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La Moratti e il metodo Boffo

Il sindaco di Milano non chiede scusa e non recede dall'attacco al rivale del Centrosinistra Giuliano Pisapia.

Letizia Moratti, al momento in cui scriviamo, non fa un passo indietro rispetto all’attacco a freddo, premeditato, all’indirizzo dello sfidante alle elezioni amministrative Giuliano Pisapia. I fatti sono ormai stranoti. Durante un faccia a faccia su Sky Tg 24, mercoledì 11 maggio, negli ultimi due minuti, durante l’ultimo intervento, quando l’avversario non aveva più diritto di replica, allo scopo di dimostrare che il candidato di Centrosinistra “non è un moderato”,  la Moratti ha rivelato che Pisapia era stato condannato e poi ammministiato per il furto di un furgone utilizzato per un pestaggio, nel 1978, un episodio risalente agli anni di piombo. Omettendo che si trattava di un errore giudiziario.

Pisapia venne assolto “per non aver commesso il fatto”. Basta leggere il lungo e circostanziato articolo sul Corriere della sera di Luigi Ferrarella, il più bravo e scrupoloso dei giornalisti giudiziari, il giorno dopo: “In 25 secondi, studiatamente gli ultimi del faccia a faccia con Giuliano Pisapia su Sky, le parole di Letizia Moratti risultano contraddette due volte dalle sentenze: quella d’Appello che il sindaco tace e da quella stessa di primo grado che cita”.

Pisapia si è rifiutato di stringere la mano all’avversario, al termine del programma e ha annunciato uan citazione per diffamazione aggravata. Ma ormai la frittata era fatta. Calunniate calunniate, qualche cosa resterà, diceva Voltaire. Molti hanno ricordato il metodo Boffo. Inoltre la Moratti sembra non voler tornare su quella che è più che una caduta di stile. Anzi per certi aspetti ha rincarato la dose: “Non può essere considerata moderata la storia di una persona che in quegli anni era vicina ad ambienti terroristici”.

A dar manforte alla Moratti sono arrivate le parole del premier Berlusconi: “Io credo che il candidato della sinistra non possa dolersi per qualunque cosa ci sia stata. Pisapia è uomo di sinistra, si vuol far passare per un moderato ma ha tutta una storia di sinistra. E’ rimasto in Rifondazione Comunista fino a pochi anni fa e poi ha degli alleati che sono l’estrema sinistra e i centri sociali che sono un covo di violenti e facinorosi. Credo sia questa la cosa importante e non quello che è avvenuto ieri sera in trasmissione”.


Colpisce che lo stesso uomo che da quindici anni si batte contro i magistrati “bolscevichi” che indagano su di lui, in nome di un preteso garantismo, che vuole cancellare le intercettazioni
telefoniche nel segno di un iperdiritto di privacy, legga le sentenze dei suoi avversari politici in questo modo e avvalori l’uso improprio delle vicende giudiziarie degli altri.

Sarà interessante vedere come i milanesi prenderanno tutta questa storia nel segreto dell’urna. Quando finalmente sarà finita questa campagna dei veleni che ha ammorbato l’aria già inquinata di Milano.

 

Francesco Anfossi

 

© Famiglia Cristiana, 12 maggio 2011

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