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Il Papa dialoga con i telespettatori

Appuntamento il prossimo 22 aprile, alle 14.15 su Raiuno. Di quelli da non perdere, a dispetto dell’orario non proprio felice. Quel giorno infatti, Venerdì Santo, a rispondere alle Domande su Gesù – storico format delle rubriche religiose nella Settimana santa – poste dagli spettatori sarà Benedetto XVI in persona. Una novità assoluta, anche rispetto alla partecipazione dello stesso papa Ratzinger alla lettura in diretta della Bibbia promossa due anni e mezzo fa da Rai Vaticano.

«Qualcuno – confida Rosario Carello, conduttore della rubrica A Sua immagine, della quale Domande su Gesù andrà in onda come speciale – mi ha chiesto se la "trattativa" col Vaticano sia stata lunga. In realtà non c’è stata nessuna trattativa, abbiamo fatto una domanda come dei figli possono chiedere qualcosa al loro padre, e la risposta è arrivata praticamente subito». Una richiesta posta anche con la consapevolezza «di incontrare anche un desiderio» del Pontefice, che in diverse occasioni - nei suoi incontri con i sacerdoti, o con i bambini - ha mostrato di amare questo dialogo diretto.

Benedetto XVI, registrato dalle telecamere del Centro Televisivo vaticano, risponderà dal Palazzo apostolico a tre domande (sul tema della figura di Gesù) scelte tra quelle che i telespettatori faranno pervenire alla redazione di A Sua immagine a partire da domenica prossima, secondo le modalità che saranno indicate: «In ogni caso – spiega il conduttore della rubrica – pensiamo che per questa raccolta utilizzeremo tutte le modalità possibili, dalla "normale" lettera all’email». Le tre domande e le tre risposte del Papa chiuderanno gli ottanta minuti del programma, che sarò aperto dal botta-e-risposta in diretta tra il pubblico e gli ospiti che saranno invitati per l’occasione.

Come ricordato all’inizio, Domande su Gesù è un format storico di Raiuno, lanciato negli anni ’80 dall’allora responsabile della struttura Luciano Scaffa e condotto per le prime edizioni da Nuccio Fava, sempre il Venerdì Santo. Il programma, dopo diversi anni di oblio, è tornato nel 2009, ritrovando subito lo stesso successo registrato in passato: «Quella di quest’anno – sottolinea Carello – sarà così la terza edizione della nuova serie. Quello che abbiamo notato, e che ci ha fatto capire la forza di questa trasmissione, è la grandissima partecipazione del pubblico, l’interesse che la figura di Gesù suscita. Le domande sono sempre tantissime, e molte sono arrivate anche da non credenti».

Con questa nuova "prima assoluta" voluta da Benedetto XVI, si scrive un altro capitolo dell’ormai lungo rapporto tra i Papi e mezzi della moderna comunicazione. A inaugurarlo – nel 1896, appena due anni il brevetto del cinématographe dei fratelli Lumiére – fu papa Leone XIII, che si lasciò riprendere dal regista Vittorio Calcina nei giardini vaticani, per quella che tuttora rimane la prima pellicola italiana esistente. Il suo successore Papa Ratti, si lasciò riprendere (anche questa pellicola è conservata nella filmoteca vaticana, col titolo Pio XI e Marconi) nel giorno dell’inaugurazione della Radio Vaticana, il 12 febbraio 1931. Pastor angelicus» è invece il titolo del documentario del 1942 su Pio XII. Il resto è storia d’oggi.

Salvatore Mazza
© Avvenire, 9 marzo 2011
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