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Bagnasco: «una Chiesa esperta in umanità»

Si è chiuso domenica il Congresso eucaristico di Genova. Il cardinale nella sua omelia paragona la Chiesa "ad una vela al largo, sostenuta dal vento dello Spirito". Oltre 15 mila le persone presenti, raccolta di fondi per le popolazioni terremotate

“Come una vela al largo, sostenuta dal vento dello Spirito”. Passano davanti al braccio di mare davanti a piazzale Kennedy le barche a vela dei diportisti della domenica. Passano navi container e molte altre imbarcazioni. Ed è forse proprio questo scenario che ispira al cardinale Angelo Bagnasco le parole con cui conclude la sua omelia e di fatto il XXVI Congresso eucaristico nazionale. Il mare è li, di fianco al palco della Messa finale, alla quale sono accorsi in 15mila nonostante la minaccia della pioggia, che fortunatamente non si concretizza, anzi lascia spazio al sole.

Anche le espressioni dell'arcivescovo vanno oltre le nubi delle preoccupazioni del presente. E da Genova si dirigono “al nostro amato Paese - dice -, a quanti guardano a questo grande cenacolo con l’attesa di una parola particolare. Vorremmo dirvi - afferma Bagnasco - che vi siamo sinceramente vicini, che ci state a cuore, che ci anima una piena disponibilità a incontrarvi; insieme con voi ci sentiamo pellegrini verso casa. Siamo Pastori di una Chiesa esperta in umanità: la nostra voce è discreta, ma ora – come una vela al largo, sostenuta dal vento dello Spirito – prende vigore e proclama: O uomini che ci ascoltate: la nostra gioia è grande e si chiama Gesù!”. In effetti Gesù ha camminato per le vie di Genova per tutti e quattro i giorni del Congresso. Processioni e Messe. Adorazioni come quella di sabato al porto antico.

E nella mattinata di domenica la suggestiva processione dei "Cristi", gli artistici bellissimi crocifissi delle confraternite genovesi, il più pesante dei quali arriva a 176 chilogrammi. Uno dei più pregevoli campeggia sul fondale del palco e attira tutti gli sguardi, mentre la celebrazione si dipana tra canti e letture, preghiere del presidente dell'Assemblea e risposte dei fedeli. Nell'omelia il cardinale traccia una sorta di primo bilancio del Congresso. Soprattutto quel suo annunciare il Vangelo di salvezza che ne costituisce il principale messaggio alla Chiesa e al Paese. Bagnasco ricorda che è lo stesso messaggio del Papa, che pur non essendo fisicamente presente, è in profonda comunione con i congressisti, tanto che all'Angelus, trasmesso in diretta sui maxischermi del piazzale alla fine della Messa, Francesco non manca di mandare un messaggio ai fedeli riuniti a Genova.

Ma poi il presidente della Cei vi aggiunge un messaggio specifico per ognuna delle categorie che hanno preso parte all'evento. “In particolare sottolinea - a voi giovani noi Pastori ripetiamo: non scoraggiatevi mai, l’umanità ha bisogno di voi, di "giovani svegli, desiderosi di rispondere al sogno di Dio e a tutte le aspirazioni del cuore". A voi famiglie, che siete Chiesa domestica e scuola accogliente di vita in tutte le sue fasi, giunga la nostra voce di ammirata riconoscenza. Una famiglia che prega non potrà mai essere semplicemente disperata né cadere totalmente in preda alla discordia. A voi diseredati della vita, da qualunque parte veniate, rinnoviamo la nostra prossimità: il Dio dell’amore ci spinga a camminare insieme, nella promozione della stessa dignità e nella responsabilità di un comune destino.

A voi, persone consacrate, giunga la nostra gratitudine: abbiamo bisogno dei vostri voti, che ci dicono che Dio basta a riempire il cuore. E a voi claustrali, che avete scelto come mondo il perimetro dei vostri monasteri, chiediamo di esserci sentinelle vigilanti nel crepuscolo, anticipatrici dell’aurora”. Infine Bagnasco si rivolge ai sacerdoti e diaconi: “Vi confermiamo la nostra stima e amicizia: vi chiediamo umilmente di non farci mai mancare il vostro affetto. La nostra unità è il primo annuncio del Vangelo”. Anche nell'ultima celebrazione, dunque, il Congresso mostra tutto il suo potenziale missionario. All'offertorio vengono raccolte offerte per i terremotati del Centro Italia, così in tutte le altre chiese della Penisola. “La carità rivela che nell’Eucaristia abbiamo incontrato il Signore e non noi stessi - sottolinea Bagnasco -; che abbiamo adorato Dio e non il nostro io. Le opere di misericordia, tanto raccomandate dal Papa in quest’Anno santo, sono infatti opere eucaristiche: scandiscono la lunga tradizione della Chiesa, ne rendono attuale la storia e interpellano tutta la nostra esistenza”.

Aggiungerà il porporato intervenendo in diretta alla trasmissione di Raiuno "A sua immagine" al termine della Messa, che “più ci accostiamo all'Eucaristia, più impariamo ad essere vicini ai bisognosi”. Questo Congresso, dirà inoltre, “è un grande incoraggiamento per tornare a casa più infuocati dell'amore di Cristo e poterlo così irradiare maggiormente”. Quanto all'Italia, “c'è bisogno di stare più insieme, di camminare insieme e di uscire dai nostri perimetri troppo individualisti, così da tessere quel tessuto sociale che non deve assolutamente sfaldarsi”. C'è anche una domanda sulla corruzione. Bagnasco guarda nuovamente il mare e ne prende ancora ispirazione. “All'onda della corruzione dobbiamo rispondere con un mare di onestà e noi dobbiamo far parte di questo mare”. Sì, decisamente il Congresso ha preso il largo. Come una vela sostenuta dal vento dello Spirito.

Mimmo Muolo

© Avvenire, 19 settembre 2016

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