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Il Papa a Ginevra come “pellegrinaggio ecumenico”

La visita di Papa Francesco a Ginevra il 21 giugno prossimo sarà la quarta volta di un Papa nella città svizzera. E’ anche la terza volta che Ginevra diventa meta di un viaggio papale che acquista un significato importante non solo per questa città e per la Svizzera ma anche a livello mondiale

Ginevra è stata la meta di Paolo VI, il 10 giugno del 1969, nel suo 5° viaggio all’estero di un Papa nella storia contemporanea. L’occasione: il 50° dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) ma non mancò di visitare anche il Centro del Consiglio Ecumenico delle Chiese.

Le visite di Giovanni Paolo II

Giovanni Paolo II aveva fissato il suo viaggio a Ginevra nel 1981 su invito dell’Oil ma l’attentato del 13 maggio in piazza san Pietro lo costrinse e posticipare il viaggio il 15 giugno del 1982, quando visitò solo il Comitato della Croce Rossa, il Cern ed i rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali Cattoliche e dedicando la visita al Centro del Consiglio Ecumenico delle Chiese ed all’Istituto ecumenico di Bossey due anni dopo, il 12 giugno del 1984.

Papa Francesco pellegrino ecumenico

Ora è la volta di Papa Francesco che si reca a Ginevra per i 70 anni del Consiglio Ecumenico delle Chiese, un evento che considera di grandissima importanza ecumenica visti i buoni rapporti tra il Consiglio Ecumenico e la Chiesa Cattolica tramite il Pontificio Consiglio per l’Unità dei cristiani. Un “Pellegrinaggio ecumenico” sulla scia del viaggio a Lund, in Svezia nel 2016, per la commemorazione del 500° anniversario della Riforma luterana, senza dimenticare i fraterni rapporti con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, o lo storico incontro a Cuba con il Patriarca di Mosca Kirill.

L’incontro con una delegazione di cristiani della Nord Corea

A Ginevra nel corso della visita al Consiglio Ecumenico delle Chiesa, Francesco incontrerà anche una delegazione della Corea del Nord che insieme ai cristiani del Sud, partecipa alla grande Assemblea ecumenica che inizia domani. Centrale della visita a Ginevra anche il tema della pace ed il supporto delle Chiese per i rifugiati. Tra le quasi 350 Chiese del Consiglio Ecumenico, la maggior parte rappresenta realtà africane o asiatiche, da dove provengono molti rifugiati che fuggono verso l’Europa, culla delle tre confessioni cristiane come il cattolicesimo, le chiese ortodosse e quelle protestanti.

La Messa al Palaexpo con i cattolici svizzeri

Come Pastore della Chiesa universale della Chiesa Cattolica, ogni viaggio papale comprende sempre l’incontro con la comunità cattolica. Così a Ginevra – come Paolo VI nel Parco de la Grange che Giovanni Paolo II nel Palazzo delle Esposizioni - Papa Francesco celebrerà la Messa sempre nel Palaexpo non solo con i cattolici della diocesi di Losanna, Ginevra e Friburgo, ma di tutta la Svizzera. Per il vescovo di Ginevra, mons. Charles Morerod in un’intervista all’Agenzia Sir, il Papa arriva in “una terra ricca di culture diverse che sanno convivere bene insieme ma anche un Paese dove il tasso di suicidi è tra i più alti di Europa e dove, nonostante il benessere economico, si può morire per noia. Eppure in questa terra nel cuore dell’Europa, sono andati esauriti nel giro di una sola giornata i biglietti messi gratuitamente online per partecipare giovedì prossimo alla Messa del Papa. Che cosa si aspetta la Svizzera dal Santo Padre? Il vescovo di Ginevra non ha dubbi: “Un messaggio di speranza e di gioia”.

Roberto Piermarini - Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, giovedì 14 giugno 2018

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