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Annozero in Parlamento? Siamo seri

Una trasmissione definita "micidiale" perché avrebbe fatto perdere le elezioni al centrodestra. Che invece le ha perse per una serie di errori anche del Premier, tra cui il bunga bunga.

Vediamo se è possibile ragionare con calma su “Annozero” e su quelle altre rubriche Rai che, secondo Berlusconi, hanno fatto perdere al centro-destra le ultime elezioni. Per questo cominciamo dall’assunto, ossia che un voto nazionale o locale possa essere condizionato, o addirittura capovolto, da trasmissioni vistosamente di parte o particolarmente aggressive. Perciò, dice il premier, “micidiali”.

Notiamo anzitutto che non sembra in discussione un prodotto come il “Report” di Milena Gabanelli, sebbene le sue inchieste fossero spesso devastanti. Difficile, ma non troppo, capirne il motivo. Forse è perché le denunce si riferivano più a episodi singoli che alla politica nazionale, e in specie a chi la dirige. Materia cioè che non riguarda tanto il governo quanto i poteri periferici e, più ancora, una magistratura che per decidere e condannare impiega decenni. Se non è dunque “micidiale” la Gabanelli, pare che lo sia Michele Santoro.

Ora, su “Annozero”, si possono dire alcune cose. 1) Siamo lontani da quell’equilibrio di contenuti, tono e linguaggio, che dovrebbe guidare le scelte dell’ente pubblico. 2) Il medesimo e speculare squilibrio si nota però nell’informazione di Mediaset, dipendente dal premier, ed anche in quei Tg della Rai che dovrebbero essere indipendenti ma di fatto piegano la testa. 3) “Annozero” convince chi è già convinto ma, assai più che convertire i dissenzienti, maggiormente li irrita. 4) Resta comunque il fatto che Santoro, reinsediato dal giudice spossessando la dirigenza Rai, è in una posizione di ferro.

Berlusconi si propone di far intervenire il Parlamento. A quale scopo: un altro conflitto fra poteri dello Stato, Camere e magistratura? E tutto questo per una rubrica tv? Ma siamo seri. La realtà è che il risultato delle elezioni non è dipeso da una tv “micidiale”, bilanciata d’altronde da Mediaset e stampa amica, bensì da quella serie di errori messa in luce da tutti gli analisti politici. In tempi pregressi, la stasi ministeriale accompagnata dall’ossessione giudiziaria e dal bunga bunga. Ruby al posto delle riforme. Più di recente, la campagna per il voto impostata (e perduta) come un referendum su Berlusconi, le inadempienze locali, le candidature deboli o sbagliate, la sottovalutazione di quel disagio popolare che inevitabilmente preludeva a un voto di protesta.

Altro che “Annozero”. Anche se Mauro Masi, a suo tempo, fosse riuscito ad espellere Santoro, non sarebbe cambiato nulla. Per chi governa, meglio prenderne atto e governare.

Giorgio Vecchiato
© Famiglia Cristiana, 3 giugno 2011
 
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