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Angelus. Francesco: aiutiamo i senzatetto in questi giorni di freddo

All’Angelus il pensiero di Papa Francesco va ai senzatetto che stanno soffrendo a causa dell’ondata di freddo. Il Pontefice incoraggia tutti ad aiutarli e a prega per quelli morti in questi giorni

ll’Angelus in Piazza San Pietro, il pensiero di Papa Francesco va ai senzatetto che stanno soffrendo a causa dell’ondata di freddo. Il Pontefice incoraggia tutti ad aiutarli e prega per quanti, tra loro, sono morti in queste ultime ore. Prima delle parole sui senzatetto, il Papa si era soffermato sulla festa del Battesimo di Gesù. I cristiani, ha affermato, sono un “popolo di battezzati”, di “peccatori salvati dalla grazia di Cristo”. Ed ha esortato ad annunciare il Vangelo con mitezza, senza imposizioni. Tanti i fedeli presenti, nonostante il freddo pungente. Il servizio di Alessandro Gisotti per Radio Vaticana

Aiutare chi rischia la vita a causa dell’ondata di gelo che ha colpito l’Italia e l’Europa in questi giorni. E’ l’appello che Francesco ha levato all’Angelus, parole che seguono l’impegno in prima persona del Papa per i senzatetto:
“In questi giorni di tanto freddo penso e vi invito a pensare a tutte le persone che vivono per la strada, colpite dal freddo e tante volte dall’indifferenza. Purtroppo, alcuni non ce l’hanno fatta. Preghiamo per loro e chiediamo al Signore di scaldarci il cuore per poterli aiutare”.


Prima delle parole sui senzatetto, Francesco si era soffermato sul Battesimo di Gesù al fiume Giordano, di cui narra il Vangelo domenicale. Un evento, ha affermato, in cui cogliamo la mitezza e l’umiltà di Gesù per essere solidale con “l’uomo fragile e peccatore”.

Annunciare il Vangelo con mitezza, missione non è proselitismo
Ha così sottolineato che la missione di Gesù è caratterizzata dallo stile del servo umile e mite, “munito solo della forza della verità, come aveva profetizzato Isaia”: “Ecco lo stile di Gesù e anche lo stile missionario dei discepoli di Cristo: annunciare il Vangelo con mitezza e fermezza, senza gridare, senza sgridare qualcuno, ma con mitezza e fermezza, senza arroganza o imposizione. La vera missione non è mai proselitismo ma attrazione a Cristo. Ma come? Come si fa, questa attrazione a Cristo? Con la propria nostra testimonianza, a partire dalla forte unione con Lui nella preghiera, nell’adorazione e nella carità concreta, che è servizio a Gesù presente nel più piccolo dei fratelli”.


Riscoprire il dono e la bellezza di essere un popolo di battezzati
“Ad imitazione di Gesù, pastore buono e misericordioso – ha soggiunto – e animati dalla sua grazia, siamo chiamati a fare della nostra vita una testimonianza gioiosa che illumina il cammino, che porta speranza e amore”:
“Questa festa ci fa riscoprire il dono e la bellezza di essere un popolo di battezzati, cioè di peccatori – tutti lo siamo – di peccatori salvati dalla grazia di Cristo, inseriti realmente, per opera dello Spirito Santo, nella relazione filiale di Gesù con il Padre, accolti nel seno della madre Chiesa, resi capaci di una fraternità che non conosce confini e barriere”.


Unirsi alla Rete mondiale di preghiera del Papa
Il Papa ha rammentato che, prima dell’Angelus, aveva battezzato un gruppo di neonati nella Cappella Sistina e il giorno prima un giovane catecumeno. Francesco ha esteso la sua “preghiera a tutti i genitori che in questo periodo si stanno preparando al Battesimo di un loro figlio, o lo hanno appena celebrato”: “Vorrei inoltre invitare ad unirsi alla Rete Mondiale di Preghiera del Papa, che diffonde, anche attraverso le reti sociali, le intenzioni di preghiera che propongo ogni mese a tutta la Chiesa. Così si porta avanti l’apostolato della preghiera e si fa crescere la comunione”.


Infine, un incoraggiamento ai giovani di Cagliari, presenti in Piazza San Pietro, affinché proseguano “il cammino iniziato con il Sacramento della Confermazione”. La Cresima, ha sottolineato il Papa, “non è solo un punto di arrivo”, o addirittura come dicono alcuni “il Sacramento dell’addio”, ma è “soprattutto un punto di partenza nella vita cristiana”.

© Avvenire, lunedì 9 gennaio 2017

 

Dal Papa. Sacchi a pelo, dormitori aperti 24 ore e auto per i clochard al gelo

Dormitori aperti 24 ore, sacchi a pelo speciali, e perfino le auto: sono le iniziative dell'Elemosineria apostolica per queste giornate di freddo

Dormitori aperti 24 ore, per poter stare al caldo anche di giorno, e, per i senza dimora che non vogliono muoversi da dove stazionano di solito, in dono sacchi a pelo speciali, resistenti fino a 20 gradi sotto zero. Sono le iniziative dell'Elemosineria apostolica per i clochard a Roma, per volontà di papa Francesco, in questi giorni e notti di grande freddo. "Abbiamo messo a disposizione anche le nostre auto dell'Elemosineria - spiega all'Ansa monsignor Konrad Krajewski - perché chi non vuole spostarsi possa dormirci dentro la notte".

"Abbiamo aperto i nostri dormitori per tutti lungo le 24 ore - riferisce l'elemosiniere del Papa, suo braccio caritativo per tutte le situazione di difficoltà nella Capitale e non solo - e anche se non ci sono più i posti-letto per dormire, chiunque bussa viene accolto e può restare al caldo, ricevendo tè, caffè e da mangiare". Questo avviene nel dormitorio in Via dei Penitenzieri, vicino al Vaticano, in quello delle suore di Madre Teresa e in quello di Via Rattazzi, tutti ora aperti 24 ore su 24.

"Purtroppo - spiega ancora monsignor Krajewski - ci sono anche persone che non si vogliono muovere da dove stazionano di
solito. A loro in questi giorni portiamo sacchi a pelo speciali, del tipo Alpino, resistenti a temperature di meno 20 gradi".
Sempre ai senzatetto che, per loro problemi psicologici, non si vogliono muovere dai loro posti e venire nei dormitori, "abbiamo
messa a disposizione le nostre auto dell'Elemosineria apostolica: le lasciamo lì la sera, in modo che possano passarci la notte dentro, e andiamo a riprenderle la mattina. La macchina naturalmente non si può lasciare accesa la notte, perché è pericoloso, ma come rifugio è già qualcosa".

Questo è accaduto, ad esempio a una senzatetto di 85 anni che staziona in Piazza della Città Leonina, a ridosso delle mura
vaticane, e che in queste notti ha dormito nella Fiat Qubo messa a disposizione dall'elemosiniere pontificio.

Collaborano con l'Elemosineria anche soldati dell'Esercito, mentre per tutto l'anno c'è anche una squadra di Guardie Svizzere che coadiuva mons. Krajewski nei suoi giri notturni per la città. "Questo avviene sempre - ribadisce l'arcivescovo polacco, per tutti padre Corrado -, ora abbiamo moltiplicato questi servizi. Ai senza dimora portiamo anche minestre calde, tramezzini e cioccolata calda, quanto mai necessaria per fornire calorie".

© Avvenire, sabato 7 gennaio 2017
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