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Monsignor Ivan Maffeis è il nuovo arcivescovo di Perugia-Città della Pieve

Sinora parroco a Rovereto, giornalista ed esperto di informazione, ha diretto l'Ufficio Comunicazioni sociali della Cei di cui è stato sottosegretario. «Vengo per incontrare e lasciarmi incontrare»

Il Papa ha nominato monsignor Ivan Maffeis arcivescovo metropolìta di Perugia-Città della Pieve. Succede al cardinale Gualtiero Bassetti, nominato 13 anni fa da papa Benedetto XVI nello stesso giorno, quello in cui la Chiesa celebra la festa liturgica della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. «Sotto la protezione della Madre di Dio - comunica la Chiesa umbra - don Maffeis si appresta a diventare il tredicesimo Pastore di questa Chiesa particolare da quando, nel 1882, la Diocesi è stata elevata ad Arcidiocesi per volontà di papa Leone XIII, già vescovo di Perugia per trentaquattro anni».

Finora parroco a Rovereto, Trambileno, Vanza, Noriglio e Terragnolo, in diocesi di Trento, Maffeis è stato direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali e sottosegretario della CEI dal 2015 al 2020. Originario di Pinzolo, nelle Dolomiti, dov’è nato il 18 novembre 1963, è stato ordinato a Trento il 26 giugno 1988.

Giornalista, esperto di mass media e informazione, ha conseguito il dottorato in Scienze delle Comunicazioni sociali all’Università Pontificia Salesiana ed è stato a lungo apprezzatissimo direttore di «Vita Trentina», settimanale della diocesi di Trento, oltre che membro del Consiglio d'amministrazione di Avvenire dove ha portato tutta la sua competenza e sensibilità mediatica.

«Vengo per ascoltare, incontrare e lasciarmi incontrare»

«Offro la disponibilità a incontrare e a lasciarmi incontrare nella maniera più ampia e diretta possibile»: c’è lo stile di Maffeis – semplicemente «don Ivan» per i tanti che l’hanno conosciuto negli anni in tutta Italia per i suoi incarichi nazionali – nella lettera che ha inviato alla diocesi di cui assume la guida e alla quale si rivolge in modo familiare sin dall’incipit («cara gente...»). Sono «semplici righe, stese con l'inchiostro della speranza e della gioia», nelle quali esprime «riconoscenza per il Santo Padre» abbracciando «il Vescovo Marco» (Salvi, amministratore apostolico della diocesi dopo le dimissioni di Bassetti per limiti d’età, il 27 maggio), «il cardinale Gualtiero e gli altri Vescovi della Regione ecclesiastica Umbria», e dicendosi «debitore grato alla mia famiglia, al paese di Pinzolo, alla Chiesa di Trento e, da ultimo, alle parrocchie di Rovereto». È la capacità di ascolto e di empatia con chiunque lo stile umano e pastorale che caratterizza Maffeis, e che emerge nel suo primo messaggio ai perugini: «Vengo fra voi per mettermi in ascolto di questa preziosa terra di santi e di bellezza – scrive –, della quale chiedo con umiltà di divenire figlio; vengo per amare questa Chiesa con tutte le mie forze, in un servizio di preghiera e di dedizione; vengo per condividere – alla luce del Vangelo di Gesù Cristo – "le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce" di ciascuno». Col suo «pensiero affettuoso» vuole raggiungere «in particolare i presbiteri, i religiosi le e religiose; quindi, i malati e quanti, per le ragioni più diverse, sono feriti dalla vita e preoccupati per il futuro» mentre ai «rappresentanti delle Istituzioni civili assicuro il contributo della comunità ecclesiale nella ricerca e realizzazione del bene comune». La serenità, la mitezza, l’umiltà ma anche la passione intellettuale sono altri tratti di don Ivan, che apre le braccia alla sua nuova gente: «Vengo sereno e fiducioso, pur nella consapevolezza della sproporzione tra ciò che sono e la responsabilità che assumo: possano la vostra preghiera e la vostra fraternità accorciare tale distanza e aiutarci a camminare insieme. E allora non mi sarà difficile far miei i sentimenti dell'apostolo Barnaba che "quando giunse e vide la grazia di Dio, si rallegrò ed esortava tutti a restare, con cuore risoluto, fedeli al Signore" (At 11, 23)». Un pensiero mariano («l'Ausiliatrice, patrona di Rovereto – che a Perugia è venerata come Madonna delle Grazie – ci accompagnerà») conclude la lettera, in attesa della consacrazione episcopale e dell’ingresso in diocesi la cui data sarà fissata e resa nota «nei prossimi giorni».
«Gioia» esprimono i vescovi dell’Umbria che «si stringono fraternamente attorno a monsignor Ivan Maffeis» mentre «gli assicurano il sostegno della preghiera per il nuovo importante ministero ecclesiale affidatogli dal Santo Padre». In una nota la Conferenza episcopale umbra ricorda «la ricca esperienza accumulata dal nuovo Arcivescovo nel lungo servizio alle Chiese che sono in Italia quando prestava la sua opera presso la Segreteria generale della Cei e recentemente come parroco di Rovereto. Sarà un dono prezioso per tutta la Regione ecclesiastica».

© Avvenire Redazione Internet, sabato 16 luglio 2022