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Chiesa. Domenica in tutte le parrocchie del mondo la Giornata Missionaria

Il video di Fides. Il prefetto della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli: tutti coinvolti, anche i laici, non solo i preti

La missione non è una «cosa per preti» ma deve coinvolgere tutti i fedeli battezzati. Ricordando sempre che il «primo evangelizzatore è Cristo stesso», perché Gesù «non abbandona la missionarietà della Chiesa», ma «rimane presente» nell’opera apostolica compiuta dai suoi discepoli. Lo ha rimarcato forte e chiaro il cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, intervenendo ieri alla conferenza di presentazione della Giornata missionaria mondiale che si celebrerà domani in tutte le parrocchie del mondo.

Il porporato ha insistito in modo particolare sul ruolo dei laici nell’opera missionaria. Lo ha fatto auspicando che Pauline Marie Jaricot, iniziatrice in Francia dell’Opera di Propagazione della Fede, per la quale è in corso il processo di beatificazione, possa in un futuro non lontano diventare la terza patrona delle missioni insieme e al sacerdote san Francesco Saverio e alla religiosa santa Teresa di Lisieux.

E lo ha fatto ricordando il ruolo avuto dai laici nell’evangelizzazione del Giappone con Takayama Ucon («il samurai di Dio» proclamato beato a febbraio), della Corea con i cinque saggi che chiesero di conoscere meglio il Vangelo e della Cina con Xu Guangqi («il mandarino di Dio», il migliore amico cinese di Matteo Ricci di cui è in corso il processo di beatificazione).

La Conferenza Stampa, moderata da Greg Burke, è iniziata con la proiezione del video «Clausura è Missione», prodotto da Fides, l’agenzia stampa di Propaganda Fide, e diffuso, in occasione della Giornata mondiale, per ricordare il 90° anniversario della proclamazione di Teresa di Lisieux patrona delle missioni.

Quindi il cardinale Filoni ha riletto in forma sintetica il messaggio di papa Francesco per la Giornata missionaria mondiale 2017, reso noto lo scorso 4 giugno, solennità della Pentecoste, e dedicato al tema «La missione al cuore della fede cristiana». Approfondendo il testo del Pontefice, il porporato ne ha sottolineato i tre quesiti fondamentali.

Quale è il fondamento della missione? Gesù che è via, verità e vita.

Quale il cuore della missione? L’incontro di Cristo che ogni uomo ha il diritto di avere.

Quale è l’atteggiamento vitale della missione? Vivere una spiritualità di continuo esodo.

Filoni ha poi spiegato che se non fosse accompagnata da una dimensione spirituale, qualsiasi opera rischierebbe di trasformarsi in semplice impegno sociale. Mentre «l’attività missionaria ha un’anima, e quest’anima si nutre di preghiera». Sono intervenuti poi l’arcivescovo Protase Rugambwa, segretario aggiunto di Propaganda Fide e presidente delle Pontificie Opere Missionarie, e padre Tadeusz “Ted” Nowak, l’oblato segretario generale “pro tempore” della Pontificia Opera Missionaria della Propagazione della Fede. Il religioso polacco-canadese ha evidenziato l’importanza di essere, «con le preghiere e con le opere», veri e propri strumenti attraverso i quali il Papa «può esprimere la sua solidarietà».

L’arcivescovo tanzaniano ha da parte sua descritto lo stretto legame di collaborazione tra le Pontificie Opere Missionarie e la Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, con il comune intento di far sì che «tutto il popolo sia chiamato a cooperare» nell’avere cura di tutte le Chiese, «soprattutto quelle che soffrono». Rispondendo alle domande dei cronisti Rugambwa e poi anche il cardinale Filoni hanno avuto modo di descrivere la Pontificia Opera della Santa Infanzia come strumento efficace per educare le giovani generazioni alla gratuità e alla sensibilità nei confronti di chi ha bisogno.

Gianni Cardinale

© Avvenire, sabato 21 ottobre 2017

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