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Coronavirus. "Il picco? Non sappiamo quando". Le cifre del contagio

Sono 622 i guariti, salgono a 366 i decessi. Oltre 6mila i casi attualmente positivi

La domanda alla quale non c'è risposta è quella che assilla tutti, dal personale sanitario ai mercati finanziari: quando ci sarà il picco dei contagi di Covid-19? Che non ci sia risposta l'ha detto chiaramente il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, ieri in conferenza stampa con il commissario all'emergenza Angelo Borrelli, capo della Protezione civile, nel quotidiano bilancio delle 18 che tutta l'Italia aspetta con il fiato sospeso. I numeri parlano chiaro, i grafici lo mostrano: l'impennata è costante, il picco arriverà, e poi ci sarà l'agognata discesa. Ma non sappiamo quando.

Cresce il numero dei guariti: 622. Ma aumentano anche i decessi: 366, in gran parte ultrasettantenni, molti over 80, e con patologie pregresse. Soprattutto si assiste a un aumento esponenziale dei casi e dei ricoveri: ieri c'è stato un aumento record di 1.492 casi positivi in un giorno. Considerato che non si fanno tamponi (e dunque non si computano come contagi) a chi presenta sintomi para influenzali gestibili in casa, il segnale è che il virus circola in maniera massiccia. Il rischio è l'intasamento degli ospedali, in particolare delle Terapie intensive della Lombardia, che già lavorano in condizioni estreme.

Nella regione più colpita la "zona rossa" non esiste più: con l'entrata in vigore ieri del Decreto della presidenza del Consiglio (valido fino al 3 aprile) valgono le stesse restrizioni per l'intera Lombardia (così come per le altre 14 province interessate, norme meno stringenti per il resto d'Italia). Perché il contagio non è circoscritto. L'impennata si registra in particolare nella Bergamasca, ma non c'è area della regione che sia immune.

 

Le cifre del contagio in Italia

Sono 7.375 i casi di Covid-19 accertati finora in Italia. Attualmente i positivi al virus SARS-CoV-2 sono 6.387, 622 i guariti e 366 i morti. Il 73% dei decessi si è avuto finora in Lombardia, 113 nella sola giornata di ieri.

 

Gli oncologi: valutare il rinvio delle chemio

Per i pazienti oncologici, tranne in casi urgenti, è "meglio rinviare i trattamenti di chemioterapia in ospedale e le visite programmate di controllo". Lo afferma l'Associazione Italiana di Oncologia Medica, che sottolinea la necessità, di fronte all'emergenza coronavirus, di posticipare in alcuni casi le cure anticancro programmate. Rinvio, dunque, delle visite e attivazione di follow-up via mail o telefonica. È inoltre "opportuno valutare caso per caso l'eventuale rinvio della terapia, in base al rapporto tra i rischi dell'accesso in ospedale e i benefici attesi".

 

Crollano le Borse

Mercati finanziari in tilt, con la notizie che arrivano dal fronte dell'emergenza coronavirus. Seul ha chiuso stamani con il calo di oltre 4 punti. Piazza Affari ha aperto con ritardo, non riusciva a far prezzo. Alle 11 la Borsa di Milano crolla di circa 9 punti.

Vaticano, l'unico contagiato non è residente né dipendente

Non ci sono altri casi di contagio in Vaticano, oltre quello accertato venerdì scorso. L'ha confermato a Vatican News Andrea Arcangeli, vice direttore della Direzione di Sanità e Igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano."Fino ad ora si è verificato solo un caso che però è bene chiarire - ha aggiunto - non era un residente dello Stato della Città del Vaticano né un suo dipendente ma una persona che era transitata nella nostra direzione di sanità ed igiene per essere sottoposta ad esami medici in vista di una assunzione".

La situazione in Europa e nel mondo

In Germani sono ormai oltre mille i casi accertati di contagio. Nelle ultime 24 ore in Iran si sono registrati 43 nuovi decessi; il bilancio delle vittime è salito a 237.

 

In Cina prosegue il calo dei nuovi contagi

La Cina ha segnalato un altro leggero calo del numero di nuovi contagi. Nel suo aggiornamento del lunedì mattina, Pechino ha dichiarato che 40 casi sono stati confermati nelle ultime 24 ore, rispetto a 44 nuovi casi del giorno precedente. Sono stati segnalati altri 22 decessi, tutti tranne uno nella provincia più colpita di Hubei che è stata l'epicentro dell'epidemia globale.

"Dobbiamo rimanere cauti, non essere ciecamente ottimisti e non dobbiamo accusare affaticamento", ha dichiarato Chen Yixin, segretario generale della Commissione per gli Affari Politici e Legali del Partito Comunista Cinese e alleato del presidente cinese, Xi Jinping, citato oggi dai media cinesi. "Non dobbiamo ridurre la vigilanza contro l'epidemia e i prerequisiti di prevenzione e controllo".

La Cina finora ha registrato 80.735 casi totali, di cui 19.016 rimangono in trattamento e 58.600 sono stati rilasciati.