
«Pace a voi»
Signore Gesù, Risorto dalla notte del mondo, tu che non temi le nostre paure, vieni, fermati in mezzo a noi e ripeti alla nostra vita inquieta: «Pace a voi».
Non una pace fragile, Signore, non una tregua che copre le ferite, ma la tua pace: quella che nasce dalle piaghe attraversate e dall’amore che non si ritrae.
Noi lo sappiamo: viviamo un tempo ferito, un tempo che sanguina.
Le guerre devastano la terra, il delirio di onnipotenza manipola le coscienze, generando violenza, disprezzo della vita, indifferenza.
Dentro questo mondo inquieto, la fiducia educativa si incrina, gli adulti faticano a indicare strade, i giovani restano soli, e cercano con fatica, con rabbia, senza più saper distinguere, senza più orientarsi.
E noi, Signore, non siamo fuori da questo smarrimento. Abbiamo bisogno di Te, abbiamo bisogno di pace.
Vieni a stanarci, Signore. Scuotici dalle nostre comodità. Strappaci dalla rassegnazione sottile che ci fa convivere con il male senza più reagire.
Rompi le nostre false sicurezze, inquieta i nostri equilibri, spezza le logiche che difendono noi stessi più della vita che ci hai affidato.
Troppo spesso ci siamo lasciati intristire il cuore dal peccato. Non permettere che ci abituiamo a una vita che non genera.
Liberaci dall’illusione di bastare a noi stessi e ricordaci — con la forza della tua Pasqua — che nessuno cresce da solo, che nessuno si salva da solo.
Donaci il coraggio della fraternità, quella vera, che si china, che si espone, che si lascia ferire e non si tira indietro.
E quando la fatica ci piega, quando il dubbio ci attraversa, quando la speranza sembra spegnersi, fa’ che ascoltiamo ancora la tua voce che sussurra al cuore: «Pace a voi».
Tu sei vivo, Signore, e la tua pace attraversa le nostre ferite senza negarle, ma trasformandole.
Per questo ti chiediamo: donaci l’audacia di credere davvero, di scegliere il bene senza calcoli, di amare senza misura, di osare la vita fino in fondo.
Non lasciarci spettatori della Pasqua, ma rendici uomini e donne che la vivono, che la incarnano, che la rischiano ogni giorno.
Perché la vita che tu hai salvato non resti sepolta nei nostri compromessi, ma esploda come primavera, e diventi scelta concreta, quotidiana,
inebriando del tuo profumo il mondo.
È Pasqua, il cuore si dilata e ritrova coraggio.
Resta con noi Signore, anche per noi è tempo di rinascita: Alleluja!
✠ Giuseppe Satriano
Arcivescovo
