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Il sangue di papa Wojtyla "dono" per la beatificazione

Una piccola ampolla con il sangue di Giovanni Paolo II. È «la reliquia che verrà esposta alla venerazione dei fedeli in occasione della beatificazione» di Karol Wojtyla, domenica prossima, «inserita nel prezioso reliquiario fatto preparare appositamente dall’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice». Lo rende noto un comunicato della Sala stampa vaticana, diffuso ieri per spiegare l’origine della reliquia.

La «genesi» della preziosa reliquia
Negli ultimi giorni della malattia di Giovanni Paolo II, nella primavera del 2005, «il personale medico addetto compì prelievi di sangue, da mettere a disposizione del Centro emotrasfusionale dell’Ospedale Bambino Gesù in vista di un’eventuale trasfusione. Tale Centro, diretto dal professor Isacchi, era infatti incaricato di questo servizio medico per il Papa – spiega il comunicato –. Tuttavia non ebbe poi luogo alcuna trasfusione, e il sangue prelevato rimase conservato in quattro piccoli contenitori». Il Pontefice morì il 2 aprile 2005 alle 21,37 «mentre volgeva al termine il sabato – si legge nella biografia di Wojtyla nel website vaticano – e si era già entrati nel giorno del Signore, Ottava di Pasqua e Domenica della Divina Misericordia»: la festa istituita dallo stesso Wojtyla nel 2000, l’anno in cui il Papa polacco aveva canonizzato suor Faustina Kowalska, la mistica – sua connazionale – alla cui figura è legato il culto della Divina Misericordia che annoverava, fra i suoi devoti, proprio il figlio di Wadowice. Quale fu la sorte di quei «quattro piccoli contenitori»? Due sono «rimasti a disposizione del segretario particolare del Papa» Stanislaw Dziwisz, oggi cardinale arcivescovo di Cracovia; «gli altri due – prosegue il comunicato diffuso ieri – sono rimasti presso l’Ospedale Bambino Gesù, devotamente custoditi dalle Suore dell’Ospedale. In occasione della beatificazione questi due contenitori sono stati collocati in due reliquiari. Il primo verrà presentato alla venerazione dei fedeli in occasione della cerimonia di beatificazione del 1° maggio», voluta proprio nella festa della Divina Misericordia di quest’anno, «poi sarà conservato nel "Sacrario" a cura dell’Ufficio delle Celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, insieme ad altre importanti reliquie. Il secondo verrà riconsegnato all’Ospedale Bambino Gesù, le cui suore avevano già fedelmente custodito la preziosa reliquia negli anni trascorsi. Il sangue – conclude il comunicato vaticano – si trova allo stato liquido, circostanza che si spiega per la presenza di una sostanza anticoagulante che era presente nelle provette al momento del prelievo».

Maestro di preghiera, nel dono di sé
L’ampolla con il sangue che verrà esposta domenica in piazza San Pietro si offre, dunque, come preziosa testimonianza degli ultimi giorni terreni di un Papa che, al termine di un lungo, infaticabile pontificato, volle vivere anche la malattia, l’agonia, la morte nella totale donazione di sé a Dio, alla Chiesa e agli uomini. In quella stessa piazza dove domenica si potrà venerare la reliquia, Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981 II aveva versato il proprio sangue, colpito e gravemente ferito dalle pallottole di un attentatore, Alì Agca. Wojtyla, anche nella sofferenza più profonda, fu maestro di preghiera e di spiritualità. E proprio la preghiera è il cuore di tante iniziative promosse per la beatificazione. Prima fra tutte la grande veglia che si terrà sabato al Circo Massimo, a Roma, alle 21: la presiederà il cardinale vicario Agostino Vallini, mentre Benedetto XVI saluterà i partecipanti in collegamento video. Tre giorni nel segno della preghiera, della Confessione, dell’adorazione eucaristica – rilancia Radio Vaticana – da domani a sabato li propone il Centro internazionale giovanile San Lorenzo di Roma (via Pfeiffer 24), fondato proprio da Wojtyla, dov’è ospitata la Croce delle Giornate mondiali della gioventù. E a quanti non potranno recarsi nell’Urbe, il Segretariato del Forum internazionale di Azione cattolica (Fiac) propone di partecipare alla beatificazione con una veglia di preghiera mariana, la sera di sabato, e la recita del Rosario. Alle Ac di tutto il mondo, il Forum suggerisce inoltre di animare celebrazioni di ringraziamento con la Via Lucis che gli stessi giovani del Fiac avevano preparato per la visita di Benedetto XVI in Terra Santa (il testo in www.fiacifca.org/it).

Lorenzo Rosoli

© Avvenire, 26 aprile 2011

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