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Prime comunioni da far impallidire i Casamonica. I bambini e le ballerine-omaggio

Chiediamo scusa ai Casamonica. Certe comunioni sono più trash. Poveri bimbi. Una ragazzina in chiesa sulla carrozza di Cenerentola. Per un altro, ballerine brasiliane

 

Il ricordo della mia prima Comunione è il seguente: io vestita con un abitino bianco acrilico al 95% (roba che se mi avvicinavo a un cero votivo prendeva fuoco pure il tetto della chiesa), due fiori finti di quelli con cui si chiudono le bomboniere appuntati tra i capelli, un paio di ballerine smaltate di bianco e un pranzo con mia madre, mio padre e mio zio in un ristorante di Civitavecchia sulla via Aurelia di fronte al supercarcere.

In chiesa andammo in cinque sull’Alfa Romeo marrone di mio papà.

Credo che in tutto, la mia prima Comunione ai miei genitori sia costata 130.000 delle vecchie lire, collant velati bianchi compresi.

E guardate che io una cerimonia sontuosa me la meritavo tutta, visto che a catechismo ero cintura nera in parabole e Vecchio Testamento. Il punto è che a nessuno – né a me, né ai miei genitori – è mai venuto in mente che quel giorno fosse qualcosa di più simile a un addio al nubilato che a un’iniziazione all’eucaristia.

Devono aver avuto un pensiero diverso quei genitori che in occasione della comunione della propria figlia di dieci anni ad Altamura, provincia di Bari, hanno deciso che la propria bimba non sarebbe arrivata in chiesa sulla Clio del papà o sulla Smart della mamma o sullo scooter dello zio o sull’Ape Piaggio del nonno. No, sarebbe arrivata sulla carrozza di Cenerentola.

Non scherzo. Da qualche giorno sul web è diventata virale la foto di una bimba nel suo abitino bianco

con mamma e papà accanto che sale le scale del sagrato dopo essere scesa da una sobria carrozza in vetro trasparente trainata da cavalli bianchi e da un elegante conducente con cilindro (pare che il noleggio parta dagli 800 euro in su).

Non si sa se il sacerdote le abbia poi consegnato l’ostia o la scarpina da provare né se la carrozza a mezzanotte sia tornata zucca o, vista la location, cima di rapa, fatto sta che l’immagine sul web ha scatenato un’ondata di commenti tra l’indignato e il divertito.

C’è chi ha scritto “Dal boss delle cerimonie al boss delle comunioni”, chi “Chissà le sorellastre come rosicano”, chi “È un atto, prima che di scarso gusto estetico, molto diseducativo perché invita alla supremazia: "figlia mia, tu non sei solo la mia principessa, ma quella di tutta la città e questo deve essere evidente".

Non “una bella sposina di Gesù”, ma “La più bella sposina di Gesù”. Naturalmente c’è anche chi difende la scelta dei genitori di “esaudire il sogno di una bimba”, come se fosse compito dei genitori esaudire qualsiasi minchiata di sogno dei figli a prescindere. Per dire, mio figlio sogna di essere Godzilla, con questo ragionamento dovrei sottoporlo a un bombardamento di radiazioni e abbandonarlo nella baia di Tokyo sperando che si trovi bene. Al di là di questo, ci sarebbe il piccolo particolare che si tratta di una cerimonia religiosa e che il messaggio di due genitori cristiani dovrebbe essere “Di fronte a Gesù siamo tutti uguali”, non “Di fronte a Gesù siamo tutti uguali a parte quelli che arrivano in chiesa con la Panda 4x4”.

Se però siete convinti che questo sia il fondo del barile è perché non avete visto la seconda foto che impazza sul web sempre a tema “prima comunione ad Altamura”.

In questo caso la foto (ma esiste anche il video) ritrae un bambino nella sua tunica bianca con croce ricamata sul petto e numerosi ospiti (molti dei quali bambini piccoli) intrattenuti al ristorante da un gruppo di ballerine brasiliane in perizoma.

Il bambino è in lacrime per l’imbarazzo, in compenso nonni e zii paiono sorridenti e infoiatissimi. Della serie: dal corpo di Cristo al corpo di una ballerina di samba il passo è breve. Ma anche e soprattutto della serie: chiediamo scusa ai Casamonica, che in fondo il loro funerale è stato più sobrio delle prime comunioni di tanti bambini italiani.

Selvaggia Lucarelli

© “Il Fatto Quotidiano”, 19 maggio 2016

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