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Il Papa al Forum di Davos: la persona umana al centro di ogni politica pubblica

Messaggio di Francesco per la 50 esima edizione del World Economic Forum in Svizzera: bisogna superare l’individualismo e avere l’obbligo morale di prendersi cura l’uno dell’altro

“Siamo tutti membri dell’unica famiglia umana” e da questo deriva tanto “il dovere morale di prendersi cura gli uni degli altri” quanto il principio di mettere la persona umana al centro delle politiche pubbliche, e non “la mera ricerca del potere o del profitto”. Lo ribadisce Papa Francesco in un messaggio rivolto al professor Klaus Schwab, direttore esecutivo del World Economic Forum di Davos, che si svolgerà in Svizzera da domani al 24 gennaio.

La dimensione etica delle soluzioni

Nel testo, consegnato dal cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello Sviluppo umano integrale e rappresentante della Santa Sede al Forum, il Papa ha ricordato come sia necessario “andare oltre gli approcci tecnologici o economici a breve termine e tenere pienamente conto della dimensione etica nel cercare soluzioni ai problemi attuali o proporre iniziative per il futuro”.

Oltre l’individualismo e l’isolazionismo

Ricorda Francesco che il Forum di Davos, giunto quest’anno alla sua cinquantesima edizione e che vedrà personaggi di rilievo del mondo dell’economia e della politica dibattere sulle soluzioni per un mondo coeso e sostenibile, ha offerto negli anni l’opportunità per le parti coinvolte “di esplorare modi innovativi ed efficaci di costruire un mondo migliore”. Un’arena in cui volontà politica e cooperazione reciproca possono essere guidate e rafforzate per superare isolazionismo, individualismo, e la colonizzazione ideologica, “che purtroppo caratterizza troppo il dibattito contemporaneo”.

Uno sviluppo umano integrale per il bene comune

Negli ultimi cinquant’anni, infatti, ci sono stati molte trasformazioni geopolitiche e significativi cambiamenti nell’economia, nel mercato del lavoro, nella tecnologia digitale e nell’ambiente. “Molti di questi sviluppi hanno recato beneficio all’umanità, mentre altri hanno avuto effetti negativi”, ha scritto il Papa. Visioni spesso utilitaristiche, a volte nascoste e a volte celebrate, che “vedono gli altri come il mezzo per raggiungere un fine” e che comportano “una mancanza di solidarietà e di carità” e portano alla “vera ingiustizia”. Uno sviluppo umano veramente integrale, invece, “può prosperare solo quando tutti i membri della famiglia umana sono inclusi nella ricerca del bene comune e vi possono contribuire”.

Pensare alle generazioni future

Come ricordato nell’enciclica Laudato Si’ l’obiettivo è quello di raggiungere un’ecologia integrale, che tenga pienamente conto "della complessità e dell’interconnessione della nostra casa comune”. L’augurio del Papa è quindi che i partecipanti al Forum “tengano presente l’alta responsabilità morale che ciascuno di noi ha di cercare lo sviluppo integrale di tutti i nostri fratelli e sorelle, compresi quelli delle generazioni future” e che le loro decisioni possano portare a una "crescita ins solidarietà, specialmente con i più bisognosi, che sperimentano ingiustizia sociale ed economica e la cui stessa esistenza è addirittura minacciata”. 

Michele Raviart – Città del Vaticano

© www.vaticannews.va, martedì 21 gennaio 2020

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