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Sotto il cielo di Bari. Il Dormitorio per i Senza Fissa Dimora “don Vito Diana”

Sotto il cielo stellato o sotto quello plumbeo, hanno trovato alloggio al Dormitorio maschile “don Vito Diana” ( primo direttore della Caritas Diocesana) in quest'anno 281 persone, soprattutto eritrei (62) ed italiani (51), seguiti da persone provenienti dai Paesi dell’Est.

I canoni dell’evangelizzazione spesso si limitano a tipizzazioni di alcune mediazioni ecclesiali che non coinvolgono l’intera comunità ecclesiale. Infatti, si parla di evangelizzazione e con facilità si delinea con essa l’organizzazione catechetica che il più delle volte è limitata alla fascia sacramentale oppure ad azioni coinvolgenti con i relativi segni per quanto riguarda le celebrazioni liturgiche.
L’esperienza della vita comunitaria necessita necessariamente di una completezza che riguardi anche l’azione caritativa che sia pienamente integrata con l’azione catechetica e con quella celebrativa. Ciò non significa che la carità è l’espressione di un deficit esistente sul territorio di cui la comunità cristiana si fa carico, ma è al contrario, inserita in una progettualità “organica”, “integrata” e “d’insieme”, che la rende parte attiva dell’annuncio evangelico. Se, inoltre, tutto ciò coincide con un itinerario di fede catecumenale-mistagogico che vede protagonista la Chiesa locale, ancora di più capiamo il senso di ciò che in un anno è stato svolto a favore dei “senza fissa dimora” ruotanti intorno alla città di Bari.
Sotto il cielo stellato o sotto quello plumbeo, hanno trovato alloggio al Dormitorio maschile “don Vito Diana” ( primo direttore della Caritas Diocesana) in quest'anno 281 persone, soprattutto eritrei (62) ed italiani (51), seguiti da persone provenienti dai Paesi dell’Est. L’età media dell’ospite è di 32 anni.
Dalle statistiche, curate dai giovani del servizio civile, appare con chiarezza come il fenomeno degli homnes non è limitato alle migrazioni degli stranieri, ma anche tanti nostri connazionali hanno e continuano a bussare per potersi rifugiare nella notte. Sono i nuovi poveri : i tanti uomini soli che hanno perso il lavoro: i divorziati che non sono in grado di dare gli alimenti alle rispettive ex-moglie o ai figli; i giovani scappati dalle loro famiglie e ritrovatisi per strada; le vittime delle malattie “compulsive” che sono in notevole aumento.
Il Dormitorio coinvolge l’intera comunità diocesana con i volontari, circa 60 provenienti dalle diverse parrocchie diocesane e si regge con le risorse economiche raccolte dalle stesse parrocchie.
L’evangelizzazione richiede sotto il cielo di Bari sempre prospettive nuove. Tutto ciò che è stato fatto è solo un piccolo passo. Molto andrebbe fatto in futuro. La comunità diocesana è, oggi più di ieri, chiamata ad evangelizzare tutti, senza ritenere di essere mai un’arrivata e soprattutto senza escludere nessuno.

sac. Antonio Ruccia

Direttore Ufficio Caritas

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