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Settimana sociale. Gentiloni: sì alle proposte dei cattolici. Stop alla precarietà

Il premier raccoglie, condivide e fa sue buona parte delle proposte avanzate dal mondo cattolico qui a Cagliari, alla Settimana sociale dedicata ai temi del lavoro

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, raccoglie, condivide e fa sue buona parte delle proposte avanzate dal mondo cattolico qui a Cagliari, alla Settimana sociale dedicata ai temi del lavoro. In particolare per quanto riguarda la centralità del lavoro da assicurare nei processi formativi e la riforma degli appalti che devono essere orientati non più al "massimo ribasso" ma alla "massima dignità" del lavoro.

Più sfumata la posizione del capo del governo riguardo alla canalizzazione dei finanziamenti dei Prodotti individuali di risparmio (Pir) verso le piccole e medie imprese non quotate, che potrebbe essere materia di intervento in Parlamento durante la discussione della Legge di Bilancio. E così pure per la rimodulazione dell'Iva, da concordare in sede europea, penalizzando le aziende e i prodotti con minore sostenibilità ambientale e sociale e premiando invece i comportamenti più responsabil, così come proposto qui a Cagliari.

Paolo Gentiloni, intervenuto alla terza giornata della Settimana sociale, ha esordito apprezzando particolarmente il lavoro preparatorio svolto e il metodo utilizzato di ascolto dei territori e delle persone, individuazione di buone pratiche e poi offerta di proposte concrete, sottolineando come occorra impegnarsi insieme per superare la precarietà.

Il premier ha ricordato gli sforzi del governo per contrastare i fenomeni del caporalato e del lavoro nero, ha rivendicato i risultati di jobs act e legge per il lavoro autonomo, ha ricordato come la riforma del Terzo settore possa dare una spinta decisiva allo sviluppo dell'impresa sociale e quindi a un modo diverso di far crescere il lavoro e rispondere ai bisogni della società.

Quanto al futuro, certo la "trasformazione del lavoro è una terra incognita e abbiamo bisogno di strumenti di orientamento e tutela inediti, cercando di evitare divisioni tra élite cosmopolite, nomadi digitali e altri lavoratori sottopagati, legati al territorio e dimenticati". Ma ci sono, ha sottolineato Gentiloni, "anche opportunità enormi per l'Italia, un Paese che è una superpotenza dolce, della bellezza, della cultura, puntando sulla nostra unicità e creatività". Perciò, rivendica il premier, sono stati rafforzati in legge di bilancio i finanziamenti per la formazione di Industria 4.0 allargati anche ai servizi. "E non metteremo certo in discussione l'esperienza fortemente positiva dell'alternanza scuola lavoro" ma c'è l'impegno semmai a rafforzare la centralità del lavoro nelle esperienze formative.

Occorre però, per il presidente del Consiglio, far crescere ancora l'occupazione femminile e giovanile, ancora troppo limitate nonostante i miglioramenti, con iniziative mirate come il taglio dei contributi.

Una battuta infine sull'innalzamento del rating dell'Italia, deciso ieri sera da Standard & Poor's, come non avveniva da 15 anni a questa parte."Ci sono segnali incoraggianti per la crescita, gli investimenti, l’occupazione. Con il rating di Standard & Poor’s non si mangia, ma la reputazione del Paese è influenzata anche da queste dinamiche".

Francesco Riccardi, inviato a Cagliari

© Avvenire, sabato 28 ottobre 2017

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