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Sant'Andrea: rinnovato legame di comunione tra Roma e Costantinopoli

Ieri una delegazione della Santa Sede si è recata in visita al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli in occasione della festività di Sant’Andrea apostolo. A Bartolomeo I è stato consegnato un messaggio di Papa Francesco

Una tradizione che sottolinea la fraternità e la comunione tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli: è lo scambio di delegazioni in occasione della festività cattolica il 29 giugno dei SS. Pietro e Paolo, con l’arrivo a Roma degli emissari del Patriarcato ecumenico, ricevuti da Papa Francesco, visita ricambiata ieri, 30 novembre, con l’invio di una delegazione della Santa Sede a Istanbul, latrice di un messaggio del Papa, che ha partecipato alle celebrazioni di Sant’Andrea apostolo, patrono della Chiesa di Costantinopoli.

Le radici comuni di ortodossi e cattolici

Una consuetudine che riafferma le radici comuni delle due Chiese e che “è molto importante soprattutto in questo momento in una Europa dei numeri”, spiega Nikos Tzoitis, analista del Patriarcato ecumenico, a Radio Vaticana Italia, “un’Europa dove si è perso il senso di solidarietà, grave fenomeno del nostro tempo”. Per Tzoitis questo riavvicinamento delle Chiese è una risposta all’edonismo e all’individualismo.

Francesco e Bartolomeo denunciano il fondamentalismo

Tzoitis torna con la memoria alla visita del Papa nell’aprile del 2017 al Cairo, su invito del Gran Imam di al-Azhar Ahmad al Tayyib, alla quale partecipò anche il Patriarca Bartolomeo I. “Per loro – prosegue – è molto importante il dialogo interreligioso. Entrambi (Papa Francesco e Bartolomeo I ndr) continuano a fare appelli per promuovere la tradizione filantropica di tutte le religioni, perché hanno un pensiero molto importante: il fondamentalismo non è espressione di una religiosità sana, bensì malata. Entrambi ci dicono che bisogna riconfermare l’unità tra la fede in Dio e l’amore per i nostri simili”.

Presto un Centro ecumenico e interreligioso in Tracia

Esempio di come il dialogo interreligioso sia alla base dell’azione di Bartolomeo è anche la creazione, a breve, di un Centro diocesano ortodosso, con caratteristiche ecumeniche e interreligiose.Sorgerà in Tracia, a Silivria dove da decenni ormai non esiste più traccia della presenza cristiana. E’ lì che lo scorso 11 novembre il Patriarca ha celebrato una Messa in occasione della festa di San Nektarios “con il consenso delle autorità musulmane turche”, aggiunge Tzoitis, un modo “per poter riavvicinare queste due religioni (cristiani e musulmani ndr) per dare una risposta ai problemi di oggi”. 

Ascolta l’intervista a Nikos Tzoitis
 
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