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Assumere un cuore oratoriano

L’oratorio permette alla parrocchia di superare il cosiddetto “nodo del dopo cresima” in quanto spinge l’azione pastorale dell’intera comunità sul versante educativo non solo per “la preparazione al sacramento”, ma ancor più all’impegno di sostenere il cammino di crescita umano e cristiano.

L’oratorio è uno dei temi ricorrenti della visita pastorale alle parrocchie dell’Arcidiocesi di Bari-Bitonto. In pratica esso rappresenta una delle traduzioni operative della scelta mistagogica portata avanti dal sinodo diocesano. L’oratorio dunque come uno stile di una comunità che non abdica al suo compito educativo, ovvero come una scelta di maternità responsabile che non si limita solo a generare attraverso i sacramenti quei figli che hanno Dio come Padre, ma che li accompagna anche nella loro crescita. In concreto l’oratorio permette alla parrocchia di superare il cosiddetto “nodo del dopo cresima” in quanto spinge l’azione pastorale dell’intera comunità sul versante educativo non solo per “la preparazione al sacramento”, ma ancor più all’impegno di sostenere il cammino di crescita umano e cristiano. Punto focale per questa comprensione dell’oratorio è “la comunità corresponsabile” che mette in sinergia il ministero ordinato con quello dei coniugi. In tal modo il sacerdote, assieme ai genitori, è chiamato a vivere la sua paternità spirituale assumendo un cuore oratoriano.
Proprio per approfondire tale compito, in quest’anno sacerdotale, il tema dell’oratorio è stato inserito nella programmazione della formazione permanente del clero. La proposta, rivolta particolarmente ai più giovani nel ministero ed estesa comunque a tutti i sacerdoti, è articolata in forma laboratoriale così da permettere particolarmente il confronto e lo scambio delle diverse esperienze. Il primo incontro si è svolto dal 12 al 14 novembre. Dopo un confronto, con il vice direttore diocesano del servizio di pastorale giovanile, sulla realtà giovanile nell’attuale contesto culturale si è discusso sui possibili percorsi praticabili nelle nostre comunità parrocchiali, per cogliere infine nella tradizione degli oratori alcune costanti e snodi irrinunciabili. Aiutati da don Massimiliano Sabbadini presidente del FOI (Forum Oratori Italiani) è stato possibile individuare le molteplici sfaccettature di una esperienza che lungo i secoli e nelle diverse regioni continua ancora oggi ad essere una risposta concreta alle domande del mondo giovanile. Questo momento è stato propedeutico per il successivo che si svolgerà dal 28 al 30 gennaio prossimo per un’analisi delle motivazioni che rendono importante puntare sull’oratorio come strumento pastorale per una realtà parrocchiale e per lo stesso ministero sacerdotale interpretato appunto con un cuore oratoriano. Infine gli ultimi due appuntamenti, a febbraio e a marzo, aiuteranno a fornire alcuni elementi utili per una realtà di oratorio quali il territorio e le sue istituzioni, il lavoro in rete, l’organizzazione e la regolamentazione, la ricerca delle risorse umane, la formazione, la verifica e la riprogettazione.
 

sac. Vito Campanelli

Direttore dell'Ufficio per la Pastorale del Tempo libero, del Turismo e dello Sport

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