi ammirazione e stima.

Aiutiamoci quindi a mettere da parte alcune convinzioni il prima possibile, onde evitare il rischio che ogni giornata dedicata ad un tema specifico corre: apatia, stanchezza, abitudinarietà, disinteresse, perché c’è altro che vale di più; le risposte ed i vissuti concreti sono assai diversificati.

Può esserci di guida quanto ci ricorda il Papa nel messaggio già citato: “La missione universale coinvolge tutti, tutto e sempre”.

Ci coinvolge tutti, senza alcuna distinzione di luoghi e di culture, credenti e non credenti, perché, com’è noto, nessuno è così ricco da non avere niente da ricevere, nessuno è così povero da non avere niente da dare. In questa prospettiva di dono e di responsabilità, ciascuno di noi è chiamato a condividere quello che ha e quello che è (ed è tanto, se siamo generosi) e anche a ricevere dall’altro. I contenuti sono comuni o diversi a seconda della realtà personale di ciascuno; tutti però possiamo essere costruttori di comunione, di pace, di solidarietà fra i popoli, in apertura e collaborazione fra noi.

Motivo di scambio, di arricchimento, di confronto può essere tutto, parlando chiaramente ed operando coraggiosamente in favore degli esclusi, contro la violenza umana ed ecologica per stabilire pace e giustizia. 

Nell’impegno di operare insieme, la missione, come parte integrante di tale operosità, è portatrice di una pastorale globale, attenta alle persone, impegnata ad avvicinarle con l’ascolto, la comprensione, il rispetto, il dialogo.

L’impegno così ampio, di cui si è detto, non può non essere continuo; renderlo occasionale o addirittura limitato alla celebrazione della giornata, significa annullarlo. Si tratta infatti di sfide sempre nuove, di conquiste che hanno il sapore della fatica e della ricerca, di testimonianze di vita aventi per oggetto evangelizzazione e promozione umana vissute in maniera tale da essere credibili.

In conclusione mi permetto sottolineare, per i credenti, l’urgenza missionaria presente nella liturgia: siamo sempre inviati nel mondo a costruire il Regno di Dio che viene, vivendo ed annunziando i valori umani e cristiani. Ogni celebrazione è  “con” e “per” tutta la Chiesa. Essa termina con l’invio in “missione” (la parola “Messa” o “dimissione” si trasforma in “missione”).

In ciascuno ed in me La Giornata ravvivi il desiderio e la gioia di “andare incontro alla umanità”, portando a tutti, dentro il tempo e la storia, il Vangelo per diventare costruttori di valori imprescindibili per il bene di tutti.

 

sac. Giacinto Ardito

Direttore Ufficio Chiesa e Mondo della Cultura

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