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Io, evasore, e l'Italia dei furbi

Nostra intervista immaginaria a un Evasore Fiscale dopo il divieto imposto da Monti di associarlo alla parola "furbo". Con molte citazioni, da Machiavelli a Vespasiano...

Buongiorno signor Evasore, grazie per aver accettato quest’intervista, ma perché mi ha dato appuntamento in banca?
“Diamoci pure del tu. Chiamami pure Furbo, anzi Furbetto, come dicono nel mio quartierino".
Qualcuno dice anche Parassita.
"E perché no? Non mi offendo. Anche i Parassiti contribuiscono all'ecosistema. Comunque ho scelto la mia banca per questo incontro perché ci terrei a mantenere l'anonimato”.
Capisco. La riservatezza è sacra...
"Stai scherzando? Con tutto quello che deposito e ritiro in contante...”
Non più di mille euro, dicono le nuove normative in materia...
“Mavalà, direbbe l’avvocato Ghedini: basta fare dieci bancomat da 250 euro e oplà, fatta la legge...Certo bisogna farne uno o due al giorno, bisogna prepararsi per tempo, del resto l'evasore, come è noto, non improvvisa mai, premedita...”
Allora cominciamo: chi evade ruba la luce dei lampioni, la benzina dei poliziotti, l’asfalto delle strade, il gesso della lavagna degli scolari...
“Non mettiamola sul melodramma: qualcosina la pago anch’io, quando compro un prodotto o faccio benzina: le accise, l’Iva, quella roba lì...ti pare poco?”
Ma nella dichiarazione dei redditi cosa c'è scritto?
“Redditi, redditi...questo Fisco impiccione che viola la privacy, la libertà privata, il diritto a mentire, sì, a mentire, chi ha detto che dobbiamo sempre dire la verità? Macchiavelli ad esempio nel Principe...”
Machiavelli si scrive con una sola c...
“Vabbé, sì, il pensatore, il fiorentino, quello là, c’è anche un gioco di carte, l’ho sentito una volta citato in Tv, diceva che bisogna essere un po’ leone e un po’ volpe, e quindi arguto, mentitore, furbo”.
Già furbo. In Italia è un complimento. Il premier Monti vuole che in Rai non si associ al termine evasore.
“Ah, ah, ah! Scusa se rido. L’ho sentito anch’io. Ma che facciamo? Torniamo alle veline di Mussolini che voleva abolire i francesismi, sostituire il termine “bidet” con “cavalluccio”? Ih, ih, ih! La libertà! La libertà, amico mio, è l’essenza di un popolo. Te l’immagini la circolare di Viale Mazzini?  “Nota per i direttori e i capiredattori: da oggi nei servizi sull’evasione fiscale si prega di sostituire il termine furbo con: aggiratore delle normative fiscali; violatore delle attuali disposizioni in materia di imposte ai sensi del TU n.312; elusore del proprio livello di reddito; percettore immotivato di maggiore imponibile; contravventore delle recenti leggi in materia di tasse. Ammazza che bei Tg!”
Sarà anche spiritoso, ma pagare le tasse è un dovere.
"Io non conosco doveri, sono un libertario. Conosco solo diritti. L’Italia è il Paese dei furbi. Come me. Io sono assolutamente normale. Eppure anche io ogni tanto ci casco. Ieri ero a Roma, combinazione dalle parti di Via XX Settembre, sede del ministero delle Finanze, sono salito su un autobus e ho timbrato il biglietto: “Tlic, tlac”. Il conducente si è girato è fa: Aho! Chi è che fa tutto sto’ rumore!”
Carina, ma cavarsela con una storiella...
“E allora senti questa, di Prezzolini: l’Italia è il Paese dei fessi e dei furbi. Il fesso si interessa al problema della produzione della ricchezza, il furbo soprattutto a quello della distribuzione” .
Se è per questo il direttore dell’Agenzia della Entrate Befera ha citato il fiolosofo Bacon: “il più grosso guaio, per un Paese, è quando i furbi passahno per saggi”.
“E allora l’Italia,checché ne dica Befera, è proprio inguaiata! Mi dia retta, caro Befera, il Bacon lo metta nella carbonara...L’Italia non ha rimedio, finché ci sarà questo Paese ci saranno quelli come noi. Siamo un popolo di santi, poeti e navigatori. Che battono bandiera panamense. C’è anche il detto evangelico: dai a Cesare quel che è di Cesare”
Appunto...
“Appunto che? Befera, tanto per cominciare si chiama Attilio. Monti se non sbaglio, all’anagrafe (pure quella tributaria) fa Mario. Visco, il dracula delle Entrate (mamma mia, mi piglio paura solo a citarlo, il ministro di Prodi, te lo ricordi?) si chiama Vincenzo. Infine Tremonti di nome fa Giulio. Hai mai sentito parlare di un ministro o un esattore che si chiama Cesare? No, Nemmeno io non ne conosco. L’unico Cesare che conosco fa il benzinaro sull’Appia Antica. Ergo, io le tasse non le pago”.
Non ci sono stati solo Visco o Monti a dichiarare guerra agli evasori. Dispiace se facciamo quattro salti indietro nel tempo?
"E facciamoli, per me..."
Senza diventare pedanti, beninteso...
"Senza diventare pedanti...evasori sì, pedanti mai"
L’imperatore romano Vespasiano, che governò tra il 69 e il 79 d.C., dopo la dissennata amministrazione di Nerone, è stato un formidabile risanatore e un nemico pubblico degli evasori, che già allora seppellivano i gioielli per non pagare la tassa sul lusso” .
“E difatti i posteri, per ricambiare, di pubblico gli hanno dedicato i gabinetti. E’ passato alla storia, il risanatore! L'ho già detto, pagare le tasse è da fessi. Eppoi fa bene al Paese. Produce ricchezza. Ho studiato, sai? Ricordi la curva di Laffer, l'economista di Regan? Se carichi troppo il contribuente questo smette di lavorare perché non gli conviene più. Preferisco far girare l’economia e investire in auto di grossa cilindrata, case, terreni, barche, vacanze per me e la mia famiglia, ...”.
- Ho capito, esimio Furbetto, Evasore, Parassita. Meglio investire i soldi che dovrei pagare per le tasse nei divertimenti, nella scuola privata, tipo l’università per i figli...
“Ma che dici? Ma allora sei proprio fesso? Se dichiaro meno di quindicimila euro all’anno che tasse universitarie devo pagare? Le mie creature quando andavano all’università hanno sempre avuto l’assegno di studio, in quanto figli di nullatenenti. La mia nipotina è al primo posto per le graduatorie per il nido, mia suocera ha ottenuto la badante gratis anche se vive in una villa sul Lago di Como e se ci ammaliamo non dobbiamo nemmeno pagare il ticket! E tu mi dici che devo dire la verità sul 730! Ma mi facci il piacere, diceva Totò. La verità a volte fa male, specie se c'è di mezzo l'Agenzia delle Entrate. Per questo dico sempre che con il fisco è sempre meglio una pietosa bugia”.        

Francesco Anfossi
 
© Famiglia Cristiana, 21 agosto 2012
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