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Francesco ai giovani di Taizé: non seminate diffidenza, siate abitati dalla speranza

Messaggio del Papa ai ragazzi della Comunità francese che dal 27 dicembre si riuniranno virtualmente per il loro 43mo Incontro europeo di fine anno

E’ forte e importante la richiesta che Francesco rivolge ai giovani di Taizé: “Non siate tra coloro che seminano disperazione, suscitando una costante diffidenza, il che neutralizzerebbe la forza della speranza che a noi viene offerta dallo spirito di Cristo risorto”. Il Papa li invita a lasciarsi “abitare da questa speranza” che darà loro “il coraggio di seguire Cristo, di lavorare insieme per e con i più svantaggiati, in particolare coloro che lottano per affrontare le difficoltà del tempo presente”.

La vicinanza del Papa a ragazzi creativi e con immaginazione

Ai ragazzi della Comunità ecumenica di Taizé, che da domani al 1° gennaio saranno riuniti on line per il loro 43° Incontro europeo di fine anno, Francesco invia il suo messaggio a firma del cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. “Il Papa – si legge nel testo – è felice, anche quest’anno, di unirsi a voi nel pensiero e nella preghiera”. Nel riscontrare una situazione sanitaria che non consente di incontrarsi fisicamente, ai giovani viene dato atto di “una prova di creatività e immaginazione” poiché, sebbene lontani, si sono connessi “in un modo inedito grazie ai nuovi mezzi di comunicazione”.

Sperate nel tempo favorevole e sfavorevole

L’augurio è che “questi giorni in cui pregate insieme e vi sostenete a vicenda nella fede e della fiducia, vi aiutino a ‘sperare nel tempo favorevole e sfavorevole’”, così come sottolineato nel messaggio di frère Alois, priore della Comunità che accompagnerà i giovani per tutto il 2021.

Si prosegua il cammino nella speranza

Il fatto stesso, continua il messaggio, che i giovani si incontrino “seppur eccezionalmente in modo virtuale,  vi pone già sul cammino della speranza”.  Il riferimento è al quanto indicato dal Papa nell’enciclica Fratelli tutti: “Nessuno può affrontare la vita in modo isolato . C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti”.  Da qui l’invito ai partecipanti a lasciarsi pervadere dalla speranza che “è audace, sa guardare oltre la comodità personale, le piccole sicurezze e compensazioni che restringono l’orizzonte, per aprirsi a grandi ideali che rendono la vita più bella e dignitosa. Camminiamo nella speranza!”. “Possiate nel corso di quest’anno - è l’augurio conclusivo del Papa -continuare a sviluppare una cultura dell’incontro e della fraternità e camminare insieme verso questo orizzonte di speranza svelato dalla risurrezione di Cristo”.

Francesca Sabatinelli - Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, sabato 26 dicembre 2020