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Lo sponsor contestato. Calcio e azzardo, cresce il fronte anti-Intralot

No da Idv e Sinistra italiana. Baretta: taglio delle slot

Mettersi addosso una tuta con su lo sponsor di un’agenzia di scommesse sportive non mi sembra affatto una cosa normale. Che poi lo faccia la Nazionale di calcio che dovrebbe essere la massima portatrice di valori virtuosi, nonché la bandiera della lotta all’azzardo è ancora più difficile da accettare». È il j’accuse molto partecipato della senatrice Idv Alessandra Bencini. «Faccio fatica anche ad accettare che ci siano calciatori come Francesco Totti, visto come uno dei massimi esempi dai giovani, che mi fa il testimonial del gioco del Lotto. Con tutte le attività di pubblicità solidale che si possono fare un campione come lui mi deve proprio scegliere un gioco che può generare ludopatia? – continua la senatrice Bencini – In questo, è innegabile che ci siano anche delle precise responsabilità da parte dello Stato nell’aver messo il gioco in mano a degli attori sbagliati che hanno generato nel nostro Paese milioni di “malati dell’azzardo”», spiega la senatrice Bencini che conclude: «La dipendenza da gioco sta facendo più danni di quella da droga o da alcol. Cosa possiamo fare? Prevenire attraverso la limitazione e la regolamentazione del gioco, oltre a far passare un messaggio che crei una coscienza etica del problema. Sul fronte sponsor della Nazionale possiamo intervenire con un altro momento ispettivo, ma la Federazione deve farsi un esame di coscienza e capire che ha sbagliato nella scelta di Intralot.

E sappia che non convince affatto quando dice che la “Figc non incasserà neppure un euro dalla sponsorizzazione e che devolverà la cifra dello sponsor per campagne contro la ludopatia. Queste campagne, un mondo milionario come quello del pallone può farle quando vuole e senza doversi dotare di uno sponsor come un’agenzia di scommesse». Nella stessa direzione va anche il deputato della Sinistra Italiana Stefano Fassina che su twitter lancia un appello rilanciando l’editoriale di ieri del direttore di Avvenire Marco Tarquinio: «Liberiamo il calcio dalla pubblicità del gioco d’azzardo e da Tavecchio. Governo intervieni». Contro il Governo che pare inerte dinanzi alla problematica dell’azzardo tornano a far sentire il loro dissenso i deputati Matteo Mantero, Massimo Baroni e il senatore Giovanni Endrizzi di 5 Stelle: «La nostra - dicono - è una battaglia in difesa dei cittadini e contro l’azzardopatia riprende là dove il governo ci aveva boicottato un anno fa: con l’emendamento Mantero torniamo a chiedere il divieto di ogni forma di pubblicità, diretta e indiretta, comprese le sponsorizzazioni».

Divieti di sponsor e riduzioni di slot machine vengono richieste al Governo da più parti. Per quest’ultimo “taglio etico” di almeno 10mila agenzie aventi come attività prevalente la vendita di prodotti di gioco pubblici c’è in ballo «una riforma condivisa con gli enti locali», sottolinea il sottosegretario all’Economia, con delega ai Giochi, Pierpaolo Baretta. «Siamo quindi ancora una volta disponibili a ulteriori approfondimenti, che mi auguro si risolvano in tempi brevi anche per permettere al Governo di presentare in sede di legge di bilancio l’emendamento che anticipa al 31 dicembre 2017 la riduzione del 30% delle Awp (ridotte da 397.211 a 264.674) a partire dai generalisti secondari, dai bar e dai tabacchi. Intanto ieri la Conferenza delle Regioni ha accolto la richiesta dell’Anci di rinviare ulteriormente l’intesa tra governo ed enti locali sul provvedimento che dovrà disciplinare la dislocazione delle slot machine. L’accordo probabilmente verrà trovato solo dopo il referendum del 4 dicembre.

Massimiliano Castellani
 
© Avvenire, venerdì 18 novembre 2016
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