Anno Santo della Misericordia 2015. Auguri dell'Arcivescovo Mons. Cacucci
E’, vero che nella storia dei giubilei – soprattutto nell’Antico Testamento – c’era sempre una sorta di remissione - la remissione delle colpe ma anche la remissione dei debiti - però abbiamo bisogno di recuperare il senso della misericordia come dono che viene da parte del Signore per poi consegnare la misericordia agli altri; non si può essere misericordiosi se non si fa l’esperienza di aver accolto la misericordia di Dio, perché misericordia viene dal latino miseri cordem dare, dare il cuore al misero; è quello che ha fatto Dio nell’Antico Testamento e ha fatto con Gesù: ha dato il proprio cuore, cioè il proprio amore a noi che avevamo bisogno non solo del perdono ma anche della tenerezza di Dio.
La porta ha sempre un significato, evoca l’esperienza di qualcosa che va oltre. Quando noi entriamo attraverso la porta della chiesa – soprattutto delle Cattedrali, sono delle porte bellissime che raccontano la storia sacra – noi entriamo nella casa di Dio, entriamo in ciò che appartiene a Dio. Ma anche la porta evoca un altro significato: è Dio che viene incontro a noi. Nel tempo dell’Avvento questo lo sperimentiamo attraverso queste due espressioni: Vieni Signore Gesù e poi Gesù che dice Venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi. Quindi la porta evoca questo significato duplice: andare nella casa di Dio ed essere accolti dal Signore; perciò Gesù ha detto nel Vangelo Io sono la porta delle pecore: è la definizione che Lui ha dato di sé, quindi quando noi apriamo la porta apriamo il cuore di Gesù.
Oltre che nella Cattedrale noi vivremo questa esperienza giubilare nelle altre basiliche della nostra diocesi: la Concattedrale di Bitonto, la Basilica di San Nicola, la Basilica di Santa Fara, la Basilica dei Santi Medici di Bitonto e la Basilica [della Madonna del Pozzo] di Capurso. Domattina io celebrerò questa apertura della Porta Santa nella Basilica di San Nicola perché per Bari, per la nostra Diocesi, per la Provincia, per la Regione, e – perché no – per tutta la cristianità San Nicola è il Santo dell’unione tra Oriente e Occidente; ma noi attraverso il simbolo della porta abbiamo bisogno di aprire il nostro cuore, anche il nostro cuore deve essere una porta aperta.
Io augurerei anzitutto a me e poi a tutti i fratelli della comunità diocesana di vivere questo Natale della Misericordia alla luce del Sacramento della Riconciliazione. Quando il 6 dicembre nella festa di San Nicola i nostri baresi alla quattro di mattina sono andati in Basilica, non solo hanno partecipato alla messa, ma si sono confessati. A me piacerebbe considerare questo tempo di Avvento, di attesa del Natale come legato ad una sorta di precetto natalizio. Se noi riuscissimo a confessarci, a ricevere la misericordia, il perdono di Dio nel Sacramento della Riconciliazione vivremmo un Natale diverso.
Auguri a tutti e Buon Natale.
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Francesco Cacucci
Arcivescovo di Bari-Bitonto
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