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Laici e cattolici insieme, nuova sfida

"Verso la Terza Repubblica" è un tentativo serio per dare un’impronta popolare all’esperienza di Governo. Purché al rigore seguano equità e sviluppo.

Sulla scena politica c’è un nuovo soggetto. Una speranza per l’Italia nel guado della crisi economica ed etica, dopo vent’anni di malgoverno. E di una classe politica con scarso senso di responsabilità. E una credibilità ai minimi termini. Prosperata su privilegi e sprechi di denaro pubblico. E false promesse che hanno gonfiato il debito all’inverosimile. È “scesa in campo” o, meglio, è salita nella “politica alta” l’Italia civica. Laica e cattolica insieme, come nelle migliori tradizioni del Paese. Per dare continuità a un Governo che, pur imponendo sacrifici, ha ridato credibilità e dignità all’Italia. Con un rinnovamento sociale, culturale e civile. È partita una nuova stagione. Per contrastare la sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. “Gli italiani meritano un’Italia migliore”. E, soprattutto, una classe politica più “virtuosa”. Dedita al bene comune e alla tutela dei più deboli, più che ai propri interessi.

 

Del nuovo movimento fanno parte esponenti dell’imprenditoria, come Luca Cordero di Montezemolo, del sindacato come Raffaele Bonanni, e del cattolicesimo popolare come il leader delle Acli Andrea Olivero. Ne fa parte anche il ministro Andrea Riccardi, che ha dato un sigillo culturale all’esecutivo Monti. Ha rovesciato l’atteggiamento dell’Italia su temi quali l’accoglienza e la solidarietà. Con un’apertura fiduciosa e ottimista verso la “nuova Italia”. Fatta anche dei figli di immigrati nati nel nostro Paese, ai quali la miopia della “vecchia politica” si ostina a negare la cittadinanza. Molti dei protagonisti del nuovo soggetto civico hanno condiviso l’esperienza di Todi. E del rilancio della presenza dei cattolici. La gravità del momento impone ai credenti un’assunzione di responsabilità diretta nella costruzione della “casa comune”. Per superare l’insignificanza di questi anni. O il ruolo di gregari e “portatori d’acqua” al carro altrui.

 

Non si tratta di rifare una nuova Dc. La storia non torna indietro. Ma di mettere assieme le migliori intelligenze e risorse del Paese su un programma di riforme condivise. Per un’Italia più coesa e solidale. "Verso la Terza Repubblica" è un tentativo serio per dare un’impronta popolare all’esperienza di governo. Purché al rigore dei conti seguano maggiore equità sociale, lotta alla corruzione, all’evasione e allo sperpero “allegro” dei soldi pubblici. E una particolare attenzione alle famiglie con figli. E ai giovani, oggi senza futuro. Sussidiarietà, solidarietà e volontariato sono cardini fondamentali di questa nuova fase. Per sostenere le fasce più deboli della popolazione. E per dare un’anima a una società frammentata e incattivita. L’onda lunga dell’antipolitica si combatte con la “buona politica”. La strada del conflitto perenne porta solo allo sfascio. Nella Seconda Repubblica ci si è divisi su tutto. Ora, è tempo di coesione e ricostruzione. Soprattutto etica.

 
© Famiglia Cristiana, 21 novembre 2012
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