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Non per interesse personale, ma per fede: così si segue Gesù

Il Papa ricorda i due atteggiamenti con i quali la folla seguiva Cristo: non solo per ascoltarlo, ma perché faceva miracoli. E chiede di seguire l'esempio di Santo Stefano che ha imitato Gesù fino alla morte

Seguire Gesù per fede e non per i suoi miracoli, per il proprio interesse. Papa Francesco, nell’omelia a Santa Marta, prende spunto dal Vangelo di Giovanni che racconta della folla che cercava Gesù dopo la moltiplicazione dei pani e dei pesci. «Lo cercava non solo per ascoltarlo», spiega il Papa, «ma anche per “interesse”, perché faceva miracoli. Gesù però si ritira e, quando lo trovano, li rimprovera: “Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”». Da una parte, dunque, la folla cerca «Gesù per sentire come la sua Parola “arrivava al cuore”, per la fede, dall’altra anche per interesse. Erano anche persone buone, ma con una fede "un po’ interessata".  Gesù dunque rimprovera la poca fede».

Lo stesso atteggiamento si vede anche nell’episodio dell’indemoniato di Gerasa: «Quando la gente vede che aveva perso i porci, pensa che non gli conviene, che così perdevano soldi e, quindi,  gli dicono di andarsene. E, di nuovo, con la guarigione dei 10 lebbrosi: uno solo torna per ringraziare mentre gli altri, dopo la guarigione, si sono dimenticati di Gesù. Per questo Gesù invita a darsi da fare non per il cibo che perisce ma per quello rimane per la vita eterna cioè per “la Parola di Dio e l’amore di Dio”».

C’è però anche chi segue Gesù “rimettendoci”. È il caso di Santo Stefano, il primo martire cristiano. Stefano «seguiva Gesù senza bilanciare le conseguenze: questo mi conviene, non mi conviene … non era un interessato. Amava. E seguiva Gesù, sicuro; e così finì. Gli hanno teso il tranello delle calunnie, lo hanno fatto entrare lì e così finì lapidato. Ma dando testimonianza di Gesù».

Ci sono due modi, conclude il Papa per seguire Cristo: «Dando la vita oppure con un po’ di interesse personale». Per questo Francesco esorta a «chiedersi come si segue Gesù». Bisogna «rinfrescare la memoria» domandandosi cosa Gesù abbia fatto, non in modo generico, ma concretamente, nella propria vita. «E troveremo tante cose grandi che Gesù ci ha dato gratuitamente, perché ci ama: a ognuno di noi. E una volta che io vedo le cose che Gesù ha fatto per me, mi faccio la seconda domanda: e io, cosa devo fare per Gesù? E così, con queste due domande, forse riusciremo a purificarci di ogni maniera di fede interessata. Quando vedo tutto quello che Gesù mi ha dato, la generosità del cuore va a: “Sì, Signore, do tutto! E non farò più questi sbagli, questi peccati, cambierà di vita in questo …”. La strada della conversione per amore: tu mi hai dato tanto amore, anche io ti do questo amore».

Annachiara Valle

© www.famigliacristiana.it, lunedì 16 aprile 2018

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