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l Papa: perdono e dono, ecco i due pilastri della vita cristiana

Lo ha ricordato Francesco all'udienza generale in piazza San Pietro. «Quanto bisogno abbiamo tutti di essere un po’ più misericordiosi. Di non sparlare degli altri, di non giudicare». E la domanda ai fedeli: volete forse un cuore di pietra?

Foto Lapresse

Perdono e dono: ecco i due pilastri che Gesù ha indicato alla sua Chiesa. Lo ha ricordato papa Francesco stamani all'udienza generale in piazza San Pietro. Durante il consueto giro fra i fedeli, a bordo dell'auto bianca scoperta, il pontefice è stato salutato dai canti del gruppo Catholic Women of Indonesia, del Mia Patria Choir di Giakarta, vestite con abiti tradizionali. Prima di arrivare in piazza, Francesco è andato in aula Paolo VI a salutare personalmente i gruppi di malati che, visto il maltempo, hanno seguito l'udienza da lì sui maxischermi.

La catechesi di questo mercoledì ha preso spunto dal brano del Vangelo secondo Luca: “Siate misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati… perché con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi in cambio”.

Misericordiosi come il Padre. Il motto di questo Anno Santo "Misericordiosi come il Padre", ha ricordato il Papa, è tratto proprio da questo brano evangelico. “Non si tratta di uno slogan ad effetto ma di un impegno di vita” ha osservato Francesco. E ha richiamato alla memoria il corrispondente passo del vangelo di Matteo, dove Gesù dice: "Voi dunque siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste". Essere perfetti significa essere misericordiosi, ha esplicitato il pontefice. "Una persona che non è misericordiosa è perfetta? No. È buona? No. La bontà e la perfezione si radicano sulla misericordia".

Testimoni della misericordia di Dio. Dio è perfetto, certo. Tuttavia, se lo consideriamo così, diventa impossibile per gli uomini tendere a quella assoluta perfezione. "Invece averlo davanti agli occhi come misericordioso ci consente di capire meglio in cosa consiste quella perfezione". E qui giunge la domanda: le parole di Gesù sono realistiche? È davvero possibile essere misericordiosi come Dio? "Se guardiamo alla storia della salvezza", risponde papa Francesco, "tutta la rivelazione di Dio è un incessante e instancabile amore per gli uomini". Dio è come un Padre e una Madre che ama la sua creatura. "Rapportato a questo Amore che non ha misura, il nostro amore sarà sempre in difetto". Ma Gesù chiede ai suoi discepoli "di diventare segno, canale, testimoni della Sua misericordia". "La Chiesa non può che essere sacramento della misericordia di Dio nel mondo". Ogni cristiano pertanto è chiamato a essere testimone della Misericordia.

L'esempio dei santi. Pensiamo a quanti santi sono diventati tali, ha ricordato il Papa, perché "si sono lasciati riempire il cuore della divina misericordia". Ciascuno lo ha espresso in una modalità diversa. "In questo fiorire di tante forme di carità è possibile scorgere il riflesso del volto misericordioso di Cristo".

I 2 pilastri della vita cristiana. "Ci domandiamo: che cosa significa per i discepoli essere misericordiosi? Questo viene spiegato da Gesù con due verbi: perdonare e donare". Ecco i due pilastri della vita cristiana, sottolinea Francesco.

Primo pilastro: il perdono. "La misericordia si esprime anzitutto nel perdono: non giudicate, non condannate…". Gesù "non intende sovvertire il corso della giustizia umana", precisa Francesco, "tuttavia ricorda che per avere rapporti fraterni bisogna sospendere il giudizio" di condanna. Nel perdono si mostra la gratuità dell’amore con cui Dio ci ha amati per primo. "Il cristiano deve perdonare. Ma perché? Perché è stato perdonato. Tutti noi, che siamo oggi in piazza, siamo stati perdonati". Lo ripetiamo "tutti i giorni nel Padre Nostro: perdona i nostri debiti come noi perdoniamo i nostri debitori". "Perdonare è così facile. Se Dio ha perdonato me, perché non devo perdonare gli altri? Sono più grande di Do?". Giudicare e condannare il fratello che pecca è sbagliato, "non perché non si voglia riconoscere il peccato ma perché condannare il peccatore spezza il legame di fraternità con lui e disprezza la misericordia di Dio". Abbiamo il dovere di recuperarlo alla dignità di figlio del Padre e di accompagnarlo nel suo cammino.

Secondo pilastro: il dono. Alla Chiesa Gesù indica un secondo pilastro: donare. "Date e vi sarà dato. Dio dona ben al di là dei nostri meriti, ma sarà ancora più generoso con quanti qui in terra saranno stati generosi. Con la misura dell’amore che diamo, siamo noi stessi a decidere come saremo giudicati". "Quanto bisogno abbiamo tutti di essere un po’ più misericordiosi. Di non sparlare degli altri, di non giudicare". Questa carità, questo amore, permette ai discepoli di Gesù di riconoscersi come figli dello stesso Padre. "Nell’amore che praticano si riverbera così quella Misericordia che non avrà mai fine".

«Che cuore volete?» A conclusione dell'udienza papa Francesco rivolge una domanda ai fedeli che gremiscono la piazza: volete un cuore di pietra? O volete un cuore pieno d'amore? "L’egoismo, la rabbia, fa un cuore piccolo che si indurisce come la pietra". Ed ecco dunque la consegna, ad ogni cristiano: "Se preferite un cuore pieno di amore, siate misericordiosi".

«Vicino ai malati di Alzheimer e alle famiglie». Al termine dell'udienza, papa Francesco ha ricordato che oggi è la XXIII Giornata mondiale per l'Alzheimer, che ha per tema "Ricordati di me". "Invito tutti i presenti - ha aggiunto - a 'ricordarsi', con la sollecitudine di Maria e con la tenerezza di Gesù misericordioso, di quanti sono affetti da questo morbo e dei loro familiari per far sentire la nostra vicinanza. Preghiamo anche per le persone che si trovano accanto ai malati sapendo cogliere i loro bisogni, anche quelli più impercettibili, perché visti con occhi pieni di amore".

A.M.B.

© Avvenire, 21 settembre 2016