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Il cardinale Bagnasco al Tg5. Eutanasia, la legge non dimentichi la dignità dell'uomo

Il presidente della Cei sul suicidio assistito in Svizzera di dj Fabo: una sconfitta grave e dolorosa per tutta la società, per tutti noi

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, è stato intervistato dal Tg5 sul caso del suicidio assistito, in una clinica svizzera, di dj Fabo.

"È una sconfitta grave e dolorosa per tutta la società, per tutti noi - ha detto Bagnasco -, perché la vita umana trae spunto, forza e valore anche dal fatto di vivere dentro delle relazioni di amore, di affetto, dove ognuno può ricevere e può donare amore. Fuori da questo è difficile per chiunque vivere, la solitudine uccide più di tutto il resto".


Da sacerdote, come si può accompagnare un disabile grave che chiede di morire?

"Solamente Dio può raggiungere il cuore di ciascuno di noi, nessun'altro così in profondità. E allora la prima forma di vicinanza è proprio quella della mia e della nostra preghiera. ma anche quella della parola, del sostegno, del contatto fisico di cui tutti abbiamo tanto bisogno."

In casi particolarmente drammatici si può parlare di diritto all'eutanasia?

"Ognuno di noi riceve la vita, non se la dà e questo è evidente e pertanto ne siamo dei servitori, dei ministri. responsabili, intelligenti, ma senza potere mai dominare la vita nostra e tanto più degli altri. Per qualunque normativa l'importante è partire dai principi giusti, soprattutto in concreto dalla visione giusta di chi è l'uomo nella sua grandissima dignità, responsabilità, ma soprattutto nel vivere la vita in completa relazione con gli altri."

Giacomo Gambassi

© Avvenire, lunedì 27 febbraio 2017

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